Brigate al-Quds

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Le Brigate al-Quds (in arabo: سرايا القدس‎, Sarāyā al-Quds[1]) costituiscono il braccio armato del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina[2][3][4] e sono attive in particolar modo nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Si sostiene da parte di alcuni analisti che le Brigate al-Quds abbiano ricevuto le direttive dalla loro dirigenza, almeno fino allo scoppio della guerra civile insediata a Damasco. Le Brigate al-Quds hanno agito in special modo a Jenīn, ma le azioni israeliane contro le loro infrastrutture hanno comportato ingenti danni e perdite del gruppo e dal 2004 le Brigate appaiono notevolmente indebolite in quell'area.[2][3]

Il 1º marzo 2006 Abū al-Walīd al-Dahdoh, un comandante dell'ala militare delle Brigate, è stato individuato e ucciso da una bomba o da un missile, in uno dei tanti omicidi mirati israeliani, mentre era alla guida di un'autovettura non distante dal ministero delle Finanze palestinese. Il 30 agosto 2006 il leader in Cisgiordania delle Brigate al-Quds, Ḥuṣām Jaradāt, è stato colpito e ucciso dalle Forze di Difesa Israeliane nella città di Jenīn.[3]

Nella Striscia di Gaza, le Brigate al-Quds hanno continuato a implementare la loro capacità offensiva,[5] colpendo ad esempio attacchi indiscriminati con razzi al-Quds su aree abitate da civili.[6][7][2] Le Brigate al-Quds si battono per la distruzione militare d'Israele con mezzi terroristici, con lanci di razzi, di proiettili di mortaio e attentati suicidi dinamitardi.[2] La comuniutà internazionale considera il ricorso ad attacchi indiscriminati sulle popolazioni civili[8] e l'uso di scudi umani[9][10][11] come contrari alle Convenzioni di Ginevra e illegittimi sotto il profilo del diritto internazionale.[12]

Il loro fine è l'istituzione di uno Stato islamico e l'insediamento di Palestinesi in ciò che le Brigate al-Quds considerano la legittima patria palestinese, così come essa esisteva all'interno dei confini internazionalmente riconosciuto fino al 1948 e all'autoproclamazione dello Stato d'Israele da parte delle locali comunità ebraiche l'indomani della fine del Mandato britannico sulla Palestina. Esse rifiutano di partecipare al processo di pacificazione e ai negoziati tra le parti in causa.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ al-Quds (la Santa) è il nome in lingua araba di Gerusalemme
  2. ^ a b c d Palestinian Islamic Jihad -- al-Quds Brigades, su Australian National Security, Australian Attorney-General's Department. URL consultato l'11 luglio 2014.
  3. ^ a b c d IDF uncovers massive tunnel near Gaza fence Four terrorists killed in Gaza City clashes, su icej.org, The International Christian Embassy Jerusalem. URL consultato l'11 luglio 2014.
  4. ^ Olivier Guit, The Next Dangerous Phase of the Gaza War, Middle East Times, 4 gennaio 2009. (archiviato il 16 January 2009) .
  5. ^ Michael, and Talal Abu Rahma, and Kareem Khadder Martinez, Israel fires on 29 'terror sites' after rockets from Gaza hit populated areas, su cnn.com. URL consultato l'11 luglio 2014.
  6. ^ Rachel Hirshfeld, Video: Jihadists Firing from Residential Zones, Proud of It, su israelnationalnews.com, Arutz Sheva. URL consultato l'11 luglio 2014.
  7. ^ Sharona Schwartz, World ‘Human Shields’: Video and Photo Appear to Show Terror Group Firing Rockets at Israel from Densely Populated Area, su theblaze.com, TheBlaze Inc. URL consultato l'11 luglio 2014.
  8. ^ Robert W. Kurz e Charles K. Bartles, Chechen suicide bombers (PDF), in Journal of Slavic Military Studies, vol. 20, Routledge, 2007, pp. 529–547, DOI:10.1080/13518040701703070. URL consultato il 30 agosto 2012.
  9. ^ Hamas Caught Using Human Shields in Gaza, su idfblog.com, Israel Defense Forces. URL consultato il 10 luglio 2014.
  10. ^ STEVEN, and FARES AKRAM ERLANGER, Israel Warns Gaza Targets by Phone and Leaflet, su nytimes.com, The New York Times Company. URL consultato il 10 luglio 2014.
  11. ^ Tag: Human Shield, su idfblog.com, Israel Defense Forces. URL consultato l'11 luglio 2014.
  12. ^ Protection of the civilian population, su Protocol Additional to the Geneva Conventions of 12 August 1949, and relating to the Protection of Victims of International Armed Conflicts (Protocol I), 8 June 1977., International Committee of the Red Cross. URL consultato il 10 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]