Codice Leicester

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Codice Leicester
Vinci - Hammer 2A.jpg
Il manoscritto Codice Leicester
Altre denominazioniCodex Leicester, Codex Hammer, Codex Gates
AutoreLeonardo da Vinci
Epoca1506-1510
Supportocarta
Linguaitaliano rinascimentale
Dimensioni29 × 22 cm
Fogli36
Ubicazione attualeCollezione privata di Bill Gates
Primo curatoreGerolamo Calvi

Il Codice Leicester (dal 1980 noto anche come Codice Hammer) è un manoscritto di Leonardo da Vinci, comprendente 36 fogli databili tra il 1506 e il 1510. Unico dei codici di Leonardo ad essere in mano a privati, è oggi di proprietà di Bill Gates.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del manoscritto non è del tutto nota. Probabilmente non era parte dei manoscritti ereditati da Francesco Melzi alla morte di Leonardo.

Sembra che lo scultore Guglielmo Della Porta ne fosse in possesso dal 1537,[1] quando si trasferì a Roma.[2]

Le vicende successive del codice non sono note, dato che ricomparve solo attorno al 1690 in un cofano lasciato dal Della Porta e acquistato da Giuseppe Ghezzi.

«Io credo che non solo copiasse dalle pitture di Leonardo, ma da disegni de questi [et] è da credere che Gio. Giacomo suo zio in tempo del suo maestro il Gobbo, contemporaneo di Leonardo, n'abbondasse, perché in un Coffino rimasto nell'eredità de' descendenti di fra Guglielmo si sono trovati quest'anno 1689 con dissegni et 8 libri di Guglielmo un libro manuscritto de' moti del sole o del moto dell'aque di mano di Leonardo che li tiene in gran stima, come porta il dovere, il Sr. Gioseppe Ghezzi.»

(Documento del 1869[3][4])

«Questo libro, manuscritto all'indietro, alla mancina, al solito di Leonardo, l'ha di presente quest'anno 1690 il signor Giuseppe Ghezzi ritrovato in un coffano di manuscritti e disegni di Guglielmo Della Porta, scultore del sepolcro di Paolo III, quale da giovane si sa che fu scolaro di Gio. Tomaso Della Porta, suo zio, che l'allevò a copiare diversi studi di Leonardo da Vinci, de quali bisogna che ne havesse molti dandoli da studiar al nipote; e non è meraviglia, perché Gio. Tomaso era stato scolaro dello scultore detto il Gobbo di Milano contemporaneo di Leonardo.»

(Da un documento dell'Archivio di Stato di Milano[5])

Il Ghezzi inserì anche un frontespizio nel manoscritto con il testo seguente: «Libro Originale / Della Natura, peso, e moto delle Acque, / Composto, scritto, e figurato di proprio / Carattere alla mancina / Dall'Insigne Pittore, e Geometra / Leonardo da Vinci / In tempo di Ludouico il Moro, nel condur / che fece le Acque del Naviglio della / Martesana dall'Adda a Milano. / Si autentica con la precisa Mentione che ne fa / Raffaele du fresne nella Vita di detto Leonardo, / descritta nel suo Libro stampato in Parigi / da Giacomo Longlois l’Anno 1651. intitolato / Trattato / Della Pittura / Di Leonardo da Vinci etc. / Acquistato con la gran forza dell'Oro, per sublimare / Le fatigose raccolte del suo Studio / da / Giuseppe Ghezzi Pittore in Roma».

Attorno al 1717 il codice fu acquistato da Thomas Coke, conte di Leicester.

Edward Coke (1676-1707)
 Thomas Coke (1697-1759) - I conte di Leicester (quinta creazione)
 
  Edward Coke (1719-1753) - Visconte
 
 Anne Coke (1699-1758) - Sposa Phillip Roberts († 1779)
 
  Wenman Roberts (1717-1776) - Assume il cognome Coke nel 1750
 
  Thomas William Coke (1754–1842) - I conte di Leicester (settima creazione)
 
  Thomas William Coke (1822–1909) - II conte di Leicester
 
  Thomas William Coke (1848–1941) - III conte di Leicester
 
  Thomas William Coke (1880–1949) - IV conte di Leicester
 
  Thomas William Edward Coke (1908–1976) - V conte di Leicester
 
 Arthur George Coke (1882-1915)
 
  Anthony Louis Lovel Coke (1909–1994) - VI conte di Leicester
 
  Edward Douglas Coke (1936-2015) - VII conte di Leicester
 

Rimase di proprietà degli eredi fino al 1980, quando fu messo all'asta; fu acquistato da Armand Hammer il 12 dicembre 1980 per 5,6 milioni di dollari. Nel 1990, alla sua morte, lasciò il codice all'Armand Hammer Museum of Art and Cultural Center dell'Università della California.

Pochi anni dopo fu messo di nuovo in vendita e l'11 novembre 1994 il manoscritto fu acquistato da Bill Gates per 30.802.500 dollari.[6]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Rilegato in pelle, consta in 36 fogli di dimensioni 29 × 22 centimetri. A differenza di altri manoscritti, solitamente riguardanti svariati argomenti, questo è dedicato principalmente a studi di idraulica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pedretti, p. 46.
  2. ^ G. Vasari, Le vite de' piu eccellenti pittori scultori e architettori, III.2, 1568, p. 843.
  3. ^ G. Gronau, Über zwei Skizzenbücher des Guglielmo della Porta in der Düsseldorfer Kunstakademie, in Jahrbuch der Preußischen Kunstsammlungen, 1918, p. 174.
  4. ^ Trascrizione leggermente diversa in W. Gramberg, Die Düsseldorfer Skizzenbücher des Guglielmo della Porta, 1964, p. 145.
  5. ^ G. Bonelli, Intorno alle vicende dei manoscritti vinciani, in Raccolta Vinciana, 1906, p. 92.
  6. ^ The Leonardo da Vinci Codex Hammer, su Christie's.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Pedretti e M. Cianchi, Codice Hammer, in Leonardo. I codici, Art Dossier, nº 100, aprile 1995, pp. 46-47.

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