Carlo Spartaco Capogreco

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Carlo Spartaco Capogreco (Sant'Ilario dello Ionio, 22 maggio 1955) è uno storico italiano, specializzato nello studio dei campi di concentramento fascisti, docente universitario e presidente della Fondazione Ferramonti[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato nel 1980 a Torino, dal 1994 al 2013, quasi ininterrottamente, ha insegnato presso l’Università degli Studi della Calabria (prima come professore a contratto, poi come professore aggregato), dove, dal 2014,è in servizio come professore associato di Storia Contemporanea nel Dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione. Dal 2015, è anche membro del Consiglio scientifico del Dottorato “History, Politics and Institutions of the Mediterranean Area” dell’Università di Macerata.

È considerato uno dei massimi esperti, a livello internazionale, dello studio e della riscoperta dell'internamento civile fascista.

La pubblicazione, nel 1987, del suo saggio Ferramonti (La Giuntina) – prima monografia di uno storico italiano che ricostruiva le vicende di un campo fascista – è stata indicata come “un momento cardinale in un processo che avrebbe rovesciato l’ottica largamente dominante nella storiografia del dopoguerra così come la percezione comunemente condivisa del passato fascista"[2]

La sua opera più importante è la ricerca sfociata nel 2004 – dopo vent’anni dedicati ad esplorare l’universo concentrazionario fascista – nella pubblicazione del volume I campi del duce, edito in Italia da Einaudi e pubblicato anche all’estero [3][4]

Sempre con Einaudi,figura tra gli Autori del Dizionario della Resistenza, del Dizionario del fascismo e del Dizionario dell'Olocausto(pubblicati tra il 2001 e il 2004); mentre con Utet ha collaborato a La Shoah in Italia (Torino 2010) e con l’U.S. Holocaust Memorial Museum all’ Encyclopedia of Camps and Ghettos (Washington 2018).

Nel 1994 la sua ricerca ha svelato il vero nome di Maria Eisenstein, l’Autrice della prima testimonianza edita su un campo fascista: L’internata numero 6, un testo pressoché sconosciuto, apparso nel 1944, di cui egli ha promosso un'edizione critica nel 2014[5]

Nel 2007, col volume Il piombo e l’argento (edito da Donzelli), ha ricostruito la biografia e le controverse vicende partigiane di Dante Castellucci, il mitico comandante “Facio”. 

Libri di Carlo Spartaco Capogreco[modifica | modifica wikitesto]

  • Il piombo e l'argento. La vera storia del partigiano Facio Donzelli, 2007
  • I campi del Duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943) Einaudi, 2004
  • Renicci. Un campo di concentramento in riva al Tevere Mursia, 2003
  • Ferramonti. La vita e gli uomini del più grande campo d'internamento fascista La Giuntina, 1987

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da Einaudi
  2. ^ Robert S. C. Gordon, Scolpitelo nei cuori. L'Olocausto nella cultura italiana. 1944-2010, Bollati Boringhieri, Torino 2013, p. 274.
  3. ^ Angelo Del Boca, Italiani, brava gente?, Neri Pozza, Vicenza, 2005, p. 243.
  4. ^ Marta Bosticco, Razzismo e internamento fascista, in "Asti contemporanea", 11/2005, p. 543-551.
  5. ^ Elisa Guida, Maria Eisenstein, L’internata numero 6, a cura e con un saggio introduttivo di Carlo Spartaco Capogreco, Mimesis, Milano-Udine, 2014, su officinadellastoria.eu.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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