Agricoltura sinergica

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“In quest'agricoltura si strutturano gli spazi di produzione in modo da mantenere il suolo in uno stato normale, ovvero selvaggio, e viene stabilita con esso una relazione di cooperazione e rispetto profondo, avendo coscienza che si tratta di un organismo vivente. Per produrre in modo redditizio sfruttando l'autofertilità del suolo è necessario organizzare l'orto tenendo in considerazione un maggior numero di parametri rispetto ad altri sistemi di coltivazione biologica.

Il metodo del “non fare” non è completa inattività, ma mira a evitare azioni inutili, come ad esempio arare la terra per poi dover compensare aggiungendo compost.

Per praticare quest'agricoltura è necessario provare prima di tutto un'empatia molto forte con l'organismo terra/suolo e rendersi conto della straordinaria complessità delle interrelazioni tra le specie di microrganismi presenti in un suolo selvaggio.”[1]

L'Agricoltura Sinergica è il metodo di coltivazione elaborato dall'agricoltrice e permacultrice spagnola Emilia Hazelip, frutto dell'adattamento al clima mediterraneo dell'agricoltura naturale del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka e della Permacultura di Bill Mollison e David Holmgren. Nei suoi scritti Emilia Hazelip evidenzia come, per una visione d'insieme e una visione “sinergica” dell'agricoltura, sono stati fondamentali i contribuiti di autori, di ricerche e gli approcci rivoluzionari di molti altri studiosi come l'archeologa e linguista lituana Marija Gimbutas con la sua opera più importante La Civiltà della Dea (Vol.1 e 2), dell'agronomo statunitense Edward Hubert Faulkner (1886-1964) e il suo libro Plowman's Folly (La follia dell'uomo che ara), l'orticultrice nord-americana pioniera e sostenitrice dell'agricoltura ecologica senza lavorazione del terreno Ruth Stout, lo scienziato australiano Alan Smith con il suo rivoluzionario articolo sul ciclo ossigeno-etilene The living soil, pubblicato in “Australian Plants” vol.9, n. 73, 1977 e tradotto in italiano col titolo I segreti del suolo vivente per la rivista AAM-Terranuova feb 2004, lo scienziato statunitense William R. Jackson e il suo articolo Protecting your soil microorganisms, pubblicato in Acres USA, vol 27, n. 12, 1997 e la biologa del suolo e ricercatrice del Soil food web (Rete Alimentare del suolo) la statunitense Elaine Ingham.

Da tali basi scientifiche e multidisciplinari Emila Hazelip ha sintetizzato i principi cardine e le tecniche dell'Agricoltura Sinergica.

Principi dell'Agricoltura sinergica[modifica | modifica wikitesto]

Le quattro regole dell'agricoltura sinergica sono: mantenere la terra senza disturbarla ne compattarla, utilizzare l'autofertilità, aggiungere l'orizzonte umifero al profilo della terra da coltivare e stabilire una collaborazione con organismi simbiotici nella rizosfera.

Sintesi della tecnica iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Se si vuole utilizzare la fertilità spontanea della terra è necessario non compattarla; l'unico modo per raggiungere quest'obiettivo è stabilire senza nessuna ambiguità dove si coltivano le piante e dove si passa con i piedi o con le ruote di una macchina agricola. I bancali (aiuole rialzate) sono necessari nell'orto perché, essendo un luogo dove si circola molto, evitano il pericolo di pestare e di schiacciare il suolo. Per preparare i bancali: - segnare con dei paletti dove saranno i passaggi, - con una pala la terra si toglie dai passaggi e si mette sulle aiuole, - con un rastrello si appiattisce la parte superiore per aumentare la superficie piana delle aiuole, - dopo aver installato un sistema d'irrigazione, pacciamare le aiuole ed i passaggi. La dimensione delle aiuole: 120 cm di larghezza per le aiuole e 50 cm per i passaggi, quello che si può per l'altezza. Le aiuole possono essere fatte di qualsiasi forma, rispettando una dimensione che permetta d'arrivare al centro facilmente. I bancali devono essere costantemente coperti da una pacciamatura biodegradabile e quindi si può scegliere tra molti materiali. La paglia è eccellente, in quanto durante la sua decomposizione permette lo sviluppo di miceli che proteggono le piante coltivate. Inoltre la cellulosa costituisce un alimento o apporto di carbonio per i microrganismi terrestri e favorisce lo sviluppo di batteri benefici per la coltivazione degli ortaggi. Possiamo utilizzare la paglia o le sterpaglie non solo di grano ma anche di tutti i tipi di coltivazioni. La pacciamatura protegge il suolo dal compattamento determinato della pioggia e del vento. La protegge anche dal sole eccessivo evitando l'evaporazione dell'umidità, che in più ci permette di risparmiare acqua per l'irrigazione, facilita l'attività di lombrichi e altri microrganismi nella parte più superficiale della rizosfera, sia quando fa caldo che quando inizia il freddo grazie alla sua azione di tampone termico. Tutta la pacciamatura biodegradabile man mano si integrerà nella terra poiché è un compost di superficie.

Preparazione vegetale[modifica | modifica wikitesto]

Una volta preparate le aiuole rialzate è il momento di riempire l'orto di piante e semi, seguendo la stagione. Il periodo migliore è senz'altro la primavera, ma anche l'autunno può essere un buon momento. Ci faremo in ogni caso guidare dalla climatologia e sarà senz'altro utile ascoltare i contadini del luogo per scegliere le piante e il tempo adeguato. Ad ogni modo, giacché il terreno ha bisogno soprattutto di radici per vivere, realizzeremo l'orto solo quando ricorrono le condizioni più opportune. Se le aiuole hanno una terra idonea, si potrà subito partire con ogni tipo di ortaggi. Se invece non è di così buona qualità, inizieremo con piante pioniere che si adattano anche ad un suolo povero ma contribuiscono a migliorarlo (es. piante foraggiere, senape bianca, cicorie, coste, ecc...).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emilia Hazelip, Note di Permacultura e Agricoltura Sinergica, in Testo dato in dotazione dall'autrice a Fortunato Fabbricini per la traduzione e la diffusione., 24 Marzo 2005.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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