Biodegradabilità

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La biodegradabilità è una proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti dalla natura, o meglio, dai batteri saprofiti. Questa proprietà permette il regolare mantenimento dell'equilibrio ecologico del pianeta.

Materiale biodegradabile[modifica | modifica wikitesto]

Perché un composto possa essere considerato biodegradabile è necessario che in natura esista un batterio in grado di decomporre il materiale, dopodiché l'elemento viene assorbito completamente nel terreno. Tutti i composti organici naturali, sono facilmente decomponibili.
Per esempio la carta ha un ciclo di decomposizione che va da 3 settimane a un anno; invece, tutti i prodotti sintetici moderni (esclusi alcuni speciali, come la bioplastica) non possono essere decomposti dalla natura.

Materiale non biodegradabile[modifica | modifica wikitesto]

Un materiale non biodegradabile non viene assorbito dal terreno e rimane identico nel tempo, quindi contribuisce all'inquinamento della zona dove si trova.

Le sostanze non biodegradabili più comuni sono le materie plastiche, che sono formate principalmente dal carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno: questi elementi sarebbero decomponibili, ma, dalla loro unione, si è formata una molecola troppo complessa per essere decomposta in natura. La categoria di materiali meno decomponibili è composta dagli idrocarburi clorurati.

La situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

La biodegradabilità dei composti sta diventando un problema, poiché la maggior parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno, è formata da materiali che contengono materiali non decomponibili. Molti stati stanno lavorando su questo problema, ma attualmente non si è ancora giunti ad una soluzione utilizzabile, se non la sostituzione della plastica con altri materiali biodegradabili.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]