Annalaura di Luggo

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Annalaura di Luggo (Napoli, 1970) è un'artista, pittrice e fotografa italiana.

Presente alla 58.ma Biennale di Venezia[1] (padiglione della Repubblica Dominicana), è la protagonista del docufilm di Bruno Colella Napoli Eden[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nata e lavora a Napoli. L'artista mette al centro della sua ricerca artistica l’occhio come simbolo di identità e unicità umana e brevetta una macchina fotografica capace di ritrarre l’iride in maniera gigantografica per iniziare un viaggio alla scoperta del mistero della vita e della creazione[3]. La prima personale è del 2015 con "Occh-IO" all’Expo di Milano[3] un progetto di fotografia performativa in cui l'artista fotografa l’iride come simbolo di identità ed unicità di ogni essere umano. Dalle star di Hollywood come Antonio Banderas, Jeremy Irons, Mira Sorvino alle categorie più abbandonate come i carcerati o i non vedenti. Altre esposizioni si sono tenute a Miami, Monte Carlo e New York[4].

Nelle sue opere ha affrontato diversi temi, tra cui l’incarcerazione con “Never Give Up”[5]; le tematiche del mondo marino con “Sea Visions/7 punti di vista”; i diritti umani con “Human Rights Vision”[6] per la Fondazione Kennedy; la rinascita e la redenzione con “Genesis”, in occasione della partecipazione alla 58. Biennale di Venezia e la cecità con “Blind Vision”.

Blind Vision[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera Blind Vision si concentra sul senso della vista, fotografando le iridi di un gruppo di 20 persone parzialmente o completamente cieche ed è stata mostrata al Basel Art Fair di New York, a Cortina d’Ampezzo[7], a Napoli, alle Nazioni Unite[8][9] e al Consolato Italiano di New York[10]. È in esposizione permanente a Napoli al Museo Colosimo.

Napoli Eden[modifica | modifica wikitesto]

Con il patrocinio del comune di Napoli e il supporto del CIAL[11] di Milano nel 2019 realizza “Napoli Eden”[12], un progetto artistico che mette al centro le questioni ambientali sul riciclo e l’eco-sostenibilità in cui sono state poste in quattro luoghi iconici della città di Napoli (Piazza Municipio, Galleria Umberto I, Largo Baracche, Largo Santa Caterina) quattro opere di dimensione monumentale (Pyramid, Harmonia, Triunphus e Geminus[13]), realizzate “con strumenti ordinari nei materiali e nella tecnica, portati alla vitalità artistica e sottratti al destino di morte in discarica o magazzino"[14].

Le opere di Napoli Eden sono interamente in alluminio riciclato, simbolo dell’economia circolare nella logica del recupero e della trasformazione della materia, e alla loro creazione ha contribuito un gruppo di ragazzi dei Quartieri Spagnoli, coinvolti in particolare dall’artista nella costruzione di Pyramid, un albero di 10 metri costituito da una cascata di filamenti in alluminio riciclato[12]. Lo stesso materiale è stato anche trasformato in splendidi abiti scultura realizzati in collaborazione con gli studenti dell’accademia delle Belle Arti di Roma coordinati dall’artista e da Graziella Pera[15].

Questo progetto ha ispirato la creazione del documentario Napoli Eden [16], diretto da Bruno Colella con le musiche di Eugenio Bennato, la fotografia di Blasco Giurato, la consulenza creativa di Stanley Isaacs e la consulenza marketing di Greg Ferris. Napoli Eden è stato presentato in anteprima a Roma all’Arena Adriano Studios[17], al Cinema Citylife anteo di Milano[18] e all'arena Spartacus[19]. Uscirà nelle sale nel 2021.

Napoli Eden è stato classificato come film d’essai[20] ed ha vinto vari premi a festival internazionali[21] tra cui: Impact DOCS Awards California; Hollywood Gold Awards 2020; L’Age d’Or International Arthouse Film Festival 2020; Venice Film Awards 2020. Napoli Eden ha superato la selezione d’ingresso al concorso degli Academy Awards[22] ed è entrato nella lista delle opere in corsa alla nomination per la 93ª edizione degli Oscar come miglior “Feature Documentary”.[23]

Produzioni e mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • "Genesis", esposta a La Biennale di Venezia 2019.
  • "Napoli Eden", installazioni multimediali esposte in pubblica piazza a Napoli.
  • "Blind Vision", opera multimediale e documentaristica sulla cecità.
  • "Never Give Up", installazione permanente nel Museo Carcerario Minorile di Nisida.
  • "Occh-IO/Eye/I", progetto di fotografia performativa.
  • "Human Rights Vision", mostra al Palazzo Vecchio di Firenze sui diritti umani.
  • "Sea Vision", sette installazioni al Salone Nautico Internazionale di Genova.
  • "Un occhio contro la progeria"[24]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli Eden (lungometraggio - 2020) di Bruno Colella;
  • Blind Vision (documentario - 2017) di Nanni Zedda;
  • Never Give Up (cortometraggio - 2016) di Pierluigi Ferrandini;
  • Giving Back generation, tv series per Tatatu[25]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 2019 - “Genesis”, 58°ma Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Padiglione Repubblica Dominicana catalogo a cura di Francesco Gallo Mazzeo, Edizioni JUS Museum/Giannini Editore, Napoli.
  • 2019 - “Napoli Eden”, catalogo a cura di Francesco Gallo Mazzeo, Edizioni JUS Museum/Giannini Editore, Napoli.
  • 2017 - “Blind Vision” catalogo a cura di Raisa Clavijo, Edizioni Artium Publishing, Miami.

Critica internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Annalaura di Luggo ha ricevuto recensioni da critici letterari a livello internazionale quali Paul Laster[26], Paco Barragan[27] e Timothy Hadfield[28].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biennale di Venezia, l'artista napoletana Annalaura Di Luggo partecipa con "Genesis", su la Repubblica, 9 maggio 2019. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 maggio 2019).
  2. ^ MYmovies.it, Napoli Eden, su MYmovies.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 12 ottobre 2020).
  3. ^ a b Annalaura di Luggo: l'arte attraverso gli occhi | Retail Coach, su retailcoach.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato l'11 ottobre 2020).
  4. ^ Le iridi di Annalaura Di Luggo Mostra a Miami e Montecarlo, su Corriere della Sera, 12 marzo 2016. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 gennaio 2021).
  5. ^ Carcere di Nisida, le iridi dei ragazzi diventano mostra permanente, su Video: ultime notizie - Corriere TV. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 9 ottobre 2020).
  6. ^ La Nazione, Firenze, Palazzo Vecchio: serata di gala della Fondazione Robert F. Kennedy. Le foto, su La Nazione, 1510003995090. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 maggio 2019).
  7. ^ Sci e impegno sociale: Blind Vision al GIS di Cortina, su Dodici Magazine, 4 febbraio 2018. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 12 ottobre 2020).
  8. ^ “Blind Vision”, un viaggio di luce nell’iride e nella percezione dei non vedenti, su lavocedinewyork.com. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 16 ottobre 2020).
  9. ^ L'installazione napoletana di "Blind Vision" sbarca all'Onu, su la Repubblica, 12 giugno 2018. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 9 giugno 2019).
  10. ^ aise.it, “BLIND VISION”, UN VIAGGIO TRA LE STORIE CUSTODITE NEGLI OCCHI DEI FOTOGRAFATI – di Giosetta Capriati, su www.aise.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 12 ottobre 2020).
  11. ^ NAPOLI EDEN, su CiAl, 10 dicembre 2018. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 12 ottobre 2020).
  12. ^ a b Napoli Eden, l’armonia delle sculture nel caos di città, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 12 ottobre 2020).
  13. ^ Raccolta firme per rendere permanente “Geminus”, l’installazione provvisoria della Di Luggo a largo Baracche, su La Repubblica, 5 gennaio 2019. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 9 giugno 2019).
  14. ^ ARTE it Srl- info@arte.it, Napoli Eden di Annalaura di Luggio. La Rinascita di Napoli - Mostra - Napoli - Sedi varie - Arte.it, su www.arte.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 28 ottobre 2019).
  15. ^ un progetto site-specific e una sfilata: Napoli Eden e Lux!: con Annalaura di Luggo l'alluminio diventa arte, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 13 ottobre 2020).
  16. ^ Bruno Colella, Francesco Gallo Mazzeo e Olindo Preziosi, Napoli Eden, Annydi Productions. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 14 novembre 2020).
  17. ^ Napoli Eden: il docufilm di Annalaura Di Luggo per l'inaugurazione dell'Arena Estiva Adriano-Studios - Guarda il video, su ComingSoon.it. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato l'8 agosto 2020).
  18. ^ “Napoli Eden”, vita e opere di Annalaura di Luggo, su Avanti, 21 settembre 2020. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 gennaio 2021).
  19. ^ Giulia Ercolani Eventi Set 8th, 2020 0 Comment, Napoli Eden: anteprima del film all'anfiteatro Campano, su InsideTheShow.it, 8 settembre 2020. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 20 settembre 2020).
  20. ^ Presentato a Milano "Napoli Eden", docufilm sulla sostenibilità, su Askanews, 19 settembre 2020. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 6 ottobre 2020).
  21. ^ ildenaro.it, Sette premi internazionali per "Napoli Eden" di Annalaura di Luggo e Bruno Colella, su Ildenaro.it, 10 agosto 2020. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 14 ottobre 2020).
  22. ^ Martina Volonté, Oscar 2021: Napoli Eden in corsa per le nomination al Miglior documentario, su Cinematographe.it, 17 dicembre 2020. URL consultato l'11 gennaio 2021 (archiviato il 17 dicembre 2020).
  23. ^ (EN) Steve Pond, Oscars Documentary Race Tops 200 Entries to Shatter Old Record (Exclusive), su TheWrap, 22 dicembre 2020. URL consultato l'11 gennaio 2021 (archiviato il 12 gennaio 2021).
  24. ^ Un occh-IO contro la progeria, su Style, 23 ottobre 2015. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 gennaio 2021).
  25. ^ (EN) Chiara Tilesi, Giving Back Generation: Let's Help Each Other on Apple TV, su Apple TV. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 18 gennaio 2021).
  26. ^ (EN) ARTPULSE MAGAZINE » Reviews » Blind Vision, su artpulsemagazine.com. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 1º novembre 2019).
  27. ^ (ES) "blind Vision", o la Disyuntiva Entre ver o no Ver…, su Artishock Revista, 8 giugno 2017. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 16 ottobre 2020).
  28. ^ (EN) Laila Pedro, An Exhibition About Blindness Engages All the Senses, su Hyperallergic, 9 ottobre 2017. URL consultato il 9 ottobre 2020 (archiviato il 1º marzo 2020).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]