Chiesa di San Gaudenzio a Mortara

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Chiesa di san Gaudenzio o della Santissima Trinità
Chiesa di San Gaudenzio (Mortara) 01.jpg
La facciata della chiesa della SS. Trinità, restaurata nel 2008
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàMortara
Coordinate45°15′06.77″N 8°44′19.21″E / 45.25188°N 8.73867°E45.25188; 8.73867
Religionecattolica
TitolareSantissima Trinità in San Gaudenzio
Diocesi Vigevano
Inizio costruzione1133

La chiesa di san Gaudenzio è un edificio religioso di Mortara, costruito con materiale romano e ricordata già nel 1133.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente l'edificio sorge sul sedime di un'antica cappella romana, come testimoniano i reperti del IV secolo, rinvenuti nelle sue vicinanze. Nel 1513 si iniziò un primo intervento di recupero ad opera di Francesco Baldo che, a causa della peste, fu terminato nel 1574 dal figlio Battista [1].

Dal 1576 fu sede della Confraternita della Santissima Trinità ragione per cui, già dalla fine del Seicento, si abbandonò il titolo del patrono e la chiesa è conosciuta con il nome di Santissima Trinità. Nel 1582 la Confraternita si congregò alla omonima Arciconfraternita di Roma, che ne curò la manutenzione. Annesso alla chiesa fu edificato un ospitale per pellegrini, di cui si perse ogni traccia a partire dal 1758. Nel 1596, a seguito di un concorso del Comune, fu edificato il campanile.

Nel 1805 la chiesa fu soppressa e riacquistata dalla stessa Confraternita, che la riaprì al culto.

Il gruppo ligneo della Santa Trinità, dopo un recente restauro

Attualmente la chiesa fa parte della Casa madre delle Suore Missionarie dell'Immacolata Regina della Pace, ma è stata chiusa al culto in quanto necessita di lavori di restauro.

Al suo interno si trovano tre altari: il maggiore, l'altare dell'Addolorata (che conserva una pregevole statua lignea della vergine Addolorata del XVII secolo) e un altare dedicato alla Madonna di Oropa. Di notevole pregio è la cantoria, sulla quale è collocato un organo a canne, attribuito a Giuseppe Gatti.

La statua lignea della Madonna Addolorata, dopo un recente restauro

La chiesa conserva alcune tele di buona fattura, tutte restaurate. Di particolare interesse un arazzo, raffigurante San Francesco d'Assisi, proveniente dal monastero delle clarisse [1], anticamente ubicato nelle vicinanze dell'edificio, dove oggi sorge il centro Cappa Ricci.

Nel 2008 la facciata e la torre campanaria sono state restaurate. Alle tre esistenti campane ne sono state aggiunte due; la chiesa è così dotata di un concerto di cinque campane, oggi regolarmente funzionanti.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

L'organo, proveniente dall'Oratorio dei Filippini di Galliera in Bologna, fu trasferito a Mortara nel 1876. L'organo è sprovvisto delle 84 canne (si conservano solo le 35 di facciata), trafugate già prima del trasporto a Mortara e, di fatto, non ha mai suonato [2]. La cassa organaria è riccamente decorata e intagliata; la tastiera, la pedaliera e il registro della voce umana ad ancia non sono originali. I registri sono azionati da undici manette a scorrimento orizzontale, poste su un'unica fila verticale a destra della tastiera. Due pomoli a tiro, posti ai lati della tastiera, azionano due registri installati in epoca recente (voce corale e tremolo). A lato della pedaliera, con 17 pedali, si trova il pedaletto del tiratutti. Sulla cantoria è collocato anche un mantice a cuneo dell'epoca.

La cantoria e l'organo a canne
Particolare della tastiera

Di seguito, la disposizione fonica:

Tastiera
Principale Bassi Soprani
Ottava Bassa Soprani
Decima Quinta
Decima Nona
Vigesima Seconda
Vigesima Sesta Basso Soprani
Principale Nona Ottava
Trigesima Sesta e Terza
Flauto in Ottava Sopr.
Flauto in Dodicesima
Unda Maris Soprani

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mortara, la Collegiata di san Lorenzo - F. Pianzola, Scuola Tipografica Derelitti, Vigevano
  2. ^ Organi storici in provincia di Pavia, vol 2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mortara e la Collegiata di san Lorenzo. F. Pianzola
  • Organi Storici in Provincia di Pavia, vol. 2, a cura della Regione Lombardia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]