Anfione
| Anfione | |
|---|---|
| Saga | ciclo tebano |
| Nome orig. | Ἀμφίων |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Eleurete in Beozia |
| Professione | re di Tebe, melomane e cultore della poesia |
Anfione (in greco antico Ἀμφίων?, Amphìōn) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Tebe ed è ricordato come gentile d'animo e cultore della musica e della poesia.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Zeus[1] o di Epafo[2] e di Antiope[1][3][4] o di Theobus (in greco antico Θεόβουλος?, Theoboulos),[5] sposò Niobe[6][4] che lo rese padre di numerosi figli (anche detti Niobidi[6]) ed i loro nomi e numero variano a seconda degli autori.
Apollodoro, Igino e Tzetzes[6][7][8] citano sette maschi: Sipilo, Eupinito, Ismeno, Damasittone, Agenore (che Igino chiama Archenore), Fedimo e Tantalo. Più sette femmine: Etodea (che Igino e Tzetzes chiamano Neera), Cleodossa (che Igino chiama Eudossa), Astioche, Ftia, Pelopia, Asticratia e Ogigia.
Igino e Tzetzes cambiano uno dei nomi femminili con Clori.[8][7]
Pausania scrive di Clori e cambia il nome di un maschio chiamandolo Amicla.[9]
Apollodoro scrive anche che altri autori indicarono numeri diversi della progenie: Esiodo dieci figli e dieci figlie, Erodoro due maschi e tre femmine ed Omero sei figli e sei figlie,[6][10] ma nessuno di questi ne cita i nomi.
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Pausania scrive che Anfione fu il primo arpista, che Ermes fu il suo maestro e che i suoi canti erano in grado di attrarre anche pietre od animali.[11]

La nascita nella versione di Apollodoro
[modifica | modifica wikitesto]Quando Anfione ed il suo gemello Zeto furono concepiti, il loro nonno Nitteo cacciò la figlia Antiope, che si rifugiò presso lo zio Epopeo che la sposò. Ma su incarico di Nitteo, Lico attaccò Epopeo e lo uccise costringendo Antiope a fuggire ancora.
I due gemelli nacquero ad Eleutere e furono entrambi dapprima abbandonati per poi essere ritrovati da un pastore che li allevò e li chiamò Anfione e Zeto.[1]
Crescendo Anfione ricevette in dono una lira da Ermes (in cambio della costruzione di un altare dedicato al dio)[11] ed imparò a praticare il canto. Un giorno sua madre tornò dai due gemelli dicendogli che Lico e Dirce l'avevano imprigionata e lei era riuscita a fuggire. Con il fratello Zeto, Antiope riconobbe la madre ed uccise Lico, prima di legare Dirce ad un toro (che la straziò) ed una volta che fu morta la gettarono in un fiume.[1]
La nascita nella versione di Igino
[modifica | modifica wikitesto]I due gemelli furono concepiti da Antiope dopo che Epafo riuscì a violarla con l'inganno e fu per questo che fu ripudiata dal marito Lico, che si risposò con Dirce. Ma quest'ultima, sospettando che Lico amasse ancora Antiope, la fece incatenare fino a quando Zeus (che il latino Igino chiama Giove) la liberò permettendole di fuggire sul Monte Citerone.
I bambini nacquero all'aperto, senza un luogo sicuro e furono affidati a dei pastori che chiamarono Anfione "partoriva a un crocevia, o lungo la strada" e Zeto "cercare un luogo" e quando crebbero e scoprirono chi fu la loro madre uccisero Dirce.[2]
La vita di Anfione
[modifica | modifica wikitesto]Pausania scrive che Anfione fu il primo arpista e che ricevette in dono una lira da Ermes e grazie a questo imparò a praticare il canto. I suoi canti erano in grado di attrarre pietre e animali.[11]
Igino scrive anche di una tragedia di Euripide e riportata da Quinto Ennio dove, nella disputa per il regno, Mercurio (Ares) proibì ai gemelli di uccidere Lico e che il trono spettasse ad Anfione.[12]
Con il fratello Zeto divenne il successore di Lico cacciando Laio e divenuto re di Tebe, ne costruì le mura con le pietre che seguivano la musica della sua lira.[1]
Il destino dei suoi figli
[modifica | modifica wikitesto]Anfione ebbe da Niobe sette maschi e sette femmine ma Niobe s'insuperbì e mancò di rispetto verso dea Latona ed i suoi due figli (Artemide ed Apollo), che armati di arco e frecce sterminarono quelli di Anfione.[4][6][8][10]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Fu ucciso da Apollo assieme ai figli maschi. [13][6] e dopo la morte fu punito nell'Ade reo di essere stato tra coloro che si erano presi gioco di Latona e dei suoi figli.[11]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 (EN) Apollodoro, 'Biblioteca' Libro 3.5.5, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Igino, 'Fabulae' 7, su topostext.org. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (EN) Apollodoro, 'Biblioteca' Libro 3.10.1, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 3 (EN) Igino, 'Fabulae' 9, su topostext.org. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (EN) Giovanni Tzetzes, 'Chiliades' Libro 3.10.1, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Apollodoro, 'Biblioteca' Libro 3.5.6, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Igino, 'Fabulae' 11, su topostext.org. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 3 (EN) Tzetzes, 'Chiliades' 4.23, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (EN) Pausania, 'Periegesi della Grecia' 2.21.9, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Omero, 'Iliade' 24.596, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Pausania, 'Periegesi della Grecia' libro 9.5.8, su theoi.com. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (EN) Igino, 'Fabulae' 8, su topostext.org. URL consultato il 31 agosto 2025.
- ↑ (EN) Ovidio, 'Metamorfosi' 239 e seguito, su theoi.com. URL consultato il 5 settembre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Apollodoro, I miti greci, a cura di P. Scarpi e M. G. Ciani, Roma 1996, pp. 555–557 (commento del mito e loci paralleli).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Anfione
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Anfióne (mitologia), su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 187552066 · GND (DE) 1015771033 · BNF (FR) cb15082691s (data) |
|---|
