Chiesa di San Domenico (San Miniato)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di San Domenico
San domenico esterno (san Miniato).jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàSan Miniato
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareDomenico di Guzmán
Diocesi San Miniato
Consacrazione1330
Stile architettonicogotico, barocco

Coordinate: 43°40′46.72″N 10°50′56.85″E / 43.679644°N 10.849125°E43.679644; 10.849125

La chiesa di San Domenico, già dei Santi Jacopo e Lucia ad foris Portam, è un luogo di culto cattolico di San Miniato, in provincia di Pisa, diocesi di San Miniato.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Fu ricostruita su preesistenze nel 1330, ma la facciata non venne mai completata a eccezione del portale, con strombature e architrave.

L'interno è a navata unica, con cappelle laterali che vennero chiuse nel Settecento, eccezion fatta per quelle del presbiterio. Spiccano alcuni affreschi, tra cui Storie di san Domenico, di Anton Domenico Bamberini coadiuvato da artisti lucchesi del Settecento.

Al primo altare a destra una Madonna col Bambino tra i santi Ludovico, Bertrando e Rosa, di artista fiorentino del Seicento; al secondo una Madonna e santi domenicani di Francesco Curradi; al terzo Madonna col Bambino e san Pio V di Ranieri del Pace.

Nel presbiterio, da destra, si trova la cappella Samminiati, con all'altare una Madonna col Bambino e quattro senti e quattro storie nella predella, opera di Domenico di Michelino. A sinistra il sepolcro di Giovanni Chellini, realizzato dopo il 1460 e successivamente modificato, sia nello stesso secolo (con l'aggiunta della parte inferiore) che, più drasticamente, nel Settecento; viene attribuito a Bernardo Rossellino.

Segue la cappella degli Armaleoni, con un San Lorenzo sul pilastro esterno opera di Francesco d'Antonio, e Scene della vita di Maria, cioclo di affreschi tardo trecentesco riferibile all'ambito di Niccolò Gerini; all'altare Madonna col Bambino, santi e committenti, tavola di scuola botticelliana attribuita al Maestro di San Miniato; la predella, con cinque Storie di san Giovanni Battista è più antica, e riferita a Mariotto di Nardo. All'altare maggiore un crocifisso ligneo del Cinquecento.

La cappella successiva (cappella maggiore), detta degli Spedalinghi, è affrescata da Galileo Chini. Nella cappella Grifoni, la tavola di scuola fiorentina del Cinquecento mostra un San Vincenzo Ferrer; vi si trova inoltre una Deposizione del Poppi, con la pregevole cornice originale. Il tabernacolo con le Storie di san Jacopo è dello stesso artista di ambito geriniano della cappella degli Armaleoni.

Proseguendo sulla navata sinistra si incontra, tra il terzo e il secondo altare, un tondo robbiano con Annunciazione di Giovanni della Robbia; al secondo altare Arcangelo Michele di Giovan Battista Galestrucci (1658). In controfacciata infine Angeli musicanti e quattro santi di Lippo d'Andrea (inizio del XV secolo) e una tavola con la Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Andrea di Andrea Guidi, un seguace di Antoniazzo Romano.

Tra le altre opere visibili in chiesa un Sant'Anselmo vescovo, della bottega di Masolino da Panicale e San Giacinto in preghiera, di Jacopo Ligozzi.

Nella chiesa si trovano due organi a canne: quello principale, su cantoria lungo la parete destra della navata, fu costruito da Francesco Maria Galganetti nel 1602 e ampliato da Michelangelo Paoli nel 1840; nel presbiterio vi è un positivo a cassapanca, opera 020 di Nicola Puccini (2010).

La cappella di Sant'Ursula si trova nei sotterranei: qui i condannati a morte ricevevano un ultimo conforto spirituale, tra affreschi della fine del XIV secolo sul tema di Augusto e la Sibilla. In un locale accanto alla sagrestia un'Annunciazione dello stesso maestro affine al Gerini e nella vicina Cappella Borromei Quattro santi affrescati, resti di un ciclo trecentesco molto ridipinto.

A destra della chiesa il chiostro aperto sulla via, a due livelli, ospita oggi la Biblioteca Comunale.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Galanti, Gli organi storici del Samminiatese, San Miniato, Accademia degli Euteleti, 1995, pp. 60-69, ISBN non esistente.
  • Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003. ISBN 88-365-2767-1

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]