Convento e chiesa di Santa Maria a Ripa (Empoli)

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Convento e chiesa di Santa Maria a Ripa
Santa Maria a Ripa - facciata.jpg
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Empoli
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Stile architettonico Rinascimentale
Inizio costruzione 1484
Completamento ante 1510

Coordinate: 43°43′11.21″N 10°55′50.39″E / 43.719781°N 10.930664°E43.719781; 10.930664

Il convento di Santa Maria a Ripa si trova nel comune di Empoli, in provincia di Firenze, diocesi della medesima città.

Questo complesso ecclesiastico, così chiamato per la vicinanza all'Arno[senza fonte], sorge nella periferia ovest di Empoli in località Empoli Vecchio/Santa Maria, in corrispondenza del trivio formato da via della Repubblica, via Livornese e via Lucchese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza dell'edificio è dovuta alla sua collocazione geografica strategica: da qui si ha accesso ad un rapido collegamento con le città di Pisa e di Lucca.

Le prime notizie che giungono dalle fonti risalgono al XII sec.; negli scritti si indica la presenza, a non più di trecento metri dal Castello di Empoli (Empoli Vecchio) di una chiesa dedicata alla Vergine che dava "assistenza spirituale alle anime del popolo di Ripa".

Nel documento della contessa Emilia (Guidi) del 1109 la chiesa ha il solo titolo di Santa Maria così come nella bolla papale del 1192 (Celestino III); nella bolla papale del 1258 (Alessandro IV) è indicata come Santa Maria in Castello mentre nelle decime ecclesiastiche del 1276-1277 e del 1295-1304 la si trova nomata come Santa Maria a Empoli Vecchio.

La famiglia Adimari nel 1483, previa autorizzazione di Papa Sisto IV, fece un atto di donazione con la quale cedette i propri diritti sull'edificio e sul territorio circostante, che come abbiamo visto è attestato fin dal XII secolo, ai Frati Minori Osservanti dell'Ordine francescano, provenienti probabilmente dal convento di Fiesole. Nello stesso anno si insediarono i frati e venne dato un nuovo nome alla chiesa: Santa Maria delle Grazie. I lavori, curati dai Francescani ed eseguiti dal maestro muratore Simone di Mariotto da Settignano, iniziarono nel 1484 e dovettero essere conclusi già nel 1510, poiché a quella data venne tumulato in quella chiesa il beato Bartolomeo Magi d'Anghiari[1].

Architettura e patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

Il loggiato[modifica | modifica wikitesto]

Il loggiato

Tra il 1573 e il 1576 fu addossato alla facciata un loggiato a cinque fornici, le cui lunette furono in seguito affrescate (1607) dal bolognese Lorenzo Bonini con Storie francescane.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, ad aula unica con cappelle ed altari laterali della seconda metà del Cinquecento, ospita pregevoli opere del XVI secolo.

Entrando a destra si incontra la cappella della Passione sul cui altare si trova la pala originaria del Cristo portacroce di Ottavio Vannini oggi obliterata dalla tavola raffigurante Allegoria dell'Immacolata Concezione, opera del 1596 di Jacopo Chimenti, copia di un dipinto di Giorgio Vasari; proseguendo troviamo la cappella della Visitazione con la tavola del 1480-90 della Pietà tra i SS: Giovanni Evangelista, Maddalena e Francesco di Francesco Botticini. La terza cappella è dedicata, come l'altare, a S. Antonio e conserva una statua moderna in terrocotta del santo titolare. La quarta è la cappella di santa Lucia; l'altare ligneo dedicato alla santa contiene una tela di Niccolò Tornioli con la rappresentazione del martirio della stessa (1633-1634 ca.).

Entrando a sinistra si incontra la cappella dell'Assunta con l'altare in marmo policromo e la pala Madonna in Gloria tra i Santi Girolamo e Ildefonso, opera del 1521 di Giovanni Antonio Sogliani. Proseguendo traviamo la cappella di S. Francesco con altare in pietra dove si trova un dossale in terracotta invetriata raffigurante Madonna col Bambino e Santi Francesco e Giuliano (nella predella raffigurazioni della Pietà, San Francesco con le Stimmate e San Giuliano uccide i genitori) opera di Santi e Benedetto Buglioni del 1520 circa. La terza cappella è dedicata e conserva il dipinto raffigurante la Madonna del Rosario, opera del 1585 di maestro Simone. Nella quarta e ultima cappella, in origine dedicata a san Zanobi ma attualmente titolata al Crocifisso troviamo un Cristo in croce ligneo della fine del XVI secolo.[2].

Sul pilastro destro del presbiterio si ammira una statua di S. Lucia in teracotta invetriata della bottega di Giovanni della Robbia (1500 ca.)

Sopra la porta d'ingresso si trova un organo del XVII-XIX in legno intagliato, stuccato e dipinto in pessimo stato di conservazione. L'autore fu Agostino di Locullo Romani.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lucia Pagni, Walfredo Siemoni, La Chiesa e il Convento di S. Maria a Ripa, Tirrenia, Edizioni del Cerro, 1988, pp. 11-26.
  2. ^ Lucia Pagni, Walfredo Siemoni, La Chiesa e il Convento di S. Maria a Ripa, Tirrenia, Edizioni del Cerro, 1988, pp. 95-112.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucia Pagni, Walfredo Siemoni, La Chiesa e il Convento di S. Maria a Ripa, Tirrenia, Edizioni del Cerro, 1988.
  • R. C. Proto Pisani (a cura di), Empoli, il Valdarno inferiore e la Valdelsa fiorentina, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 1999, pp. 82 – 84. ISBN 88-04-46788-6
  • AA. VV., Firenze, Milano, Touring Club Italiano, 2001, ISBN 88-365-1932-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]