Anna Renzi

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Anna Renzi, o anche Rentia, Renzini (Roma, 1620 circa – dopo il 1661), è stata un soprano italiano.

La sua attività presso i palcoscenici ebbe inizio quando ella era diciassettenne. Nel 1639 cantò all'ambasciata francese di Roma ne La sincertà trionfante, overo L'Erculeo ardire, una dramma di Ottaviano Castelli con le musiche del compositore Angelo Cecchini, e l'anno successivo si esibì sempre in un dramma del medesimo autore, ma musicato da Filiberto Laurenzi, il quale fu anche suo maestro.

Nello stesso anno giunse a Venezia accompagnata dal suo insegnante Laurenzi e per tutti gli anni '40 fu la più celebre cantante attiva nella città lagunare. Ivi nel 1641 debuttò nel ruolo di Deidamia ne La finta pazza di Francesco Sacrati, opera che inaugurò il Teatro Novissimo. Continuò a cantare nello palcoscenico anno anche l'anno successivo ne Il Bellerofonte di Sacrati.

Nel 1643, invece, la troviamo nei panni di Aretusa ne La finta savia di Laurenzi e di Ottavia ne L'incoronazione di Poppea, ripresa della celebre opera di Claudio Monteverdi, al Teatro Santi Giovanni e Paolo. La grande fama di cui godeva le permise di firmare contratti che le fruttarono elevate somme di denaro[1]. Nel 1645 sposò il violinista Roberto Sabbatini.

Nella seconda metà degli anni '40 fu attiva soprattutto al SS. Giovanni e Paolo, dove si esibì anche in alcune opere dedicate appositamente a lei, come Torilda e Argiope. Nel 1649-50 collaborò con il coreografo Giovan Battista Balbi per l'allestimento di un'opera, Deidamia, a Firenze. Continuò ad essere attiva come cantante presso i teatri veneziani sino al 1651[2], tuttavia ella visse a Venezia sino al 1653. Dopo essersi fermata brevemente a Genova, per cantare nel Genoa in Torilda e nel Cesare amante, dall'ottobre 1653 al dicembre 1655 fu al servizio della corte di Innsbruck[3]. Qui cantò nella Cleopatra e nell' Argia di Antonio Cesti (a quest'ultima assistette la regina Cristina di Svezia). Tornata a Venezia, fece la sua ultima apparizione sul palcoscenico documentata nel 1657 nel ruolo di Damira ne Le fortune di Rodope e Damira.

Nel 1659 lasciò la città per poi tornarvi nel 1662: da questo anno non si hanno più notizie sul suo conto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da un contratto stipulato con l'impresario Geronimo Lappoli risulta evidente che la Renzi guadagnò 750 docati per le sue rappresentazioni
  2. ^ Non risulta pervenuta alcuna documentazione inerente alle possibili attività svolte nella città lagunare dopo questo anno
  3. ^ Dove anche il marito Sabbatini era attivo violinista di corte