Bagni di Masino

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Bagni di Masino
frazione
Bagni di Masino – Veduta
Bagni di Masino (1869)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
ComuneVal Masino
Territorio
Coordinate46°14′39.56″N 9°35′46.3″E / 46.244323°N 9.596195°E46.244323; 9.596195 (Bagni di Masino)Coordinate: 46°14′39.56″N 9°35′46.3″E / 46.244323°N 9.596195°E46.244323; 9.596195 (Bagni di Masino)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagni di Masino
Bagni di Masino

Bagni di Màsino (o Bagni del Màsino) è una frazione del comune di Val Masino, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime informazioni documentate sui Bagni di Masino risalgono al XV secolo. In una lettera del 1462 del Podestà di Morbegno al Duca di Milano Francesco Sforza si segnalava la presenza di un bagno che sfruttava le acque «scaturenti in Val Màsino, tra le alpine valli bellissima, acque salutari per ogni languore»[1].

All'inizio del XVI secolo i Bagni sono citati da Matteo Bandello nelle sue Novelle. Nella lettera che precede la XXIII novella ricorda che in estate si recava spesso in «Valtellina a goder que' freschi di Caspano e di Bagni di Màsino»[2]. Nella lettera che precede la XLIII novella racconta che «mentre che i caldi duravano ...un giorno andato ai Bagni del Màsino per via di diporto, vi ritrovai molti gentiluomini milanesi e comaschi»[3].

Nel 1545 venne pubblicata a Venezia la prima opera medica dedicata ai Bagni. L'autore, il medico Pietro Paolo Paravicini, metteva in evidenza la presenza di un albergo sebbene «rozzo e disadorno» e di «casette di legno» dove riposavano gli ospiti. L'opera descriveva la composizione chimica dell'acqua e le diverse applicazioni per curare le malattie cutanee, le emicranie, i mali d'occhi, i mali di fegato, l'artrite e tante altre malattie[4].

Giovanni Guler von Weineck, governatore (1587-1588) della valle per la Repubblica delle Tre Leghe, nella sua opera Raetia (1616) dedicò uno spazio importante ai Bagni. Secondo Guler l'acqua «raccolta dentro la roccia e, guidata attraverso ad alcuni tubi, perviene a due diverse vasche da bagno, belle e spaziose; l'una destinata agli uomini e l'altra alle donne». Accanto sorgeva un piccolo albergo provvisto di alcune camere e stufe. Il Guler metteva in evidenza soprattutto le virtù dell'acqua che era utilizzata come bevanda, per i bagni e per le docce.[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Battista Leoni, Alcune notizie intorno alle acque termali della Val Màsino dal V secolo alla fine del XVII secolo, in Valtellina e Valchiavenna, nº 7, luglio 1957, p. 18.
  2. ^ Matteo Bandello, Novelle (PDF), p. 323.
  3. ^ Matteo Bandello, Novelle (PDF), p. 1738.
  4. ^ G.B. Orsini, Delle Terme di Masino. Appunti storici (PDF), in La Provincia di Sondrio, luglio e agosto 1919.
  5. ^ Giovanni Guler Von Weineck, Raetia, traduzione di G. R. Orsini, Milano, 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Club Alpino Italiano, sezione valtellinese, Guida alla Valtellina ed alle sue acque minerali, Sondrio, 1884.
  • Pierluigi Patriarca, Storia della medicina e della sanità in Valtellina, Sondrio, 1998.
  • Giovanni Guler Von Weineck, Raetia, traduzione di G. R. Orsini, Milano, 2011..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]