CfA Redshift Survey

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Osservatorio di astrofisica Smithsonian
Osservatorio di astrofisica Smithsonian, Massachusetts

La campagna osservativa di rilevamento degli spostamenti verso il rosso effettuata dall'istituto di astrofisica dello Smithsonian di Cambridge, Massachusets (CfA Redshift Survey) è stato il primo tentativo di mappatura a grande scala della struttura dell'universo.

La prima indagine è iniziata nel 1977 con l'obiettivo di calcolare le velocità delle galassie più brillanti dell'universo vicino misurando i loro spostamenti verso il rosso (redshift). Il redshift è l'aumento relativo della lunghezza d'onda emessa da una sorgente luminosa (in questo caso una galassia), che allontanandosi da un osservatore aumenta la propria velocità e della quale, tramite la legge di Hubble, può esserne calcolata la distanza. Avendo a disposizione un congruo numero di dati può essere effettuata una accurata mappa 3D dell'universo. La raccolta dei dati è stata completata nel 1982.[1]

La seconda indagine conoscitiva (CfA2) è stata effettuata nel 1985 dagli astronomi John Huchra e Margaret Geller misurando i redshift di 18.000 galassie luminose nell'emisfero boreale. I dati di questa seconda campagna hanno evidenziato che le galassie non sono distribuite in modo uniforme, ma raggruppate su superfici sferiche dette vuoti. Nel 1989 è stata scoperta la Grande Muraglia, un superammasso di galassie[2] circondato da vuoti la cui dimensione si è rilevata molto più grande di quanto potrebbe essere se prodotto a causa di collassi gravitazionali. A seguito di questa campagna ha preso corpo la teoria che i superammassi galattici siano conseguenze di fluttuazioni quantistiche prodottesi all'epoca inflazionaria dell'universo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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