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Aiuti umanitari

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Un operatore della Croce Rossa raccoglie una scatola di aiuti umanitari da dare a un sopravvissuto al terremoto a Port-au-Prince, Haiti

Gli aiuti umanitari sono una forma di solidarietà ispirata all'umanitarismo e alla filantropia, generalmente destinata ai paesi del terzo mondo, alle popolazioni vittime di guerre o disastri naturali (come alluvioni e terremoti), ai profughi costretti ad abbandonare la propria terra per i motivi più disparati come guerra, epidemie, rivoluzioni, repressioni dittatoriali, genocidi.

Gli aiuti umanitari sono organizzati e fornito da enti o associazioni soprattutto a seguito di emergenze e crisi umanitarie, ed hanno in primo luogo lo scopo di salvare vite umane, alleviare situazioni di sofferenza, mantenere la dignità umana, evitare che si verifichino o si estendano le epidemie. Consistono solitamente in assistenza logistica, assistenza sanitaria, fornitura di prodotti alimentari di prima necessità, organizzazione di eventuali campi profughi, ricostruzione di edifici ed infrastrutture come ponti, strade.

In molti casi gli aiuti umanitari sono organizzati a livello internazionale, coinvolgono volontari, associazioni umanitarie e organizzazioni non governative (come ad esempio Emergency, Medici senza frontiere, Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale), e sono resi possibili da grandi campagne di raccolta fondi portate avanti con il supporto dei mass media.

Le Nazioni Unite coordinano gli aiuti umanitari tramite l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, mentre la commissione europea agisce tramite l'ECHO.

Fondamento etico e filosofico

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Il principio del disinteresse nell'aiuto (inteso come assenza di scopo di lucro e di vantaggio personale) deriva da una lunga tradizione filosofica, che risale all'etica kantiana (per la quale l’azione morale è quella compiuta per dovere, non per interesse), alla dottrina cristiana della carità ed alla filantropia laica ottocentesca (per i quali occorre aiutare senza attendersi ritorni).

In epoca contemporanea, la riflessione etica su organizzazioni non governative e aiuto umanitario riprende esplicitamente il tema del “disinterested humanitarianism” come fondamento della legittimità morale dell’azione umanitaria[1].

Fondamento giuridico

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La risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n. 46/182 (1991), par. 2 e 3, prescrive che "l'assistenza umanitaria deve essere fornita in conformità con i principio di umanità, di neutralità e di imparzialità". Si tratta di principi giuridici che sono ribaditi nell'European Consensus on Humanitarian Aid del 2008[2], che nel 2021 la Commissione europea ha posto alla base della sua politica sul tema. Entrambi gli atti chiariscono che l’aiuto umanitario non può essere strumentalizzato né per scopi politici né economici[3].

Poiché questi principi sono derivati dal ius in bello, alcuni studiosi discutono delle differenze tra diritti umani e diritto umanitario e delle loro implicazioni.

Lo stesso argomento in dettaglio: Diritto internazionale umanitario.

Nel contesto del trattamento dei rifugiati, vengono descritte le responsabilità delle organizzazioni di provvedere ai loro bisogni considerando sia i “diritti umani fondamentali che le norme umanitarie”.[4][5]

Le operazioni nei conflitti bellici

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Oltre ai contesti postbellici, gran parte degli aiuti è spesso diretta a paesi attualmente in guerra o in conflitto armato non internazionale[6] Tuttavia, l'efficacia degli aiuti umanitari, in particolare degli aiuti alimentari, nelle regioni soggette a conflitti è stata criticata negli ultimi anni.

Si è lamentato che gli aiuti umanitari che non solo sarebbero inefficaci, ma addirittura alimenterebbero conflitti nei paesi beneficiari.[7] Il furto di aiuti è stato presentato come uno dei modi principali in cui il conflitto è promosso dagli aiuti umanitari: in effetti, gli aiuti possono essere sequestrati da gruppi armati e, anche se raggiungono i destinatari previsti, "è difficile escludere i membri locali di un gruppo di milizie locali dall'essere destinatari diretti se sono anche malnutriti e idonei a ricevere aiuti".[7] Inoltre, analizzando il rapporto tra conflitto e aiuti alimentari, una recente ricerca mostra che gli aiuti alimentari degli Stati Uniti avrebbero favorito mediamente conflitti civili nei paesi beneficiari; un aumento degli aiuti al grano da parte degli Stati Uniti ha aumentato la durata dei conflitti civili armati nei paesi beneficiari e la polarizzazione etnica ha accresciuto questo effetto.[7]

Per converso, generalizzare una ricerca accademica ignora che l'impatto degli aiuti umanitari sul conflitto può variare a seconda del tipo e modalità di ricezione dell'aiuto e, tra l'altro, le condizioni socioeconomiche, culturali, storiche, geografiche e politiche locali nei paesi beneficiari. Quando lo studio si è concentrato sul ruolo degli aiuti nei contesti postbellici, come avvenuto in una ricerca sull'Iraq, è emerso che "[progetti] su piccola scala, la spesa per gli aiuti locali... riduce i conflitti creando incentivi per i cittadini medi a sostenere il governo in modi sottili [...]", può "ridurre i conflitti perché l'aumento delle entrate degli aiuti può allentare i vincoli di bilancio del governo, il che può [in cambio] aumentare la spesa militare e dissuadere i gruppi avversari dall'intraprendere un conflitto".[8]

  1. ^ Es. Peter Singer, The Life You Can Save, 2009; Hugo Slim, Humanitarian Ethics, 2015.
  2. ^ “Humanitarian aid must be guided by the principles of humanity, neutrality, impartiality and independence” (art. 8).
  3. ^ Ecco perché è stato criticato il cambio di paradigma imposto dalla seconda amministrazione Trump, che ha richiesto non più solo regolazione o revisione dell'USAID, ma condizionamento dei finanziamenti con criteri “allineati agli interessi degli Stati Uniti” e agli “obiettivi dell’amministrazione”: Executive and Regulatory Actions Under the Second Trump Administration, NAFSA, November 3, 2025.
  4. ^ (EN) Ilana Feldman, Life Lived in Relief, University of California Press, October 2018, ISBN 9780520299634.
  5. ^ (EN) Robert Kolb, Gloria Gaggioli, Research Handbook on Human Rights and Humanitarian Law, Edward Elgar, 2014, ISBN 978 1 78254 030 4.
  6. ^ (EN) Effective aid in conflict zones, su cepr.org.
  7. ^ a b c (EN) US Food Aid and Civil Conflict, su dash.harvard.edu.
  8. ^ (EN) Nancy Qian, Making Progress on Foreign Aid, in Annual Review of Economics, vol. 3, 18 August 2014.

Voci correlate

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