Beati monoculi in terra caecorum

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La locuzione latina Beati monoculi in terra caecorum (pronuncia: beàti monòculi in tèrra cecòrum) letteralmente significa: "Beati i monòcoli nel paese dei ciechi". Per "monòcolo" si può intendere sia "chi ha un occhio solo" sia, e forse meglio, "chi ci vede da un occhio solo (chi è cieco da un occhio)".

Origine e versioni[modifica | modifica wikitesto]

Il proverbio è d'origine medievale. In Toscana è tradotto, più liberamente, con la frase "nel paese dei ciechi, beato chi ha un occhio!" oppure "nel paese dei ciechi l'orbo è re". Altra traduzione, di probabile origine siciliana è "nel paese dei ciechi, chi ha un occhio solo è re". Di questo proverbio latino esiste anche un corrispondente in lingua sarda: "Ind una terra de tzurpos, chie est a un'ocru fachet de re" / "Ind una terra de tzurpus, chini est a un ogru fait de rei".

Il proverbio si cita per dire che in un gruppo di persone prive di una data capacità, anche chi la possiede in modo incompleto o insufficiente è dotato di una grande fortuna. Questa frase può avere una duplice interpretazione: in senso positivo, indicando come anche con poco si possa riuscire a emergere se gli altri sono indolenti oppure come si possano ottenere risultati utili dove è più facile ottenerli, e in senso negativo, per sminuire le presunte virtù di un individuo elogiato da chi non è competente.

La duplice interpretazione si può ricollegare a concetti simili espressi da vari autori. Gaio Giulio Cesare, mentre viaggiava tra i villaggi degli Elvezi, ebbe a dire: "Preferisco essere primo qui [un piccolissimo villaggio delle Alpi] che secondo a Roma."[1] Sebbene Roma fosse nella sua epoca la città più potente del mondo antico, e a confronto i villaggi alpini erano politicamente equivalenti ai ciechi, Cesare preferiva questi ultimi laddove poteva esercitarvi il suo potere e avere il primato grazie alle proprie competenze, piuttosto che fare da subalterno a Roma. Enzo Ferrari invece disse: "Il secondo è il primo dei perdenti." Anche se chi arriva secondo in una competizione ha sicuramente conseguito un risultato migliore di molti altri, e può essere visto come più abile dalla maggior parte degli altri partecipanti, il vero vincitore rimane un altro. In categorie sportive inferiori, anche un'automobile o un'atleta poco performanti possono primeggiare contro chi ha persino minori capacità e apparire meritevoli, così come in vita. [2]

The Country of the Blind[modifica | modifica wikitesto]

L'adagio medievale riecheggia anche nel titolo di un racconto dello scrittore britannico H. G. Wells, intitolato Il paese dei ciechi (1904), facente parte della raccolta di storie The Country of the Blind and Other Stories. Vi si descrive una inaccessibile valle andina abitata soltanto da ciechi. Un viaggiatore sperduto che vi si imbatte pensa di diventarne il re sfruttando il vantaggio della propria vista, ma si dovrà presto ricredere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 15. ISBN 978-88-04-47133-2.
  2. ^ http://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2014/09/02/news/il_secondo_il_primo_dei_perdenti-94873339/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]