Battaglia dell'Aia

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Battaglia dell'Aia
German PLane Destroyed.jpg
Junkers Ju 52 tedesco distrutto presso Valkenburg
Data 10 maggio 1940
Luogo L'Aia, Paesi Bassi
Esito Vittoria tattica olandese[1][2][3]
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
11 100 soldati 2 squadre di auto blindata 3 000 paracadutisti
Perdite
515 morti 134 - 400 morti
700 feriti
1 745 prigionieri
125 aerei da trasporto distrutti
47 aerei da trasporto danneggiati[4]
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La battaglia dell'Aia fu il primo assalto paracadutista della storia a subire l'opposizione delle forze avversaria, cosa che non avvenne durante la Campagna di Norvegia. Lo scontro avvenne il 10 maggio 1940 come parte dell'invasione tedesca dei Paesi Bassi, nel quale si scontrarono l'Esercito regio olandese e le unità Fallschirmjäger della Luftwaffe. I paracadutisti tedeschi si lanciarono sopra L'Aia e l'area circostante, nel tentativo di catturare la città e gli aeroporti. Dopo aver preso la città, il piano prevedeva di catturare la regina Guglielmina per portare alla resa l'intero paese in un solo giorno. Il piano fallì e i tedeschi persero anche il controllo dei campi d'aviazione dopo il contrattacco olandese. Il grosso delle truppe sopravvissute di von Sponeck ripiegarono nelle vicine dune dove furono continuamente perseguiti e vessati dalle truppe olandesi finché il comando supremo olandese non si arrese cinque giorni dopo, a causa delle sconfitte sugli altri fronti.[5]

Il piano tedesco[modifica | modifica wikitesto]

I tedeschi pianificarono di cogliere di sorpresa gli olandesi, mettendoli fuori gioco e potendo così isolare il comando dell'esercito olandese.[6] Il loro intento era di volare sopra i Paesi Bassi in direzione nord-ovest per far credere agli olandesi di puntare verso il Regno Unito. I paracadutisti tedeschi si sarebbero lanciati invece sui campi d'aviazione di Ypenburg, Ockenburg e Valkenburg, per indebolire il nemico prima di attaccare L'Aia. I tedeschi si aspettavano che in questo modo la regina e il comandante in capo delle forze olandesi, Henri Winkelman, avrebbero deciso di arrendersi. Tuttavia, se gli olandesi non si fossero arresi, i tedeschi avrebbero preso possesso delle principali vie di comunicazione della città per soffocare i successivi contrattacchi.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco tedesco[modifica | modifica wikitesto]

All'alba del 10 maggio, i tedeschi attuarono il piano ma i cittadini de L'Aia non credettero che gli aerei si stessero dirigendo verso l'Inghilterra e si allarmarono.[7] Circa alle ore 06:00, i tedeschi bombardarono il campo d'aviazione di Ypenburg. Subito dopo, gli aerei da trasporto lanciarono i paracadutisti in diverse ondate sul campo e attorno ad esso mentre gli olandesi inflissero perdite con il fuoco di mitragliatrici. Molti aerei atterrarono e furono danneggiati o distrutti, bloccando ulteriori atterraggi. I paracadutisti attaccarono ed occuparono l'edificio principale della base, issando la bandiera tedesca in segno della vittoria. Nonostante ciò, gli olandesi riuscirono ad impedire che i tedeschi avanzassero verso L'Aia.

Nel frattempo, i paracadutisti tedeschi si lanciarono sulla pista a Ockenburg. I difensori di Ockenburg non riuscirono a fermare i tedeschi ma guadagnarono tempo sufficiente perché giungessero le unità di fanteria olandesi che impedirono ai tedeschi di avanzare verso L'Aia. Gli olandesi in seguito bombardarono il campo poiché i tedeschi lo stavano usando per far atterrare altre truppe.

L'aeroporto di Valkenburg era costruito parzialmente. Come con Ypenburg, le truppe tedesche bombardarono il campo prima di far atterrare i paracadutisti, infliggendo pesanti perdite agli olandesi. Anche se le seguenti ondate di paracadutisti subirono gravi perdite, i difensori non furono in grado di impedire ai tedeschi di prendere il campo d'aviazione. Tuttavia, essendo ancora in fase di costruzione, i tedeschi non poterono trasportarvi truppe. Molti aerei atterrarono nelle spiagge vicine e furono distrutti dagli aerei olandesi e un cacciatorpediniere della Marina Olandese. In seguito a diversi scontri, le truppe tedesche occuparono il paese di Valkenburg oltre ai ponti e gli edifici a Katwijk, lungo il fiume Oude Rijn.

Il contrattacco olandese[modifica | modifica wikitesto]

Anche se le truppe tedesche riuscirono a catturare i tre campi d'aviazione, non riuscirono a prendere L'Aia e costringere gli olandesi ad arrendersi. Come previsto, l'Esercito Olandese lanciò un contrattacco diverse ore dopo.[7]

Il contrattacco tedesco a Ypenburg

Il contrattacco cominciò da Ypenburg. Inferiori di numero e con scarse munizioni prese ai tedeschi, la Guardia Granatieri d'Olanda combatte conquistando delle posizioni da cui attaccare con l'artiglieria il campo d'aviazione, infliggendo pesanti danni. A causa di questo attacco, i tedeschi furono costretti ad evacuare gli edifici in fiamme, perdendo le loro migliori postazioni di difesa. Gli olandesi riuscirono ad avanzare fino al campo d'aviazione e negli scontri che seguirono, diversi tedeschi dovettero arrendersi.

L'aeroporto di Ockenburg venne bombardato dagli olandesi e loro truppe assaltarono le piste d'atterraggio. Le forze tedesche furono costrette a ritirarsi e diversi di loro furono catturati. Tuttavia, alcuni soldati tedeschi si rifugiarono nei boschi vicini e riuscirono a difendersi dal nemico. Agli olandesi venne poi ordinato di ripiegare su Loosduinen mentre i tedeschi si diressero verso Rotterdam.

Avendo fortificato Leiden e Wassenaar, gli olandesi ripresero possesso del ponte strategico vicino Valkenburg. Quando giunsero i rinforzi, cominciarono ad attaccare i tedeschi sulla pianura quando giunsero i bombardieri olandesi per colpire gli aerei da trasporto tedeschi. Mentre i tedeschi preparavano le difese, furono costretti ad evacuare sotto un pesante fuoco olandese. Vi furono diversi scontri casa per casa a Valkenburg, tra tedeschi e olandesi, questi ultimi con il supporto dell'artiglieria posizionata a Oegstgeest che danneggiò gravemente il paese.

Alla fine del 10 maggio, le forze olandesi avevano ripreso il controllo dei campi d'aviazione ma questa vittoria tattica fu breve poiché il bombardamento di Rotterdam del 14 maggio convinse gli olandesi ad arrendersi.

Le vittime[modifica | modifica wikitesto]

Gli olandesi ebbero 515 vittime. Le perdite della Germania furono 134, per i tedeschi,[8] mentre per gli olandesi furono circa 400. Il numero di feriti, dispersi e prigionieri non è noto con certezza,[9][10] ma le fonti olandese stimano questo numero a 700 tedeschi feriti e 1 745 prigionieri; il numero di prigionieri però non è confermato dai tedeschi poiché circa metà di loro furono liberati con la resa olandese.[9][11] I tedeschi persero inoltre 182 aerei da trasporto, inclusi 47 danneggiati. Molti di essi erano dei Junkers Ju 52.[4]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'effetto principale della battaglia fu inaspettato: le perdite elevate di trasporti aerei. Secondo lo storico militare tenente colonnello E. H. Brongers, queste perdite ebbero un effetto diretto nell'intento di invadere il Regno Unito.[6] Inoltre, Brongers mentiona l'impatto di queste perdite durante l'invasione di Creta. Poiché i tedeschi non avevano sufficienti aerei per far atterrare le truppe, dovettero lanciare i paracadutisti a gruppi, causando pesanti perdite. Le conclusioni di Brongers sono supportate dallo storico militare colonnello Adriaan Hakkert.

Le restanti forze tedesche fuggite dai campi d'aviazione si dispersero nell'area circostante. Von Sponeck ricevette l'ordine di procedere verso Rotterdam e contribuire alla battaglia per la città. Dei suoi uomini, 1 600 furono catturati, di cui 1 200 furono mandati in Inghilterra. Durante il cammino verso Rotterdam, von Sponeck e i suoi evitarono diverse trappole olandesi ma dovettero trincerarsi con 1 100 uomini per evitare un'umiliante resa, prima del bombardamento finale su Rotterdam che, secondo alcune fonti, fu ordinato personalmente da Hermann Göring per salvare von Sponeck.[7] A causa del fallimento della campagna in Olanda, Hitler perse interesse nella "nuova arma" che erano le truppe aviotrasportate e difatti queste truppe furono impiegato solo a Creta nel 1941. Un gruppo di paracadutisti tedeschi riuscì a respingere gli attacchi nemici a Valkenburg fino alla resa olandese.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Battle for the Hague 1940: The First Great Airborne Operation in History, ISBN 90-5911-307-1.
  2. ^ (NO) Mei 1940 – De verloren overwinning (de slag om Den Haag), filmdoc.nl.
  3. ^ (NL) De Slag Om De Residentie, ISBN 90-5911-138-9.
  4. ^ a b c E.R Hooton 2007 Vol. 2, p. 50.
  5. ^ (NL) Go2War article on airborne landings in Fortress Holland, go2war2.nl.
  6. ^ a b (NL) The Battle for The Hague, 1940, waroverholland.nl.
  7. ^ a b c (EN) May, 1940: The Dutch Struggle, waroverholland.nl.
  8. ^ (DE) Lista delle perdite tedesche, historic.de.
  9. ^ a b (DE) Prima fonte tedesca, historic.de.
  10. ^ (DE) Seconda fonte tedesca, historic.de.
  11. ^ (NL) L'articolo riporta che 800 tedeschi prigionieri furono condotti in Inghilterra prima della resa olandese, go2war2.nl.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) E. H. Brongers, The Battle for the Hague 1940, Uitgeverij Aspekt BV, 2004, ISBN 90-5911-307-1.
  • (NL) D. Harff; P. Harff, Valkenburg mei 1940, de strijd om het vliegveld en het dorp, P.E. Harff, 2012, ISBN 978-90-816707-0-8.
  • (EN) E. R. Hooton, Luftwaffe at War; Blitzkrieg in the West, Volume 2, Londra, Chervron/Ian Allen, 2007, ISBN 978-1-85780-272-6.
  • (EN) E. R. Hooton, The Luftwaffe: A Study in Air Power, 1933-1945, Londra, Arms & Armour Press, 2010, ISBN 978-1-906537-18-0.