Cassatella di sant'Agata

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Cassatella di sant'Agata
Minnuzze di sant'aita.jpg
Le cassatelle di sant'Agata dolce tipico catanese.
Origini
Altri nomi minnuzzi ri sant'Àjita o ri Virgini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Sicilia
Dettagli
Categoria dolce
Ingredienti principali pan di spagna, ricotta di pecora, cioccolato e canditi[1]
 
Un vassoio di Cassatelle

La cassatella di sant'Agata (minnuzzi ri sant'Àjita o ri Virgini in siciliano) è un dolce tradizionale catanese, che viene realizzato durante la festa di sant'Agata[2].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto arguito dal Ciaceri, la festa di sant'Agata trae origine in molte sue parti dai culti isidei[3]. Uno degli elementi di maggior interesse per lo studioso è proprio il dolce chiamato minnuzza di Virgini, che ripropone il seno della dea Iside nella sua veste di dea madre. Un altro parallelo si trova nei culti dei misteri eleusini, dove in occasione dei riti demetriaci si usava consumare dei panetti dolci il cui aspetto riproponeva il seno della dea Demetra, protettrice delle messi e a sua volta considerata anch'essa dea madre. Entrambi i culti, quello isideo e quello demetriaco, sono documentati a Catania sia da fonti scritte[4] che dai rinvenimenti archeologici[5]; questi culti hanno influenzato, dove piuttosto non sono stati assorbiti del tutto, le festività religiose agatine, così il panetto dolce rappresentante la fertilità della madre terra assume il valore simbolico dell'atto del martirio subito dalla santa catanese alla quale fu amputata una mammella.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cassatella di sant'Agata è di fatto una piccola cassata siciliana a forma di piccoli seni[6][7].

Si tratta di dolci a forma di tondeggiante fatti con pan di spagna imbevuto di rosolio e farciti con ricotta, gocce di cioccolato e canditi. All'esterno sono ricoperti di glassa bianca e rifiniti con una ciliegia candita in cima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricetta delle cassatelle di Sant'Agata (minne di vergine), su Dolci Siciliani. URL consultato il May 4, 2016.
  2. ^ Minne di Sant'Agata, su Le Ricette di GialloZafferano.it. URL consultato il May 4, 2016.
  3. ^ (EN) Harlan Walker, Disappearing Foods Studies in Foods and Dishes at Risk: Proceedings of the Oxford Symposium on Food and Cookery 1994, Oxford Symposium, 1995, p. 68, ISBN 0-907325-62-9.
  4. ^ Vedasi, ad esempio, il riferimento all'antichissimo culto di Cerere, la Demetra romana, introdotto da Gerone I nel V secolo a.C. e testimoniato da Cicerone, In Verrem, Sezione 4 A (iii) II 4.45.99-100.
  5. ^ Numerose monete rappresentanti Iside, nonché una grandissima quantità di elementi di produzione egizia come sigilli, scarabei etc.; su Demetra si cita l'imponente stipe votiva di piazza San Francesco.
  6. ^ Ottavio Cappellani, Sicilian Tragedi, Edizioni Mondadori, 2010, p. 42, ISBN 88-04-57681-2.
  7. ^ Antonino Traina, Nuovo vocabolario siciliano-italiano compilato da Antonino Traina, Giuseppe Pedone Lauriel editore, 1868, p. 594.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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