Dampier Archipelago

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Dampier Archipelago
Burrupmap.png
Geografia fisica
LocalizzazioneOceano Indiano
Coordinate20°32′S 116°36′E / 20.533333°S 116.6°E-20.533333; 116.6Coordinate: 20°32′S 116°36′E / 20.533333°S 116.6°E-20.533333; 116.6
Numero isole42
Altitudine massima120 m s.l.m.
Geografia politica
StatoAustralia Australia
Stato federatoAustralia Occidentale Australia Occidentale
RegionePilbara
Local government areaCittà di Karratha
Cartografia
Mappa di localizzazione: Australia
Dampier Archipelago
Dampier Archipelago
voci di isole dell'Australia presenti su Wikipedia

Il Dampier Archipelago è un gruppo di isole situate al largo della costa dell'Australia Occidentale, nelle acque dell'oceano Indiano. Appartiene alla Local government area della Città di Karratha, nella regione di Pilbara. L'arcipelago si trova vicino alla città di Karratha e comprende il grande porto industriale di Dampier sull'isola Murujuga (o penisola Burrup).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'arcipelago è costituito da 42 fra isole, isolotti e scogli.[1]

La penisola Barrup (Murujuga), che misura 27 km di lunghezza per 5 km di larghezza, era precedentemente la più grande delle isole: era separata dalla terraferma da distese fangose di marea e si chiamava Dampier Island. Ora è collegata da infrastrutture stradali e ferroviarie che uniscono Karratha e il porto di Dampier.[1]

Le isole maggiori del gruppo sono Enderby e Dolphin. L'altezza maggiore è quella di Dolphin Island, 120 m[2]. Il punto più settentrionale dell'arcipelago è Cape Legendre sull'isola di Legendre. L'isola più orientale è Delambre, la piccola isola Egret (a ovest di Eaglehawk) è la più occidentale e West Intercourse la più meridionale.

Isole principali[modifica | modifica wikitesto]

Isola Area (ha)[3][4] Coordinate
Angel 880 20°29′11″S 116°48′34″E / 20.486389°S 116.809444°E-20.486389; 116.809444
Collier Rocks 408 20°24′28″S 116°51′03″E / 20.407778°S 116.850833°E-20.407778; 116.850833
Delambre 320 20°26′48″S 117°04′52″E / 20.446667°S 117.081111°E-20.446667; 117.081111
Dixon 500 20°37′31″S 117°03′51″E / 20.625278°S 117.064167°E-20.625278; 117.064167
Dolphin 3203 20°29′39″S 116°51′39″E / 20.494167°S 116.860833°E-20.494167; 116.860833
Eaglehawk 140 20°39′26″S 116°26′26″E / 20.657222°S 116.440556°E-20.657222; 116.440556
East Intercourse 300 20°39′12″S 116°41′04″E / 20.653333°S 116.684444°E-20.653333; 116.684444
East Lewis 1018 20°36′29″S 116°39′38″E / 20.608056°S 116.660556°E-20.608056; 116.660556
Enderby 3290[2] 20°36′30″S 116°31′17″E / 20.608333°S 116.521389°E-20.608333; 116.521389
Gidley 845 20°26′55″S 116°49′16″E / 20.448611°S 116.821111°E-20.448611; 116.821111
Hauy 105 20°26′04″S 116°58′07″E / 20.434444°S 116.968611°E-20.434444; 116.968611
Legendre 1300 20°23′17″S 116°52′50″E / 20.388056°S 116.880556°E-20.388056; 116.880556
Malus 325 20°31′04″S 116°40′30″E / 20.517778°S 116.675°E-20.517778; 116.675
Rosemary 1152 20°28′54″S 116°35′37″E / 20.481667°S 116.593611°E-20.481667; 116.593611
senza nome (a nord di Gidley) 259 20°25′23″S 116°49′19″E / 20.423056°S 116.821944°E-20.423056; 116.821944
West Intercourse 2350 20°42′27″S 116°36′27″E / 20.7075°S 116.6075°E-20.7075; 116.6075
West Lewis 2082 20°35′24″S 116°37′37″E / 20.59°S 116.626944°E-20.59; 116.626944

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1699 il navigatore e bucaniere inglese William Dampier, al comando della nave da guerra con 26 cannoni HMS Roebuck in missione per esplorare la costa della Nuova Olanda, seguendo la rotta olandese per le Indie, passò tra Dirk Hartog Island e la terraferma dell'Australia occidentale nella Shark Bay. Seguì poi la costa verso nord-est raggiungendo, il 21 agosto 1699, l'arcipelago Dampier, che esplorò, nominando Rosemary Island il 22 agosto. Continuò fino a Lagrange Bay prima di salpare per Timor.[5] Il nome Rosemary lo scelse per la presenza sull'isola della Olearia axillaris che gli ricordava il rosmarino (rosemary in inglese).[6] Tuttavia, è ora concordato che l'isola originariamente nominata da Dampier fosse Malus Island e non quella che porta oggi il nome Rosemary.[6]

L'arcipelago contiene molti siti cerimoniali aborigeni, un'alta concentrazione di incisioni rupestri[7] e siti archeologici riferiti alle tradizioni dei popoli Ngarda-Ngarli. Studi archeologici dimostrano che l'occupazione umana nell'arcipelago, inclusa la penisola Burrup, è iniziata almeno 8.000 fa. Dampier non incontrò gli aborigeni durante il suo viaggio. Incontri avvennero invece tra di essi e il capitano Phillip Parker King, nel 1818.[1]

Al tempo dell'insediamento europeo del distretto di Roebourne negli anni Sessanta del 1800, era considerato abitante tradizionale dell'arcipelago il popolo Yapurarra (Jaburara o Yaburarra) ed è probabile che siano stati i membri di quel popolo a incontrare Parker King.[6] Nel 1868, l'area fu luogo del massacro di Flying Foam, quando fu ucciso un alto numero di Yaburarra.[7]

Oltre al Dampier Archipelago, anche il Buccaneer Archipelago ricorda William Dampier.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Place No. 13 Dampier Archipelago (including Burrup Peninsula) (PDF), su karratha.wa.gov.au, p. 112,117. URL consultato il 31 maggio 2018.
  2. ^ a b Morris, p. 11.
  3. ^ All W.A. Islands database (PDF), su environment.gov.au. URL consultato il 22 maggio 2018.
  4. ^ Morris, p. 4.
  5. ^ James Burney, Cap. VII Voyage of Captain William Dampier, in the Roebuck, to New Holland, in A Chronological History of the Discoveries in the South Sea or Pacific Ocean. Volume IV, To the Year 1723, including a History of the Buccaneers of America., Londra, Luke Hansard & Sons, 1816, p. 400-406.
  6. ^ a b c Morris, p. 14.
  7. ^ a b Arte aborigena australiana - La tutela negata (PDF), su cesmap.it. URL consultato il 31 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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