Complesso di Santa Maria di Materdei

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Complesso di Santa Maria di Materdei
Concezione Mater.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svg Napoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Arcidiocesi Napoli
Inizio costruzione1585

Coordinate: 40°51′21.58″N 14°14′43.16″E / 40.855994°N 14.245322°E40.855994; 14.245322

Il complesso di Santa Maria di Materdei è una struttura conventuale di Napoli ubicata nell'omonima piazzetta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'interno

Il complesso è stato fondato da padre Agostino de Juliis dell'Ordine dei Serviti (o servi di Maria) in tarda epoca rinascimentale, nel 1585; nel corso dei secoli venne ampiamente modificato. Tra i più importanti rimaneggiamenti, vi è quello barocco ad opera di Tagliacozzi Canale (1728): oggi dell'intervento si possono notare due piccoli portalini.

Nel XIX secolo, con la prima soppressione degli ordini, il complesso fu ulteriormente rimaneggiato per poter adempiere al suo nuovo ruolo di caserma.[1] Dopo questa destinazione la chiesa venne riaperta al culto nel 1852 e proprio in questo periodo subì un ulteriore rimaneggiamento, assumendo l'aspetto odierno; tuttavia, verso la mettà del XIX secolo il convento perse la sua originaria funzione al fine di ospitare una caserma ed un ricovero per le vedove dei soldati. Oggi è sede di un istituto scolastico.
Le tele e altri valori andarono perduti e rimase abbandonata fino al 1848 quando fu finalmente riconsacrata per volere dei reali Borboni. Nel 1852 divenne parrocchia per concessione del cardinale Riario Sforza con il titolo di S. Maria dell'Amore e fu affidata al canonico Raffaele Serena che vi fece eseguire dal Maldarelli una tela dell'Annunziata.
La chiesa è costituita da una sola navata con volta a botte lunettata; le strutture sono decorate in stile neoclassico, stesso discorso per la facciata. Vi è un pseudotransetto sormantato da una cupola a scodella; ai lati ci sono le cappelle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella biblioteca nazionale di Napoli sono conservati alcuni disegni dell'epoca, redatti dal genio civile e riguardano le modificate strutture del chiostro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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