Ambaradan

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Ambaradan è un termine che indica un insieme disordinato di elementi, un guazzabuglio, una grande confusione.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Si presume che questo termine abbia avuto origine dall'Amba Aradam[1], un massiccio dell'Etiopia, presso cui avvenne una cruenta battaglia tra italiani e abissini, nel 1936. Durante questa battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali ma, a seconda delle trattative in corso, alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi riaffiancare i soldati italiani. La battaglia fu vinta dalle Camicie nere (secondo altre fonti sembra siano stati gli alpini, meglio addestrati a combattere in montagna) che presero il controllo della situazione e ordinarono l'uso di gas tossici vietati, provocando la morte di circa 20.000 etiopi, tra civili e militari[2]. Al loro ritorno in Italia, i soldati, di fronte a una situazione disordinata e caotica, cominciarono a definirla «come ad Amba Aradam», «è un'Amba Aradam». E, per crasi, le due parole si sono fuse in una sola diventando "ambaradam" (la trasformazione della consonante finale m in n è un banale errore di pronuncia diventato comune poiché la parola si trova raramente in forma scritta).

Un'evoluzione simile la si può notare nell'espressione «fare un quarantotto», «è successo un quarantotto» con riferimento ai moti rivoluzionari che sconvolsero l'Europa nel 1848.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le ambe sono massicci tipici dell'altopiano etiopico con pareti a picco e una sommità piana.
  2. ^ Etiopia quella strage fascista - la Repubblica.it, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 02 ottobre 2015.

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