Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Codogno)

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Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Codogno Grazie facciata 1.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàCodogno
IndirizzoVia Antonio Zoncada
Coordinate45°09′32.01″N 9°42′08.82″E / 45.158892°N 9.702451°E45.158892; 9.702451
ReligioneCattolica romana
Diocesi Lodi
Consacrazione1626
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1626

La chiesa di Santa Maria delle Grazie (più comunemente conosciuta come "chiesa dei Frati") è un luogo di culto cattolico di Codogno.

È una chiesa sussidiaria della parrocchia di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu consacrata il 19 luglio 1626[1]; era stata realizzata su progetto dell'architetto codognese Marco Antonio Barattieri[2]; anche se concepito in piena epoca barocca, il progetto risente dello spirito e della semplicità francescana. Alla chiesa infatti era annesso un convento di frati, soppresso con il decreto napoleonico del 1810. Dopo la soppressione del monastero, la chiesa, dopo un breve periodo di chiusura[3], fu riaperta al culto; il convento fu adibito a diversi utilizzi sino al 1880, anno in cui fu acquistato dalla parrocchia di Codogno e donato alla maestra santangiolina Francesca Cabrini. Il convento francescano divenne così la "casa madre" dell'ordine cabriniano.

Davanti alla chiesa si allargava un grande spazio delimitato da un muro di cinta, su cui il pittore varesino Pietro Antonio Magatti dipinse nel 1725 una Via Crucis[3], che purtroppo già a fine Ottocento era in pessime condizioni per l'umidità ed ormai quasi illeggibile[4], e fu sostituita negli anni cinquanta del XX secolo da opera moderna. Nel 1778 il muro di cinta fu arricchito da un porticato (su probabile progetto del Barattieri) dal "capo maestro" Carlo Francesco Monticelli[5].

Negli anni 2006-2010 la chiesa ed il pronao antistante è stata sottoposta a un profondo intervento di restauro che - oltre a consolidare la struttura e ad affrontare il problema dell'umidità - ha permesso il recupero del patrimonio artistico in esso conservato.

Architettura e arte[modifica | modifica wikitesto]

Pronao[modifica | modifica wikitesto]

Il pronao è costituito da 16 campate di portico (di dimensioni diverse per un voluto effetto prospettico). In 14 di esse il muro di fondo è decorato con una stazione della Via Crucis, opere del pittore Muzio Compagnoni (alcune sostituite da mosaico a causa dell'umidità che le aveva danneggiate).

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa è di semplice concezione "a capanna", dotata di contrafforti. Ai lati della facciata è possibile osservare due nicchie con le raffigurazioni in mosaico di S. Francesco d'Assisi e di S. Antonio da Padova, mentre sopra il portale è raffigurata la Madonna con il Bambino Gesù in grembo.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è a navata unica, con tre cappelle laterali per lato chiuse da una cancellata in legno. Gli altari delle cappelle e l'altare maggiore sono arricchiti da bellissimi paliotti in legno scolpiti da Antonio e Francesco Antonio da Sirone nel 1682[6] rappresentanti episodi della vita di Gesù.

Elenco dei paliotti
Localizzazione Intitolazione cappella Soggetto del paliotto Altre opere presenti nella cappella[7] Attribuzione
1ª cappella laterale sinistra Sant'Antonio Adorazione dei Magi[8] Cornice con putti e fiori Luigi Miradori detto il Genovesino[9]
2ª cappella laterale sinistra Santa Teresa Andata al calvario
3ª cappella laterale sinistra Sacro Cuore Flagellazione
1ª cappella laterale destra San Francesco Deposizione Madonna che offre il bambino a San Francesco Tommaso Formenti[9]
Madonna che offre il bambino a San Francesco Frà Girolamo da Premana[9]
2ª cappella laterale destra Crocefisso Crocifissione Pietà con San Giovanni (gruppo scultoreo in legno - fine XVI sec.)
3ª cappella laterale destra San Luigi Natività San Luigi Gonzaga Daniele Crespi (?)[9]
altare maggiore Natività della Vergine

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come si evince da un'iscrizione sulla facciata interna della chiesa.
  2. ^ Sull'attribuzione del progetto si veda la discussione in Grossi, pag, 85
  3. ^ a b "Chiesa dei Frati", pag. 7
  4. ^ Cairo e Giarelli, II vol. pag. 114
  5. ^ Grossi, pag. 15
  6. ^ Grossi, pag. 25
  7. ^ Ove non specificato, si tratta di dipinti su tavola o affreschi.
  8. ^ Opera di Luca Gualli del 1844 non contemporanea agli altri paliotti (Marubbi, pag. 92)
  9. ^ a b c d Marubbi (1987), p. 92.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Don Annunzio Grossi, Noterelle di arte e storia codognese, Codogno, 2004. ISBN non esistente.
  • Mario Marubbi, Monumenti e opere d'arte nel basso Lodigiano, fotografie di Giuseppe Giudici, Meleti, Guardamiglio, Maleo, edito dalla Cassa Rurale ed Artigiana del Basso Lodigiano, 1987, ISBN non esistente, SBN IT\ICCU\MIL\0576026.
  • Giovanni Cairo, Francesco Giarelli, Codogno e il suo territorio nella cronaca e nella storia, vol. I e II, Codogno, Tipografia Cairo, 1897. ISBN non esistente.
  • AA.VV., Chiesa dei "Frati" - Santa Maria delle Grazie, Parrocchia di Codogno, 2010. ISBN non esistente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]