Costa Balenae

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Costa Balenae
Area archeologica di Capo san Siro (Don)
Costa Balenae Riva Ligure Battistero base ottagonale.jpg
Utilizzo mansio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Riva Ligure

Coordinate: 43°50′07.69″N 7°52′04.73″E / 43.83547°N 7.86798°E43.83547; 7.86798

Costa Balenae è una località archeologica lungo il tracciato della via Julia Augusta nei pressi della foce del torrente Argentina (in antico Tabia fluvius), citata sia sull'itinerario di Antonino (come approdo), sia sulla Tavola Peutingeriana, su quest'ultima con il nome di Costa Bellene (come mansio). È detta anche Area archeologica di Capo Don.

Costa Balenae Riva Ligure Cartello ingresso Zona Archeologica.jpg

Il toponimo di Costa Balenae potrebbe derivare - secondo alcuni studi - dalla divinità ligure Belenus, legata al culto della fertilità e assimilata dai Romani al dio Apollo. Un'altra versione riporta il collegamento del toponimo al re Belo - padre di Didone - di origine fenicia. Situata nell'attuale territorio del comune di Riva Ligure, anticamente in posizione intermedia tra Lucus Bormani (sito tra San Bartolomeo al Mare e Diano Marina, forse nei pressi del santuario di Nostra Signora della Rovere dove sono stati effettuati scavi archeologici) e Albium Intemelium (l'attuale Ventimiglia), si ritiene che sia stata fondata poco dopo la vittoria sui Liguri riportata nel 181 a.C. dal console Paolo Emilio.

Prossima al mare, era dotata di un piccolo approdo e fu principalmente utilizzata come stazione stradale per il cambio e la sosta dei cavalli o delle merci dirette o provenienti dalla Gallia. Scavi archeologici del 1937, condotti da Nino Lamboglia, hanno rinvenuto un battistero perfettamente conservato di epoca paleocristiana, di forma ottagonale, molto simile a quelli presenti nelle città romane di Albium Ingaunum e Forum Julii. Numerose monete e medaglie rinvenute in loco lasciano supporre che Costa Balenae sia rimasta molto attiva per l'intera durata dell'impero romano; recenti scavi, condotti dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana[1] (ancora in corso), hanno confermato questa ipotesi, aggiungendo la quasi sicurezza di una continuità di vita dell'insediamento fino al X secolo, anche oltre se si vuole considerare, a partire dal XII secolo, la presenza sull'altura alle spalle del sito (la Grangia) di un monastero benedettino alle dipendenze di Genova, attestato fino al XIV secolo. I citati scavi hanno portato alla luce scheletri umani e inumazioni di diverse tipologie, segno di un centro fiorente e ben organizzato. Il declino di tale insediamento è probabilmente da ascrivere a un insieme di cause: il formarsi di nuovi centri abitati nelle vicinanze, la riorganizzazione delle istituzioni religiose nel Ponente ligure, il mutamento delle vie di traffico e trasporto e le violente incursioni dei Musulmani stanziati nel sud della Francia, nella nota località di Frassineto.

Anche Edward e Margaret Berry nel loro "At the Western Gate of Italy" (1931) citano questa importante stazione della via Julia Augusta.

Costa Balenae Riva Ligure Sarcofagi.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Molon. Stazione militare romana di Costabalene sulla riviera ligure di ponente. Modena, Vincenzi, 1883.
  • Philippe Pergola et alii, Il complesso paleocristiano di Capo Don a Riva Ligure, in Rivista di Archeologia Cristiana, 2014, pp 313-361.

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