Armellina


Armellina, o più raramente usato al plurale armelline, è il seme all'interno del nocciolo dell'albicocca e della pesca. Solo le armelline di albicocca vengono usate in gastronomia per il loro sapore amarognolo.[1]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il suo nome deriva dai dialetti veneti (in veneziano armellino significa ‘albicocca’[2]) per tramite del greco,[3] poiché l'albero da frutto è tipico dell'Armenia. Il nome popolare ha ispirato anche Linneo nell'assegnare il nome scientifico dell'albero, Prunus armeniaca.
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Le armelline hanno usualmente un retrogusto gradevolmente amarognolo e vengono usate in pasticceria come essenza, come ingrediente negli amaretti,[4] in sciroppi o liquori e in generale in abbinamento alle mandorle dolci per renderne più interessante il gusto.
Tuttavia il loro consumo viene limitato ad un uso aromatico poiché, come le foglie e i fiori dell'albicocco, contengono amigdalina che per idrolisi forma acido cianidrico che, ad alte dosi, risulterebbe altamente tossico. Sebbene nel tessuto delle piante questa sostanza sia presente in percentuali molto basse e non pericolose, le armelline vanno mangiate con parsimonia ed è sconsigliabile farle mangiare ai bambini.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Armellina, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 31 ottobre 2023.
- ↑ Armellino, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 31 ottobre 2023.
- ↑ Dioscoride (I, 160) chiamava ἀρμενιακός (armeniakós) il frutto dell'albicocco
- ↑ Gli amaretti, su cibo360.it. URL consultato il 07/04/2014.
- ↑ Mandorlo, su erbeofficinali.org. URL consultato il 07/04/2014.
Altri progetti
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