Alphabet Killer

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Alphabet Killer (...) è il nome attribuito dai mass media statunitensi ad un assassino attivo a Rochester dal 1971 al 1973, colpevole di tre omicidi accertati e di altri 8 sospettati.

La catena di omicidi fu denominata Alphabet murders e nel mondo giornalistico double initial murders ("omicidi delle doppie iniziali"), ciò perché ciascuna delle tre vittime aveva le stesse iniziali di nome e cognome e seguendo l'ordine ognuna fu ritrovata in città con la stessa lettera di partenza (Carmen Colon a Churchville, Wanda Walkowicz a Webster e Michelle Maenza a Macedon).

Le vittime che furono ricollegate con sicurezza allo stesso omicida furono:

Dal Federal Bureau of Investigation (F.B.I.) furono interrogate oltre 100 persone, ma poche tra esse risultarono a conoscenza dei fatti. Una persona, il cui nome non è mai stato reso noto, che all'epoca fu dichiarata "interessata nei fatti" si suicidò sei settimane dopo l'ultimo omicidio, ma è stata tolta dal registro degli indagati solo nel 2007, quando il test del DNA ha smentito ogni suo coinvolgimento.[1]

Per l'omicidio di Carmen Colon, l'unico indiziato fu suo zio, ma le tracce quasi nulle lasciate dall'assassino non poterono confermarne la colpevolezza, come successo per il maggior indagato, lo zio si suicidò nel 1991.[2]

Altri sospettati secondari, furono i serial killer Kenneth Bianchi ed Angelo Buono, artefici di una serie di strangolamenti a Los Angeles. Tuttavia, il killer seminò nella sua contea un terrore tale che le bambine con iniziali uguali vennero tenute a casa per lunghissimi periodi, fin quando il pericolo, forse dovuto a un arresto, forse a morte naturale del killer, fu scongiurato.

Nel 2009 le autorità prendono in custodia Joseph Naso, che verrà condannato nel 2013 per gli omicidi di Roxene Roggasch, Carmen Colon, Pamela Parsons e Tracy Tafoya avvenuti tra gli anni '70 e '90.[3]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Double Initial DNA Test Clears Man, R News, 21 febbraio 2007. URL consultato l'8 ottobre 2008.
  2. ^ Nigel Cawthorne, The Mammoth Book of Killers at Large, Robinson, 2007, p. 209, ISBN 978-1-84529-631-5.
  3. ^ John Hall, ‘Alphabet killer’ Joseph Naso sentenced to death for decades-old murders of four women, independent.co.uk.
  4. ^ Murder Reopened—The Alphabet Killer, Yahoo!. URL consultato l'8 ottobre 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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