Byllis

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Byllis
Byllis-01-Alb.jpg
Rovine dell'antica città di Byllis con il mar Adriatico sullo sfondo.
Nome originale Βύλλις
Territorio e popolazione
Lingua greco antico
Localizzazione
Stato attuale Albania Albania
Località Hekal
Coordinate 40°32′25.08″N 19°44′15″E / 40.5403°N 19.7375°E40.5403; 19.7375Coordinate: 40°32′25.08″N 19°44′15″E / 40.5403°N 19.7375°E40.5403; 19.7375
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Byllis
Byllis

Byllis (in greco antico: Βύλλις o Βουλλίς) era una città dell'antica Grecia ubicata in Illiria. I resti di Byllis si trovano a nord-est di Valona, a 25 km dal mare nei pressi di Hekal nel distretto di Mallakastër in Albania.

Stefano di Bisanzio menziona erroneamente Byllis come città in riva al mare in Illiria e cita la leggenda della sua fondazione, secondo la quale la città fu fondata da Mirmidoni sotto Neottolemo, di ritorno dalla guerra di Troia, una tradizione confermata dalla numismatica.[1]

La presenza della città è attestata alla metà del IV secolo a.C., in una descrizione del geografo Pseudo-Scilace,[2] e anche dall'oracolo di Dodona a cui i suoi abitanti facevano dei sacrifici al fine di assicurarsi la protezione della divinità. I resti archeologici confermano la data della seconda metà del IV secolo a.C. mentre successivamente la città venne conquistata da Pirro.[3] Secondo altri, Byllis venne fondata dallo stesso Pirro.

Byllis ricevette dei teoroi, nel corso del II secolo a.C., segno evidente del carattere greco della città.[4]

Città[modifica | modifica wikitesto]

Byllis fu una città greca,[5] ai confini tra Illiria ed Epiro, ed aveva un gymnasium e un teatro nell'era ellenistica.[6] Circa la sua fondazione esistono ipotesi concordi sul fatto che fu fondata da coloni greci,[7] dato che aveva una popolazione mista attestata dai nomi illiri dei funzionari.[8] La città coniò delle monete diverse da quelle di tribù Byllionesi.[9] M. B. Hatzopoulos crede che Byllis fosse la città greca, non colonia, situata più a nord nella regione.[10]

Le mura di Byllis avevano uno sviluppo di 2 200 metri, e racchiudevano 30 ettari di pianura in cima ad una collina sita a 524 metri sul livello del mare. Le mura avevano sei porte. La strada partiva da Apollonia passava da due città, attraversava Byllis in direzione delle strettoie della gola del fiume Voiussa (in greco Aoos) sulla strada per la Macedonia o per Antigonia in direzione dell'Epiro. Nel 2011, nel corso di una ricostruzione della strada nei pressi del parco archeologico, è stato rinvenuta nel sito una statua di epoca ellenistica, che può rappresentare un soldato illiro o una divinità guerriera.[11] Tuttavia, ha poco senso proporre un'etichetta illira per la città in cui il linguaggio, le istituzioni, i funzionari, l'onomastica, l'urbanistica e le fortificazioni sono chiaramente greche.[12]

L'Epiro nell'antichità.
Immagine dell'antico sito di Byllis e il fiume Voiussa sullo sfondo.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

La lega (koinon) delle tribù illire di Byllis (in greco antico: Κοινὸν Βυλλίων), che era stata ellenizzata ed era bilingue,[13] era una coalizione di una o due poleis,[14] ed è attestata dopo il 232 a.C.[15] La lega era ristretta a Byllis e Nicea,[16] e Byllis considerava Nicea come uno dei suoi demo.[14] Nicea era un membro della lega come documentato da una iscrizione del II secolo a.C.[17] La sola attestazione che la città era una polis si trova in Stefano di Bisanzio nel VI secolo.[18] I cittadini di Byllis erano chiamati Byllidi (in greco antico: Βυλλιδεῖς).[12]

Sotto Romani e Bizantini[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'impero romano, Byllis divenne parte della provincia di Epirus novus. Le mura di Byllis riportano più di quattro iscrizioni con notizie sulla loro costruzione realizzata dall'ingegnere Victorinus, per ordine dell'imperatore Giustiniano I (483-565).[19][20]

Associazione con la sede di Apollonia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei partecipanti al Concilio di Efeso, nel 431, fu Felix che si firmò come vescovo di Apollonia e Byllis, e un'altra volta come vescovo di Apollonia. Alcuni ritengono che le due città formassero un'unica sede episcopale, mentre altri sostengono che, fosse soltanto vescovo di Apollonia, ma che gli fosse stata assegnata la supplenza di Byllis durante una sede vacante di quella diocesi. Al Concilio di Calcedonia, nel 451, Eusebius firmò semplicemente come vescovo di Apollonia. Nelle lettere inviate dal vescovo di Epirus novus all'imperatore bizantino Leone I, nel 458, Philocharis firmò come vescovo di quello che i manoscritti indicano "Vallidus", e che gli storici considerano "Byllis". Se Philocharis è da considerarsi vescovo anche di Apollonia dipende dall'interpretazione della posizione di Felix nel 431.[21][22][23]

L'Annuario Pontificio indica Apollonia come sede titolare, riconoscendo in tal modo che una volta era una sede residenziale (diocesi), una suffraganea dell'arcivescovado di Dyrrachion,[24] ma non dà lo stesso riconoscimento a Byllis.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ceka and Mucau, Byllis, Tirana, Migjeni, 2005, pp. 11, ISBN 99943-672-7-7.
  2. ^ Pseudo-Scylax, Periplus, 27.
  3. ^ Pyrrhus King of Epirus Petros Garouphalias
  4. ^ Peter Allan Hansen. Carmina epigraphica Graeca. Novus Eboracus, 1983. ISBN 978-3-11-008387-3, p. 295.
  5. ^ Tom Winnifrith. Perspectives on Albania. Macmillan, 1992. ISBN 978-0-333-51282-1, p. 37
  6. ^ Tom Winnifrith. Badlands, borderlands: a history of Northern Epirus/Southern Albania. Duckworth, 2002. ISBN 978-0-7156-3201-7, p. 58
  7. ^ Hammond, 1989, p.19
  8. ^ Ceka and Mucau, 2005.
  9. ^ Hammond, 1989, p.18
  10. ^ M. B. Hatzopoulos. The Borders of Hellenism in Epirus during Antiquity. Epirus: Ekdotike Athenon, p. 145, 1997.
  11. ^ Fier: Ancient statue discovered in Byllis Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  12. ^ a b Hammond, 1989, p. 17
  13. ^ Marjeta Šašel Kos. Appian and Illyricum. Narodni muzej Slovenije, 2005, p. 226
  14. ^ a b Pleket, H. W. Supplementum Epigraphicum Graecum, Volume XXXIX: 1989.
  15. ^ Wilkes|, 1995, p. 97
  16. ^ Robert, L. "Discours inaugaural", L' Illyrie méridionale et L'Épire dans l'Antiquité, Actes du colloque international de Clermont-Ferrand. Clermont-Ferrand, 1984 , p. 14.
  17. ^ Hansen e Nielsen,  p. 346
  18. ^ Bowden, 2003
  19. ^ Bowden, 2003.
  20. ^ Ceka and Mucaj, Byllis, Migjeni, 2005, pp. 108–109, ISBN 99943-672-7-7.
  21. ^ Daniele Farlati-Jacopo Coleti, Illyricum Sacrum, vol. VII, Venezia 1817, pp. 395-396
  22. ^ Michel Lequien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi 1740, Vol. II, coll. 248-249
  23. ^ Louis Petit, "Byllis" in Catholic Encyclopedia (New York 1908)
  24. ^ Annuario Pontificio 2013 (Libreria Editrice Vaticana 2013 ISBN 978-88-209-9070-1), p. 835
  25. ^ Annuario Pontificio 2013 (Libreria Editrice Vaticana 2013 ISBN 978-88-209-9070-1), "Sedi titolari", pp. 819-1013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beaudry, Nicolas (2010). 'Një punishte për prodhimin e verës në Bylisi', Monumentet 28, pp. 41–50.
  • Beaudry, Nicolas, Chevalier, Pascale, & Muçaj, Skënder (2010). 'Le quartier épiscopal, campagne 2009, Byllis (Albanie)', Bulletin du Centre d'études médiévales d'Auxerre 14, pp. 57–60.
  • Beaudry, Nicolas, et al. (2003). 'Byllis (Albanie)', Bulletin de correspondance hellénique 126.2, pp. 659–684.
  • William Bowden, Epirus Vetus: The Archaeology of a Late Antique Province, Duckworth, 2003, ISBN 0-7156-3116-0.
  • Chevalier, Pascale, et al. (2003). 'Trois basiliques et un groupe épiscopal des Ve-VIe siècles réétudiés à Byllis (Albanie)', Hortus Artium Medievalium 9, pp. 155–165.
  • Ceka, Neritan, & Muçaj, Skënder (2005). Byllis, its history and monuments, Tirana.
  • Chevalier, Pascale, et al. (2008). 'Byllis (Albanie), campagne 2007: le quartier épiscopal, la Basilique E et les carrières', Bulletin du Centre d'études médiévales d'Auxerre 13, pp. 73–76.
  • Chevalier, Pascale, Beaudry, Nicolas, & Muçaj, Skënder (2009). 'Le quartier épiscopal, campagne 2008, Byllis (Albanie)', Bulletin du Centre d'études médiévales d'Auxerre 13, pp. 73–76.
  • N. G. L. Hammond, The Illyrian Atintani, the Epirotic Atintanes and the Roman Protectorate, in The Journal of Roman Studies, vol. 79, 1989, pp. 11–25, JSTOR 301177.
  • Haxhimihali, Marin (2004). 'Byllis et sa région à la lumière des sources écrites du VIe siècle', L'Illyrie méridionale et l'Épire dans l'Antiquité IV, Paris, pp. 463–466.
  • Mogens Herman Hansen e Thomas Heine Nielsen, An Inventory of Archaic and Classical Poleis, Oxford University Press, 2004, ISBN 978-0-19-814099-3.
  • M. B. Hatzopoulos, M. Sakellariou e L. D. Loukopoulou, Epirus, Four Thousand Years of Greek History and Civilization, Ekdotike Athenon, 1997, ISBN 960-213-377-5.
  • D. M. Lewis e John Boardman, The Cambridge Ancient History, Volume 6: The Fourth Century BC, 1994, ISBN 0-521-23348-8.
  • John Wilkes, The Illyrians, Wiley-Blackwell, 1995, ISBN 0-631-19807-5.

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