Bastei

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Ponte sul Bastei

Il Bastei è una formazione rocciosa alta 194 metri che domina il fiume Elba nei pressi delle montagne di sabbia dell'Elba della Germania. Situate ad un'altitudine di 305 metri sul livello del mare, le rocce frastagliate del Bastei sono state formate dall'erosione dell'acqua più di un milione di anni fa. Esse sono situate vicino a Rathen, non lontano da Pirna, a sud-est delle città di Dresda.

Costituisce il più celebre punto panoramico del parco nazionale della Svizzera sassone. Sono anche parte di una zona conosciuta per l'arrampicata e l'escursionismo che si estende oltre i confini tedeschi verso la Svizzera boema, nella Repubblica ceca.

Il Bastei è un'attrazione turistica fin dal XIX secolo: nel 1824 venne costruito un ponte di legno per unire alcune delle rocce per la visita dei turisti. Tale ponte fu poi sostituito nel 1851 dall'attuale Basteibrücke costruito in pietra. La formazione rocciosa e il panorama hanno ispirato molti artisti famosi, tra cui Caspar David Friedrich ("Felsenschlucht")

La città termale di Rathen è la base principale per la visita al Bastei; la città può essere raggiunta da Dresda con il battello sul fiume Elba.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte di legno sul Bastei (1826)
Lapide su una roccia nei pressi del ponte sul Bastei
Il Bastei nel 1900 circa
Vista su fiume Elba e rocce Wartturm

Il nome stesso di Bastei (in italiano: "bastione") indica l'inclusione delle ripide rocce torreggianti nel vecchio anello difensivo attorno al castello di Neurathen.

Nel 1592 la roccia viene menzionata per la prima volta come "Pastey" da Matthias Oeder nel corso della prima visita di Stato da parte dell'elettorato di Sassonia. Dato che la regione della Svizzera sassone era stata esplorata e in seguito sviluppata per il turismo, le rocce del Bastei divennero una delle sue prime attrazioni turistiche. Il punto di osservazione fu descritto dalla letteratura di viaggio nel 1798 in una pubblicazione di Christian August Gottlob Eberhard. Una delle prime guide turistiche fu Carl Heinrich Nicolai, che nel 1801 scrisse: "Che profondità di sentimento si riversa nell'anima! Si può stare qui per un lungo periodo di tempo senza essere finito con essa (...) è così difficile di tirarvi fuori da questo luogo".

All'inizio, il Bastei era relativamente facile accessibile da Wehlen e Lohmen. Numerosi artisti raggiunsero il Bastei tramite il cosiddetto "sentiero del pittore" (Malerweg). Caspar David Friedrich dipinse il suo famoso quadro "Rocce nelle montagne di arenaria dell'Elba (Felsenpartie im Elbsandsteingebirge). Anche Ludwig Richter abbozzò il Bastei. Da Rathen, invece, l'accesso era più difficoltoso, ma nel 1814 venne realizzata una scalinata con 487 gradini per collegare la valle Wehlgrund con la Vogeltelle fino alle rocce.

Durante la pentecoste del 1812, un macellaio di Lohmen butcher, di nome Pietzsch, iniziato i primi servizi di catering per i visitatori del Bastei. Da due semplici capanne (distrutte da un incendio nel 1819) in cui vendeva pane, burro, birra, brandy, caffè e latte, aprì due anni più tardi una cucina e una cantina, costruite sotto una delle sporgenze di roccia, e il belvedere venne dotato di una ringhiera. Nel mese di febbraio 1816, fu concessa a Pietzsch una licenza per la vendita di alcolici[1].

Lo sviluppo turistico del Bastei divenne significativo a partire dal 1826, quando venne costruita una locanda ove era possibile il pernottamento, su progetto di Gottlob Friedrich Thormeyer; le vecchie capanne di legno invece furono utilizzate come alloggio per le guide turistiche.

Il primo ponte, chiamato Basteibrücke, fu costruito in legno tra le profonde fenditure della Mardertelle, collegando le rocce esterne del Bastei con le rocce chiamate Steinschleuder e Neurathener Felsentor. A causa del costante aumento di visitatori, nel 1851 il ponte di legno fu sostituito da un ponte in pietra con sette arcate, lungo 76,5 metri, che sovrasta un burrone profondo 40 metri.

Alla fine del XIX secolo, il Bastei divenne l'attrazione principale della Svizzera sassone. La locanda esistente venne completamente ristrutturata ed ampliata nel 1893-1894. Un acquedotto principale ad alta pressione fu posto nel 1895 e una linea telefonica nel 1897. Intorno al 1900, furono approntati dei progetti per la costruzione di una ferrovia a cremagliera dalla valle dell'Elba al Bastei, ma senza esito; tuttavia la forra sud-occidentale del Bastei è conosciuta come Eisenbahngründel ("Valle della piccola ferrovia"). All'inizio del XX secolo, la strada per il Bastei è stata allargata per agrevolare la crescente motorizzazione.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il numero di visitatori è rapidamente aumentato di nuovo, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi, tanto che il Bastei è diventato un luogo di turismo di massa. Tra il 1975 e il 1979 l'antica locanda è stata rimpiazzata da un edificio più grande, e successivamente da un albergo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Bastei
L'albergo Schweizerhaus del Bastei

Il Bastei è uno dei punti panoramici più importanti in Svizzera sassone. Nel 1819 August von Goethe esaltava il panorama: "Qui, da dove si vede fino al fiume Elba dalle rocce più aspre, dove una breve distanza separa le falesie del Lilienstein, Königstein e Pffafenstein stanno scenicamente insieme e l'occhio prende in un vista spaziata che non può essere descritta a parole"[1]. Il Bastei ha ancora oggi il più alto numero di visitatori di tutti i punti panoramici in Svizzera Sassone.

Oltre alla vista panoramica, ci sono altri punti di interesse. Presso il pinnacolo roccioso chiamato Jahrhundertturm, sul ponte, sono poste alcune lapidi commemorative della prima citazione del Bastei nella letteratura di viaggio (1797) oltre che in memoria di Wilhelm Lebrecht Götzinger e Carl Heinrich Nicolai, che con la descrizione dei loro viaggi ed altre opere, sono considerati i pionieri del turismo nella Svizzera sassone. Un'altra lapide ricorda il fotografo di corte della Sossonia, Hermann Krone, che fu il primo a realizzare una fotografia paesaggistica in Germania nel 1853, proprio dal ponte sul Bastei. Dal Ferdinandstein, parte delle torri rocciose del Wehltürme, c'è una famosa veduta del ponte Bastei: la si raggiunge reamite un sentiero che parte dalla strada per il ponte medesimo. Un'altra formazione rocciosa ben conosciuta in vicinanza al Bastei è la Wartturm, che nel 2000 è in parte crollata.

Il castello di Neurathen, il più grande castello roccioso della Svizzera sassone, può essere raggiunto dal Bastei, attraversndone il ponte. Le rovine del castello, in parte nascoste dalla vegetazione, sono costituite da camere scavate nella roccia; una cisterna e alcuni proiettili di pietra per catapulta o fioda possono essere osservati lungo un libero percorso semicircolare. Una replica di una catapulta è stata installata nei pressi del castello nel 1986, mentre sono visibili anche alcuni reperti (ceramiche), provenienti da scavi. La salita da Rathen al Bastei costeggia un museo a cielo aperto dedicato all'insediamento slavico nella regione e passo oltre al sentiro conduce al teatro all'aperto di Rathen (Felsenbühne Rathen).

Altro famoso punto panoramico dell'area è la fortezza di Königstein.

Il sentiero di montagna EisenachBudapest passa per il Bastei.

Conservazione della natura[modifica | modifica wikitesto]

Già all'inizio del XX secolo, i naturalisti sollecitarono la tutela del paesaggio unico intorno al Bastei. I piani per la costruzione di una ferrovia di montagna furono così fermati. Nel 1938 il Bastei è diventato la prima area protetta nelle montagne di arenaria dell'Elba. Oggi fa parte della zona centrale del Parco nazionale della Svizzera sassone, in cui si applicano severe norme di conservazione.

Elbe viewed from Bastei.jpg
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Vista del fiume Elba dal Bastei

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gotthold Sobe, Die Reise August von Goethes 1819 in die Sächsische Schweiz, in Sächsische Heimatblätter 16, 1970, p. 42.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred Meiche: Historisch-Topographische Beschreibung der Amtshauptmannschaft Pirna. Verlag Buchdruckerei von Baensch-Stiftung, Dresden 1927
  • Richard Vogel, Dieter Beeger: Gebiet Königstein - Sächsische Schweiz. Reihe Werte unserer Heimat Bd. 1, Akademie-Verlag, Berlin 1985

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