Altare di Veit Stoss

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Altare di Veit Stoss
Krakow oltarz Stwosza.jpg
Autore Veit Stoss
Data 1477 - 1489
Materiale Legno
Dimensioni 130×110 cm
Ubicazione Basilica di Santa Maria, Cracovia
Coordinate 50°03′42.12″N 19°56′21.12″E / 50.0617°N 19.9392°E50.0617; 19.9392Coordinate: 50°03′42.12″N 19°56′21.12″E / 50.0617°N 19.9392°E50.0617; 19.9392

L'Altare di Veit Stoss (polacco: Ołtarz Wita Stwosza; tedesco: Krakauer Hochaltar), noto anche come Altare di Santa Maria (Ołtarz Mariacki), è il più grande altare gotico del mondo e un tesoro nazionale della Polonia.[1] È ubicato dietro l'altare maggiore della Basilica di Santa Maria (Cracovia). Fu intagliato tra il 1477 e il 1489 dallo scultore tedesco Veit Stoss (Wit Stwosz), che si trasferì nella città intorno a quel periodo e visse lì per i successivi 20 anni. Il retablo fu pagato dai cittadini di Cracovia.

Nel 1941, durante l'occupazione tedesca, l'altare smantellato fu spedito al Terzo Reich su ordine di Hans Frank – il Governatore Generale di quella parte della Polonia occupata. Fu recuperato nel 1946 in Baviera, nascosto nel sotterraneo del Castello di Norimberga, pesantemente bombardato.[1] L'altare maggiore subì un importante lavoro di restauro in Polonia e fu rimesso al suo posto nella Basilica 10 anni dopo.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poche settimane prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale e dell'occupazione tedesca della Polonia, i Polacchi smontarono l'altare e depositarono le sue statue principali in casse sparse per tutto il paese.[1] Le casse furono localizzate da un'unità nazista chiamata Sonderkommando Paulsen, saccheggiate e trasportate nel Terzo Reich, probabilmente a Berlino. Anche i pannelli furono trovati e mandati in Germania, dove furono messi nei sotterranei del Castello di Norimberga.[1] Al castello, i prigionieri polacchi inviarono messaggi ai membri della resistenza polacca che il venerabile altare si trovava là.[1] L'altare sopravvisse alla guerra malgrado i pesanti bombardamenti di Norimberga e fu restituito alla Polonia nel 1946,[2] dove fu sottoposto a un profondo restauro. Fu riportato nella Basilica di Santa Maria nel 1957.[3][1]

L'altare fu restaurato varie volte nel corso della sua storia, non soltanto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Per la prima volta, era stato rifatto prima del 1600, poi nel 1866–1870 , 1932–1933, 1946–1949 e, infine, nel 1999. San Giovanni Canzio a Chicago, una storica chiesa nello stile delle cattedrali polacche (a Chicago è presente una numerosissima comunità polacca[4]) contiene una copia dettagliata di questo capolavoro. Questa riproduzione, realizzata in scala a un terzo, è il più grande e dettagliato lavoro del suo genere, e fu commissionato nel 2003 come tributo agli immigranti galiziani che fondarono la parrocchia nel 1893.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'Altare di Veit Stoss è alto circa 13 m e largo 11 quando i pannelli del trittico sono completamente aperti. Le figure, scolpite in modo realistico, sono alte 2,7 m;[1] ciascuna fu intagliata da un tronco d'albero di tiglio. Altre parti dell'altare sono fatte di legno di quercia e il fondale è costruito in legno di larice. Quando sono chiusi, i pannelli mostrano 12 scene della vita di Gesù e Maria.

La scena in fondo all'altare principale (centro) mostra la morte della madre di Gesù, Maria, alla presenza dei Dodici Apostoli. La parte centrale superiore illustra l'Assunzione della Madonna. Proprio in cima, fuori dalla cornice principale, è mostrata l'incoronazione di Maria, affiancata dalle figure di San Stanislao e di Sant'Adalberto di Praga. I pannelli laterali mostrano le sei scene delle Gioie di Maria:

Annunciazione
Annunciazione
  Scena centrale
Scena centrale, la morte di Maria,
Madre di Gesù, alla presenza
dei Dodici Apostoli
  Resurrezione di Cristo
Resurrezione di Cristo
Scena della natività
Scena della natività
Ascensione di Cristo
Ascensione di Cristo
Tre Re Magi
Tre Re Magi
Dsicesa dello Spirito Santo
Discesa dello Spirito Santo

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Michael J. Kurtz, America and the return of Nazi contraband, Cambridge University Press, 2006, p. 25.
  2. ^ a b (PL) Życie i twórczość Wita Stwosza (Vita e arte di Wit Stwosz), Università Jagellonica.
  3. ^ Veit Stoss, essendo norimberghese di nascita, soddisfaceva la definizione nazista di "ariano", e l'amministrazione tedesca considerò il suo altare di proprietà della Germania.
  4. ^ Community Facts: First Ancestry Reported, Chicago city, Illinois, su 2008-2012 American Community Survey 5-Year Estimates, U.S. Census Bureau, American Factfinder. URL consultato il 1º ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Burkhard, Arthur, The Cracow Altar of Veit Stoss. Munich, F. Bruckmann, 1972.
  • Bujak, Adam - Rożek, Michał (testo), Cracow - St. Mary's Basilica, Biały Kruk, 2001, ISBN 83-914021-8-5
  • Encyklopedia Krakowa, Wydawnictwo Naukowe PWN, Varsavia-Cracovia, 2000, ISBN 83-01-13325-2

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