Console de' placiti

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Il Console de' placiti è stata una carica consolare della Repubblica di Genova detta anche console delle cause civili, avendo giurisdizione in materia civile.
Vi si alternarono pressoché tutti gli uomini in vista della Genova del XII secolo. La carica venne definitivamente soppressa dopo il 1217 quando la Repubblica di Genova adottò una forma di governo che al vertice aveva Podestà non genovesi nominati annualmente[1][2], sebbene tale termine sia stato utilizzato ancora in epoche successive (sino al XIV secolo) nei documenti ufficiali per indicare genericamente i consoli di giustizia[3].

Numero[modifica | modifica wikitesto]

Il numero dei consoli dei placiti fu variabile secondo i tempi e le circostanze. A partire dal 1134 essi furono in numero di otto, tanti quante le "Compagne" in cui era divisa la cittadinanza[4].

Sede[modifica | modifica wikitesto]

La sede in cui i Consoli de' placiti esercitavano la loro attività fu, fino al 1190, nel palazzo dell'arcivescovo, che in cambio riceveva cento soldi annui.
Per cercare di mantenere separato il governo secolare della città dal potere religioso della curia, nel 1190 venne deciso che i consoli dei placiti avrebbero esercitato, a rotazione, tre mesi in Santa Maria di Castello, tre mesi in San Giorgio, altri tre in San Donato e solo gli ultimi tre nel palazzo arcivescovile[5].

Personaggi che hanno ricoperto la carica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Olivieri, Agostino, "Serie dei Consoli del Comune di Genova illustrata da Agostino Olivieri.", pp. 155-626 degli "Atti della Società Ligure di Storia Patria, I", 1858
  2. ^ Denise Bezzina, "Artigiani a Genova nei secoli XII-XIII", Firenze University Press, 2015, p. 204
  3. ^ "Fonti per la storia della Liguria XIX - Repertorio degli statuti della Liguria(secc. XII-XVIII)" a cura di Rodolfo Savelli, Regione Liguria - Assessorato alla Cultura - Società Ligure di Storia Patria, Genova, 2003, p. 33
  4. ^ Canale (1860: 231). Sino al 1130 le compagne furono quattro; da quell'anno furono sette e poco dopo, nel 1134 si fissò il numero di otto. Esse erano: 1 del borgo di Prè, 2 di Soziglia, 3 della porta di Banchi, 4 di San Lorenzo, 5 di Maccagnana o Mascherona, 6 di Piazzalunga,7 di Palazzolo o di Castello, 8 Di Portanova (cf. Canale 1858: 118).
  5. ^ Canale (1860): 233.
  6. ^ Gli Annali di Oberto Cancelliere (1164 - 1173) a cura di Gabriella Airaldi Archiviato il 25 aprile 2009 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Giuseppe Canale, Nuova istoria della repubblica di Genova, del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all'anno 1797, narrata ed illustrata con note e documenti inediti, vol. I, Firenze, Le Monnier, 1858
  • Michele Giuseppe Canale, Nuova istoria della repubblica di Genova, del suo commercio e della sua letteratura dalle origini all'anno 1797, narrata ed illustrata con note e documenti inediti, vol. II, Firenze, Le Monnier, 1860