Cécile Renault

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Cécile-Aimée Renault

Cécile-Aimée Renault (Parigi, 1774Parigi, 17 giugno 1794) è stata una donna realista francese, accusata di aver voluto assassinare Maximilien de Robespierre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ardente realista come i suoi genitori, era figlia di Antoine Renault, un mercante di carta nel quartiere dell'Île de la Cité. Due dei suoi fratelli, Armand Pascal e Louis Antoine Renault, prestavano servizio al confine, nei battaglioni di Parigi, dall'estate del 1791.

Il 23 maggio 1794, uscì di casa munita di due piccoli coltelli, e si recò presso l'abitazione di Robespierre. Lì giunta, chiese con insistenza ai Duplay di vederlo, ma Robespierre non c'era e il suo atteggiamento apparve sospetto, ricordando Charlotte Corday quando uccise Marat. Arrestata e condotta al cospetto del Comitato di salute pubblica, dichiarò senza paura di odiare il tiranno.

Ciò nonostante, venne condannata a morte insieme con suo padre, suo fratello Antoine-Jacques Renault, commerciante di carta, e anche una sua vecchia zia, Edmée-Jeanne Renault, un'ex religiosa delle Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli. Venne ghigliottinata il 17 giugno 1794, nel luogo in cui adesso sorge la Place de la Nation, a Parigi.

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Controllo di autoritàVIAF (EN232236383 · ISNI (EN0000 0003 6754 5147 · CERL cnp01424779 · GND (DE1019761229 · BNF (FRcb149559767 (data)