Concattedrale di Santa Maria Assunta (Vieste)

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Santa Maria Assunta
Vieste14.jpg
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Puglia Puglia
Località Vieste
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
Inizio costruzione XI secolo

La chiesa di Santa Maria Assunta è il duomo di Vieste e concattedrale dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Nel 1981 fu insignita del titolo di basilica minore da papa Giovanni Paolo II.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il duomo di Vieste fu edificato nell’XI secolo, ma la sua struttura originaria romanica si è modificata nel corso dei secoli per le distruzioni operate dai Saraceni e per diversi terremoti che hanno devastato la zona, in particolare quelli del 1223 e del 1646. Questi per esempio hanno costretto alla ricostruzione della facciata (seconda metà del XVIII secolo) e al rifacimento del campanile, crollato nel 1772. Inoltre il susseguirsi di stili e gusti diversi hanno introdotto motivi soprattutto barocchi, ben evidenti all’interno della chiesa: l’originale soffitto a capriate è stato coperto da un ricco soffitto ligneo settecentesco di scuola napoletana; le tre absidi con cui terminavano le tre navate della chiesa sono state sostituite da due cappelle laterali e da un presbiterio centrale coronato da un coro ligneo; la penombra tipica delle chiese romaniche è stata avvilita da una intensa luminosità prodotta da una serie di dodici finestre poste nella parte alta della navata centrale; solo le colonne della chiesa romanica sono state liberate dalle successive strutture barocche durante i lavori di restauro eseguiti negli anni 1976-80 e 1988-2000.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è a pianta a croce latina, con tre navate suddivise da colonne di stili diversi e transetto. Il presbiterio è dominato da una grande tela di Luigi Velpi (1779) raffigurante la Cacciata dei venditori dal tempio; l’altare maggiore risale al 1769 ed è affiancato da un Crocifisso ligneo settecentesco; fa da corona al presbiterio un coro ligneo del Seicento.

Il soffitto settecentesco dipinto a tempera è impreziosito da tre tele raffiguranti Maria Vergine assunta in cielo, a cui è intitolata la basilica, San Giorgio, protettore di Vieste, e San Michele arcangelo, patrono dell’arcidiocesi.

Nella navata di destra si trovano le seguenti cappelle:

  • la cappella della Vergine di Merino, ove si trova una statua lignea della Madonna risalente all’epoca tardo gotica;
  • la cappella di San Francesco di Paola
  • la cappella di San Michele arcangelo, dove si trova una scultura del Gesù morto di scuola michelangiolesca;
  • la cappella di Sant'Anna, dove sono esposti alcuni reperti archeologici trovati durante i lavori di restauro della cattedrale, tra cui un sarcofago longobardo dell’VIII secolo;
  • la cappella dell’Addolorata
  • la cappella del Santissimo Sacramento, che in origine era l’abside terminale della navata destra; qui è posta una tela del 1771 raffigurante Madonna con bambino e santi.

Nella navata di sinistra si trovano invece queste altre cappelle:

  • la cappella del battistero, con statua della Vergine immacolata del 1756;
  • la cappella di San Giorgio, con statue moderne degli arcangeli Michele e Raffaele e reliquie di padre Pio da Pietrelcina;
  • dopo l’ingresso laterale, nei cui pressi è l’unica finestra monofora che si è conservata della primitiva cattedrale romanica, si trova la cappella del Rosario, in cui è collocata una delle opere di maggior pregio del duomo: una pala del 1581 di Michele Manchelli raffigurante la Madonna del rosario con Santi, attorniata da 15 pannelli ove sono rappresentati i misteri del rosario;
  • la cappella della Santissima Trinità, che in origine era l’abside con cui terminava la navata sinistra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrali di Puglia. Una storia lunga duemila anni, a cura di Cosimo Damiano Fonseca, Mario Adda Editore, Bari 2001

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]