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Basilica dei Santi Paolino e Donato

Coordinate: 43°50′33.79″N 10°29′59.82″E
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Basilica dei Santi Paolino e Donato
Facciata
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneToscana
LocalitàLucca
Coordinate43°50′33.79″N 10°29′59.82″E
Religionecattolica di rito romano
TitolareSanti Paolino e Donato
Arcidiocesi Lucca
Stile architettonicoRinascimentale
Inizio costruzioneXVI secolo

La basilica dei Santi Paolino e Donato (nota anche semplicemente col nome di basilica di San Paolino) è una chiesa di Lucca che si trova in via San Paolino. Ha la dignità di basilica minore[1].

Storia e descrizione

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È l'unica chiesa compiutamente rinascimentale di Lucca, dedicata a San Paolino di Antiochia. Costui fu il primo vescovo di Lucca, inviato da San Pietro nel 46 d.C. ad evangelizzare questi territori, per poi essere martirizzato sotto Domizio Enobardo Nerone imperatore[2], divenuto successivamente patrono della città e dell'arcidiocesi.

Il culto di San Paolino trae origine dai ritrovamenti dei suoi resti ossei, avvenuto nel 1261 nel cimitero sotterraneo[3], presso la chiesa paleocristiana di San Giorgio[2]. L’edificio chiesastico fu ricostruito nell'XI secolo per essere dedicato ai santi Paolino e Antonio e nuovamente ricostruito nel XIV secolo. La chiesa fu definitivamente ricostruita a partire dal 1516[4], sulla base di disegno che aveva fatto Baccio da Montelupo, per essere poi completata da Bastiano Bertolani da Brancoli nel 1536 e consacrata ai santi Paolino e Donato[2].

L’agile ed armoniosa facciata[4] a tre ordini sovrapposti caratterizzati da modanature, cornici e lesene poco aggettanti, si impone per il suo accentuato verticalismo e per l'esteso utilizzo del marmo bianco.

L’impianto planimetrico a croce latina ad aula unica, con modanature di ordine dorico, con volta a botte e cappelle lungo i lati, ospita undici altari. La spaziosa crociera[4] si allunga nei bracci del transetto che emergono appena rispetto alle dimensioni dell'aula. La copertura a cupola non ha, rispetto alle altre, particolare rilevanza in altezza, contribuendo a creare un ambiente spazialmente determinato[5].

Risparmiata dalle soppressioni napoleoniche, la chiesa conserva in larga parte il suo arredo originale di dipinti e sculture. Al terzo altare destro, in una teca, è conservata la statua lignea di Sant'Ansano di Francesco di Valdambrino, datata MCCCCXI (...), data frammentaria letta di solito come 1414, e realizzata per la chiesa di Santa Maria Filicorbi detta anche di sant'Ansano in quanto sede della congregazione omonima. La figura mostra un vivace naturalismo sia nella gestualità che nella caratterizzazione fisiognomica, tipico dello scultore, ma anche una chiara coscienza spaziale e volumetrica derivata dalla cultura fiorentina, unita ad un'eleganza ancora gotica propria di influenza ghibertiana[6]. La cappella seguente presenta invece all'altare la tela con il Miracolo di san Teodoro di Pietro Testa.

L'altare della cappella del transetto destro reca un Crocifisso ligneo trecentesco di cultura tedesca o nordica, mentre alla parete sinistra è collocata una tavola con il Seppellimento dei santi Paolino, Severo, Tebaldo e Luca, forse in origine fronte di una cassa-reliquiario, attribuita prevalentemente ad Angelo Puccinelli e variamente datata, ma presumibilmente risalente al 1369, quando l'urna di san Paolino fu aperta a seguito della riconquista della libertà dopo il periodo di sottomissione pisana[7].

La nicchia a destra del presbiterio è aperta in una nicchia che contiene una statua lignea raffigurante un Angelo annunziante, databile all'inizio del Quattrocento ed attribuita al cosiddetto Maestro dI Partigliano, di cui non si conosce la compagna rappresentante la Vergine annunciata[8].

Il presbiterio è completamente affresato secondo il gusto barocco con la Gloria di san Paolino nella volta e con le Storie della vita di s. Paolino raffigurate nei riquadri alle pareti: la parte superiore è opera di Stefano Cassiani, detto il certosino, che le dipinse intorno al 1680, mentre gli affreschi nella parte inferiore furono eseguiti da Filippo Gherardi intorno al 1690[9].

Nel pilastro a sinistra del presbiterio una nicchia accoglie una statua lignea trecentesca di San Paolino realizzata, per la tipologia e lo stile largo e allo stesso tempo calligrafico, in ambito tedesco, forse renano. La figura, in origine raffigurante solo un vescovo, venne trasformata, in data imprecisata, in quella di Paolino con l'aggiunta del modellino della città di Lucca che tiene in mano[10].

All'altare della cappella a sinistra della maggiore si trova la tavola rappresentante l'Incoronazione della Vergine e santi con i santi Paolino e Sebastiano che intercedono per Lucca, dipinta da Baldassarre di Biagio intorno al 1460. Il dipinto del pittore di origine fiorentina mostra riferimenti all'aspro realismo di Borghese di Piero Borghese, forse suo maestro, ai modelli di Filippo Lippi uniti ad un certo fiamminghismo. Interessante, al centro in basso, la veduta di Lucca irta di torri rosa (di cotto) e, al centro, la Porta occidentalis, oggi Porta San Donato.[11].

Galleria d'immagini

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  1. (EN) Catholic.org Basilicas in Italy, su gcatholic.org.
  2. 1 2 3 Bellato F., p. 9.
  3. Mazzarosa A., p. 88.
  4. 1 2 3 Lazzareschi E. e Pardi F., p. 129.
  5. web.rete.toscana.it.
  6. Gabriele Donati, Lucca al tempo di Paolo Guinigi, Lucca 2007, pagg. 47 - 48.
  7. Gabriele Donati, cit., Lucca 2007, pagg. 84 - 85.
  8. Gabriele Donati, cit., Lucca 2007, pagg. 86 - 87.
  9. R. Enggass, Coli, Giovanni, in Dizionario biografico degli Italiani, XXVI, Roma 1982, pagg. 744-746.
  10. Gabriele Donati, cit., Lucca 2007, pagg. 85 - 86.
  11. Everett Fahy, Baldassarre di Biagio, Incoronazione della Vergine coi santi Paolino e Sebastiano che intercedono per Lucca, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pp. 312 - 314.
  • Bellato F., La chiesa collegiata dei Santi Paolino e Donato in Lucca, Lucca, Edizioni Chiesa dei Santi Paolino e Donato, 2000, SBN LUA0116222.
  • Mazzarosa A., Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del ducato, Lucca, Tipografia di Giuseppe Giusti, 1843, SBN SBL0060658.
  • Lazzareschi E. e Pardi F., Lucca nella storia, nell’arte e nell’industria, Lucca, Unione Fascista Industriali della Provincia di Lucca, 1941, SBN CUB0361935.

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