Crediop

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Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche
Stato Italia Italia
Fondazione 1919
Settore Bancario
Prodotti servizi finanziari

Il Crediop (abbreviazione di Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche) è un istituto di credito nato nel 1919, specializzato nella concessione di mutui e prestiti a lungo termine per la realizzazione di grandi infrastrutture.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fautore della sua istituzione fu Alberto Beneduce, economista vicino al Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti[1]. Beneduce vedeva nella specializzazione nella concessione del credito un modo per evitare gravi crisi bancarie; il Crediop e l'ICIPU furono soprannominati “istituti Beneduce”, per il ruolo avuto dall'economista nella loro creazione.

Il capitale era sottoscritto dalla Cassa Depositi e Prestiti, dall' INA e dalla Cassa di Previdenza[1]. L'istituto si finanziava soprattutto mediante l'emissione di obbligazioni garantite dallo Stato[2].

I fondi raccolti venivano utilizzati per erogare finanziamenti a lungo termine, prevalentemente destinati agli enti locali[2]. Un altro beneficiario dei finanziamenti del Crediop fu l' Opera Nazionale Combattenti, incaricata della Bonifica integrale dell'Agro Pontino e diretta dallo stesso Beneduce[1].

Attraverso questa struttura, si mirava a sganciare la realizzazione pluriennale delle opere dai vincoli posti dalla cadenza annuale del bilancio pubblico[2]. D'altra parte il Crediop operava in un ambito in cui i privati non erano in grado di trovare soluzioni[1].

Nel Dopoguerra le maggiori partecipazioni nell'ente erano quelle della Cassa Depositi e Prestiti, dell'INA, dell'INPS e dell'Italcasse[3].

Negli anni '90, con la riforma del sistema bancario italiano, il Crediop fu trasformato in società per azioni, e nel suo capitale entrarono altre banche, tra cui l'Istituto bancario San Paolo di Torino che acquisì completamente il Crediop nel 1994.

Nel 1999 la banca franco-belga Dexia ha acquisito l'istituto cambiando nome in Dexia Crediop S.p.A..

Dexia mantiene il controllo dell'istituto con un pacchetto del 70% del capitale, le restanti quote sono detenute da Banca Popolare dell'Emilia Romagna (10%), Banca Popolare di Milano (10%) e Banco Popolare (10%) [4].

Vicende dal 2012[modifica | modifica wikitesto]

In data 28 dicembre 2012, la Commissione Europea ha approvato il piano di risoluzione ordinata del Gruppo Dexia presentato dagli Stati belga, francese e lussemburghese. Tale piano prevedeva essenzialmente oltre alle dismissioni già realizzate e alla vendita delle entità considerate vendibili in tempi brevi, la gestione in ammortamento senza nuove attività di tutte le entità del Gruppo Dexia ad eccezione di Dexia Crédit Local e di Dexia Crediop, soggette a una specifica disciplina. In particolare, per quanto concerne Dexia Crediop è stata prevista la possibilità di generare nuovi attivi per un importo limitato a euro 200 milioni destinati peraltro solo alla clientela esistente per un periodo di un anno dalla data di approvazione del piano da parte della Commissione Europea, nel corso del quale Dexia Crediop doveva essere oggetto di cessione.

A inizio 2014 la Commissione Europea estende fino al 28 giugno 2014 la predetta autorizzazione, al fine di agevolare il processo dell'eventuale cessione della partecipazione detenuta dal gruppo Dexia in Dexia Crediop.

Infatti, fino al 28 giugno 2014, non si addiveniva alla sottoscrizione di un'offerta vincolante e questo ha determinato che la Commissione Europea, in assenza di un'offerta vincolante di acquisto, in data 15 luglio 2014 ha confermato la gestione in ammortamento senza nuova produzione di Dexia Crediop.

Dexia Crediop viene quindi posta in liquidazione e diviene parte integrante del piano di risoluzione di Dexia seppur alla data i suoi fondamentali economici e creditizi siano tutti positivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Napoleone Colajanni, Storia della banca italiana, Roma, Newton Compton, 1995
  2. ^ a b c Mimmo Franzinelli, Marco Magnani, Beneduce, il finanziere di Mussolini, Mondadori 2009, pag. 79
  3. ^ Arrigo Cervetto, Lo scontro finanziario e politico sulla chimica su Lotta comunista, aprile 1979
  4. ^ http://www.dexia-crediop.it/495021296397474455/cgi/bjcms.custom.H_Site_Index.showPage?company=1&section=5

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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