Charta della Regola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La Charta della Regola è un documento redatto dopo l'anno 1000 ed osservato fino all'invasione napoleonica del Trentino. Con tale atto le comunità locali della val di Non, in particolare di Cavareno, assumevano precisi oneri ed ottenevano diversi privilegi, concessi dall'autorità politico-religiosa con giurisdizione sul territorio.[1]

Campanile di Cavareno

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Trasmessa dapprima oralmente, tale Charta conteneva regole messe per iscritto a partire dal XIII secolo. Fu redatta prima in lingua latina, poi in lingua volgare, e affinché fosse valida serviva l'approvazione del Principe Vescovo di Trento.

In queste norme venivano definiti in modo preciso tutti i momenti della vita contadina: il tempo del taglio del fieno, il taglio del legname, il come e dove accatastare la legna tagliata, le modalità del pascolo del bestiame, come partecipare alla vita della comunità, e così via. Venivano pure definite l'organizzazione sociale, le cariche elettive e le modalità della loro nomina.[2] Con l'arrivo delle truppe napoleoniche questa antica Regola che organizzava la vita a Cavareno ed in tutta la vallata venne soppressa, ed al suo posto furono creati i comuni.

In alcune zone del Trentino si è in seguito ripresa l'organizzazione della Regola, e questo è avvenuto in (val di Fiemme, a Ragoli e a Predazzo).

Rievocazione storica[modifica | modifica wikitesto]

A Cavareno, dal 1992, ogni primo fine settimana di agosto, si organizza una festa che richiama la Charta ed intende rievocare usi e costumi della valle, riscoprendo e presentando ai turisti ed ai residenti gli antichi mestieri. Per l'occasione vengono aperti portici, cortili e cantine delle antiche case del paese. Figuranti che indossano abiti ricostruiti con ricerche storiche impersonano nobili e popolani e sfilano per il borgo, accompagnati da musica ed altre attrazioni come saltimbanchi e sbandieratori. La festa offre anche la possibilità di conoscere e consumare i prodotti tipici locali ed è un ottimo richiamo turistico.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Charta di Regola, su cultura.trentino.it, Dipartimento Cultura, Turismo, Promozione e Sport della Provincia autonoma di Trento. URL consultato il 31 luglio 2018.
    «la vita quotidiana ed il lavoro agreste erano regolati dalla Charta di Regola, antico statuto comunale approvato dal Principe Vescovo».