Davide Ignazio Franceschetti

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Davide Ignazio Franceschetti
2 aprile 1966 – 8 febbraio 2001
Nato aMelzo
Morto aLancenigo
Cause della morteIncidente aereo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataAeronautica militare
GradoColonnello
DecorazioniMedaglia d'oro al valore militare
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Davide Ignazio Franceschetti (Melzo, 2 aprile 1966Lancenigo, 8 febbraio 2001) è stato un militare italiano, insignito di medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Sacrificando la propria vita, evitò la caduta del suo aeromobile, in grave avaria, in corrispondenza in una zona densamente abitata.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Ufficiale pilota dalle preclare e consolidate virtù militari e professionali, sempre evidenziate nel corso della sua intensa attività di volo e confermate durante le numerose missioni volate nel corso delle operazioni aeree nell'area balcanica, al rientro da una esercitazione molto impegnativa, strettamente connessa a tali operazioni, valutate responsabilmente le condizioni meteorologiche avverse, dava con generoso slancio la precedenza per l'atterraggio ai gregari della sua formazione. Ormai prossimo all'aeroporto, in presenza di gravi problemi di controllo del suo veicolo, conscio di sorvolare una zona densamente abitata, non lo abbandonava per affidare la sua salvezza al paracadute ma poneva tempestivamente in essere azioni e manovre finalizzate a cercare di mantenere la governabilità ed evitare gli altissimi rischi ed i gravissimi danni che sarebbero potuti derivare alla popolazione civile dalla caduta del velivolo. A conferma delle sue capacità di pilota militare, pur in condizioni estremamente critiche, riusciva nel suo generosissimo ed altruistico tentativo di mantenere l'aeromobile in volo per guadagnare il tempo necessario ed indispensabile a scongiurare la caduta incontrollata del velivolo in zona abitata, restando ai suoi comandi con consapevolezza e lucido coraggio, sino ai limiti estremi delle umane capacità. Solo quando il velivolo, fuori dalla zona più densamente abitata, si rendeva totalmente incontrollabile e le possibilità di salvezza personale erano ormai irrimediabilmente compromesse, ne tentava in extremis l'abbandono, perdendo la vita mentre il velivolo impattava al suolo, distruggendosi senza arrecare danni. Fulgido esempio di eccelse capacità professionali, di virtù militari e generoso altruismo, con il suo eroico e nobilissimo comportamento ha dato lustro all'Aeronautica Militare e all'Italia.»
— Lancenigo, 8 febbraio 2001.[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motivazione sulla Gazzetta Ufficiale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato il 15 gennaio 2019.