Vai al contenuto

Monte Citerone

Coordinate: 38°11′04″N 23°14′57″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Citerone)
Monte Citerone
StatoGrecia (bandiera) Grecia
PeriferiaAttica
Grecia Centrale
Altezza1 409 m s.l.m.
Coordinate38°11′04″N 23°14′57″E
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Grecia
Monte Citerone
Monte Citerone

Il monte Citerone (in greco antico Κιθαιρὼν Ὄρος?, Kithairṑn Òros) è un monte della Grecia sud-orientale, alto circa 1.400 metri, al confine tra l'Attica e la Beozia.

Beoto e la scelta

[modifica | modifica wikitesto]

Questa montagna anticamente si chiamava Asterione poiché Beoto, desiderando sposare due nobili donne e non sapendo chi scegliere, ogni notte indugiava sulla cima del monte fino a quando d'improvviso vide una stella cadere dal cielo verso le spalle di Euritemiste e prima di scomparire immediatamente. Beoto, comprendendo il significato del prodigio, sposò la vergine e chiamò il monte Asterione. Solo in seguito e nella ricorrenza il monte fu chiamato Citerone.[1]

Secondo la mitologia greca, in questo luogo Antiope aveva dato alla luce i gemelli Anfione e Zeto, e sempre su questo monte fu abbandonato Edipo appena nato.
La sua fama mitologica era dovuta al fatto che il monte veniva immaginato come un antico re di Platea pronto a far da paciere tra Zeus e la moglie Era, altre volte era l'alter ego, o il Caino, del monte Elicona. Su questo monte i Greci celebravano le feste in onore di Dioniso e di Penteo. Pare che qui fosse stata compiuta la strage dei dodici figli di Niobe.
Alle pendici di questo monte si trovava la Sfinge che aspettava le sue vittime per porre loro i suoi enigmi o indovinelli.
E sempre sul Citerone, Atteone fu sbranato dai propri cani per volere della dea Artemide. Nell'antichità era un monte sacro a Dioniso.

Anfione, ispirato dalle Muse, costrinse le pietre di Citerone a scendere dal monte e a formare le mura dalla città di Tebe.[2] La vicenda è accennata anche da Dante nella Divina Commedia.[3]

  1. (EN) Pseudo Plutarco, nomi di fiumi e montagne, 2, su topostext.org. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  2. Orazio, Ars poet, 394 ss.
  3. Dante, Divina Commedia, If XXXII 11.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]