Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano

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Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàTorino
IndirizzoSalita al CAI Torino, 12 - Monte dei Cappuccini - 10131 Torino
Caratteristiche
Tipoprivata
ISILIT-TO0266
Sito web

Coordinate: 45°03′34.99″N 7°41′50.83″E / 45.059719°N 7.697454°E45.059719; 7.697454

La Biblioteca nazionale del Club Alpino Italiano (CAI) di Torino è la più importante biblioteca italiana specializzata in alpinismo.

Ha sede negli storici locali del Monte dei Cappuccini dove sorse nel 1874 la “Vedetta alpina”, e dove ha sede il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi. È presieduta da una commissione composta dal presidente generale del CAI, o un suo delegato, e da un numero pari di membri nominati dal Consiglio centrale e dalla Sezione di Torino.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca fu fondata a Torino nel 1863, subito dopo la fondazione del noto Sodalizio. Suo modello fu, su preciso auspicio di Quintino Sella, la raccolta libraria del famoso Alpine Club di Londra.[2] In seguito ad un accordo con l'Accademia delle Scienze di Torino, il Club Alpino Italiano ottenne dal Ministero della pubblica istruzione l'uso di un casotto presso il Castello del Valentino, prima sede della Biblioteca.[2]

Tra le prime raccolte che andarono ad accrescere il patrimonio bibliografico, vi fu il Fondo Circolo Geografico Italiano di Torino, costituito da importanti resoconti di viaggi e di esplorazioni appartenuti all'omonima associazione, scioltasi pochi anni dopo la nascita del CAI.[2]

Attorno al 1958, sotto la direzione dell'ingegnere torinese Giovanni Bertoglio, la consistenza delle raccolte ammontava a circa 10.200 volumi ed opuscoli, 400 riviste alpinistiche di tutto il mondo, 20 atlanti, 3.600 carte geografiche sciolte, 2.000 fotografie relative alla montagna. All'epoca erano già in uso il catalogo alfabetico per autori, per soggetti, sistematico per materie, dei periodici.[2]

Nel 1980 entrò a fra parte delle raccolte il Fondo Giovanni Bertoglio, riguardante circa 2.000 volumi di storia, letteratura, guide, bibliografie e periodici sulle Alpi, appartenuti all'ex direttore della Biblioteca e del periodico “L'Escursionista”, per dieci anni redattore della rivista mensile del CAI.[3]

Alla fine degli anni Novanta nacque il progetto BiblioCai, avente come obiettivo l'informatizzazione del patrimonio culturale del CAI e la sua accessibilità anche in Internet, e la creazione di un grande meta-catalogo dedicato alla cultura e all'informazione CAI in ogni sua forma (filmati, documentazione, fotografie, stampa sociale, periodici).[2]

Nel 2000 è stato donato l'archivio Giuseppe Lamberti, formato da incartamenti, analisi del terreno, fotografie, e progetti riguardanti la quarantennale attività del tecnico e pioniere della costruzione di funivie e piste da sci (Ceva, 1911La Magdeleine, 1995).[2]

Nel 2003 è stato acquisito anche l'importantissimo Fondo Mario Fantin, formato dalla biblioteca e dall'archivio appartenuti al noto alpinista, fotografo, cartografo e regista (Bologna, 1921 – ivi, 1980). I materiali provenivano dal CISDAE (il Centro Italiano Studio e Documentazione Alpinismo Extraeuropeo), centro fondato dallo stesso Fantin nella sua città natale nel 1967, ed entrato quindi a far parte delle collezioni del Museo della Montagna "Duca degli Abruzzi".[2]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente la biblioteca dispone globalmente di circa 24.000 monografie, 1.400 testate di periodici (considerati i cambi di titolo) per un totale di oltre 16.500 annate, 1.800 carte topografiche correnti dell'area alpina, 3.000 carte relative a massicci extraeuropei, 5.000 carte “storiche”.[4] Per quanto riguarda la tipologia dei volumi, l'istituzione è ricca di pubblicazioni di carattere geografico, meteorologico, glaciologico, geologico, speleologico, nonché di guide, classici dell'alpinismo, opere letterarie e storiche relative alle Alpi.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Benedetti, La Biblioteca Nazionale del CAI, "Biblioteche Oggi", n. 1, gennaio-febbraio 2008, p. 41.
  2. ^ a b c d e f g h Idem.
  3. ^ Ibidem, p. 42.
  4. ^ Idem. Per l'eventuale aggiornamento della consistenza delle raccolte, cfr. <http://www.caitorino.it/la_biblioteca_nazionale.htm Archiviato il 20 aprile 2008 in Internet Archive.>

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amedeo Benedetti, La Biblioteca Nazionale del CAI, "Biblioteche Oggi", n. 1, gennaio-febbraio 2008, pp. 41–44.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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