Bhagat Singh

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Bhagat Singh nel 1929

Bhagat Singh[1] (28 settembre 1907Lahore, 23 marzo 1931) è stato un rivoluzionario indiano.

È nato in una famiglia Sikh nel distretto di Lyallpur in Punjab (oggi in Pakistan) e cresciuto a Nawanshahr, in Punjab (oggi in India) dove la sua famiglia si era spostata. Alcuni membri della sua famiglia avevano partecipato al movimento d'indipendenza indiano. In gioventù Bhagat Singh studia i movimenti rivoluzionari europei ed è attratto dalle idee di anarchismo e marxismo.

Il Massacro di Amritsar[modifica | modifica wikitesto]

Singh è stato influenzato da una serie di avvenimenti tragici durante la sua infanzia. Il 13 aprile 1919, migliaia di indiani si radunarono nel cuore della città di Amritsar (in Punjab) nel giorno della festa Baisakhi.

Il raduno sfidava l'articolo della legge marziale che proibiva le riunioni di cinque o più persone in città. Il luogo del ritrovo, il Jalianwalla Bagh, era un parco circondato su tutti i lati da mura di mattoni e con una sola stretta apertura per l'accesso e l'uscita.

Le truppe inglesi erano guidati dal generale Dyer, che ordinò ai soldati di aprire il fuoco senza alcun preavviso, causando almeno 379 morti e oltre 1200 feriti (secondo altre stime morirono più di 1000 persone).

Bhagat Singh visita subito il luogo del massacro, che instilla in lui un profondo patriottismo e un forte odio verso gli inglesi. Nel 1920 partecipa al movimento di non cooperazione di Gandhi. Disilluso dalla filosofia di Gandhi della non-violenza, nel 1922 si uni al movimento rivoluzionario dei giovani (Young Revolutionary Movement). L'anno successivo, per evitare il matrimonio scappa di casa lasciando una lettera:

La mia vita è stata dedicata alla nobile causa, quella della libertà del Paese. Pertanto, non c'è riposo o desiderio del mondo che mi può attirare ora...

Lala Lajpat Rai e l'omicidio di Saunders[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928 il governo britannico istituisce una commissione per riferire sulla situazione politica in India. La commissione viene accolta con proteste a livello nazionale perché tutti i suoi membri sono inglesi. Il 30 ottobre 1928, quando la commissione visita Lahore, il politico Lala Lajpat Rai organizza una protesta non violenta contro la commissione, ma la polizia risponde con la violenza. Rai viene ferito e muore il 17 novembre 1928. Bhagat Singh decide di vendicarlo e si unisce all'Hindustan Socialist Republican Association (HSRA), pianificano insieme ad altri rivoluzionari l'assassinio del Sovrintendente della polizia Scott. Per errore Bhagat Singh e Rajguru sparano a Saunder, che è assistente di Scott. Si nascondono per due giorni e poi prendono il treno da Lahore a Bathinda. Per evitare il riconoscimento i due si tagliarono i capelli e la barba, e vestendo abiti occidentali, riescono a fuggire con successo.

In realtà Lala Lajpat Rai non era morto a causa degli scontri. Lala Lajpat Rai aveva ottenuto dai sikh americani 50 mila rupie da donare alle famiglie sikh colpite dagli attacchi inglesi. Lala accettò l'offerta, ma non la distribuì tra le famiglie in difficoltà, bensì aprì la propria stampa in cui iniziò perfino a scrivere articoli contro i sikh. Lala morì a causa di un infarto dopo che il capo dell'organizzazione dei sikh americani, Master Tara Singh gli chiese conto di questo suo comportamento. Dato che Lala non diede risposta, Tara Singh minacciò di portarlo davanti alla legge se non avesse restituito i soldi. Lala rimase molto spaventato da questa minaccia e morì d'infarto, ma i medici che lo avevano assistito invano fecero pubblicare che Lala era morto a causa della ferite durante la rivolta contro il governo britannico.

La bomba nella Central Legislative Assembly[modifica | modifica wikitesto]

Per combattere i rivoluzionari come Singh, il governo Britannico decide di fare una legge con la quale i poliziotti siano liberi di sparare. L'8 aprile 1929 Bhagat Singh e il suo amico Dutt decidono di lanciare bombe fumogene nella Central Legislative Assembly. Il loro obiettivo è di ottenere pubblicità e far svegliare gli Indiani contro gli Inglesi. Tutta la sala si riempie di fumo e del grido di Inquilab Zindabad (viva la rivoluzione); i due si fanno arrestare dicendo ci vuole un forte rumore per far udire i sordi. Le bombe vengono gettate lontano dalle persone e non sono abbastanza potenti per causare danni.

Il 15 aprile 1929 la polizia scopre la fabbrica di esplosivi che ha prodotto le bombe ed arresta alcuni membri dello HSRA, sette dei quali diventano informatori aiutando la polizia a collegare Singh, Rajguru e Suklhdev con l'omicidio di Saunder. Singh decide di usare la corte come strumento per rendere pubblica la causa per cui lotta: l'indipendenza dell'India.

Lo sciopero della fame in carcere[modifica | modifica wikitesto]

Bhagat Singh viene rinchiuso nel carcere di Delhi, dove nota la discriminazione tra prigionieri Indiani ed Europe; insieme ad alcuni prigionieri fa uno sciopero della fame per protestare contro questa illegalità. Egli chiede l'uguaglianza di cibo, dei vestiti, la disponibilità di libri e di giornali e che i prigionieri indiani non siano costretti a fare un lavoro manuale e poco dignitoso e salutare.

Il governo cerca di interrompere lo sciopero fornendo cibo di qualità e riempiendo le brocche d'acqua con latte, in modo che i prigionieri rimangano assetati, ma nessun prigioniero interrompe lo sciopero. Poi l'autorità utilizza i tubi l'alimentazione forzata, ma anche questo tentativo fallisce.

Poiché lo sciopero della fame ha guadagnato la popolarità e ha attirato l'attenzione della gente a livello nazionale, il governo decide di anticipare il processo per omicidio di Saunders. Il 13 settembre 1929, lo scioperante Das muore con la fame, mentre altri cinque interrompono lo sciopero. Bhagat Singh e Dutt continuano lo sciopero e lo terminano con successo dopo sessantacinque giorni.

Tribunale speciale ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

La prima pagina di The Tribune, che riporta l'esecuzione di Singh

Per accelerare il processo per l'omicidio di Saunders, viene creato un tribunale speciale composto da tre giudici. Il processo inizia il 5 maggio 1930 contro diciotto accusati, tre dei quali diventano testimoni. Il 7 ottobre 1930, il tribunale conclude il suo lavoro sulla base di tutte le prove. Bhagat Singh, Rajguru e Sukhdev sono condannati a morte per impiccagione, mentre altri 12 sono stati condannati al carcere a vita.

Bhagat Singh non teme di morire, infatti rifiuta di fare ricorso e di chiedere la grazia: desidera morire in modo da ispirare i giovani. Nella sua ultima lettera ha scritto: sono stato arrestato durante una guerra. Per me non ci può essere forca. Mettetemi nella bocca del canone e sparatemi.

Il 17 marzo 1931, il ministero dell'interno del Punjab anticipa l'impiccagione dal 24 al 23 marzo. Bhagat Singh, Rajguru e Sukhdev vengono informati poche ore prima dell'esecuzione, e vengono impiccati al 23 marzo 1931 alle 19:30 nel carcere di Lahore. a firmare l'atto di esecuzione è proprio Mahatma Ghandi.

L'autorità del carcere ha cremato in segreto i tre martiri e poi ha gettato le ceneri nel fiume Sutlej.

Per la prima volta le esecuzioni sono state eseguite di sera, con un anticipo di 11 ore e senza informare le famiglie degli accusati.

Il monumento in memoria di Sukhdev, Bhagat Singh e Rajguru a Hussainwala sulla riva del fiume Sutlej, ad 1 km dal confine India-Pakistan

La reazione all'esecuzione e la popolarità[modifica | modifica wikitesto]

L'esecuzione di Singh, Rajguru e Sukhdev è stata riportata ampiamente dalla stampa. I giovani hanno organizzato proteste contro il governo inglese. Quattro giorni dopo l'esecuzione, la fotografia di Bhagat Singh è venduta in quasi tutte le città Indiane e la sua popolarità supera anche a quella di Gandhi. Bhagat Singh è stato cremato sulla riva del fiume Sutlej, a solo 1 km dal confine India-Pakistan. Nel parlamento Indiano è stata installata una statua di Singh che è alta cinque metri. Sono stati inoltre costruiti vari musei in suo onore. Nel 1968 è stato emesso un francobollo in memoria di Bhagat Singh. Nel 2008 è stato nominato greatest Indian dalla famosa rivista India today.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Traduzione a cura di Gagan Josan da The Mysterious India

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