Agricoltura sinergica

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L'agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione elaborato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip basandosi sulle intuizioni di Masanobu Fukuoka. Si basa sui principi elaborati da Fukuoka e dimostrati[1] dagli studi microbiologici di Alan Smith (famoso impiegato inglese del dipartimento agricolo del New South Wales), che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri "essudati radicali", i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.[non chiaro]

Preparazione delle aiuole e pacciamatura vegetale[modifica | modifica wikitesto]

Il terreno viene preparato avendo cura di favorire l'interazione naturale tra le radici delle piante ed i microorganismi del terreno. Quindi il terreno non viene modificato con concimazioni, né arato (a parte alcuni casi di terreni compressi, non aerati, dove tale operazione può essere fatta in occasione della prima preparazione). Vengono create delle aiuole rialzate (dette anche bancali) di 30—50 cm, larghe 120 cm e lunghe quanto si vuole (ma preferibilmente non più di 5—6 m). Le aiuole (o bancali) viste in sezione hanno una forma trapezoidale, quindi i lati scoscesi ed un piano superficiale dove poter seminare. Tra un bancale e l'altro rimangono dei passaggi di almeno 50 cm che rimarranno sempre tali così come la parte coltivata sarà sempre la stessa; è di fondamentale importanza infatti non calpestare mai la parte coltivata e la larghezza delle aiuole è pensata proprio per consentire di lavorarci comodamente rimanendo sui vialetti divisori. La larghezza dei bancali può essere leggermente diversa se si prevede che debbano passarvi dei mezzi meccanici.

Su queste aiuole viene effettuata una pacciamatura con paglia e residui vegetali in generale; la pacciamatura deve essere sempre omogenea e coprente, non si deve mai vedere la terra nuda. In estate serve per evitare l'eccessiva evaporazione dell'acqua e la conseguente essiccazione del terreno ed in inverno per evitare gli effetti delle gelate. Inoltre la pacciamatura impedisce all'acqua piovana di dilavare gli elementi nutritivi del terreno e di compattarlo perché la paglia o gli altri vegetali che ricoprono i bancali servono a disperdere la forza dell'impatto delle gocce e al terreno arriva l'acqua in piccoli spruzzi o gocciolio. Solo all'inizio della primavera può essere utile aprire un po' la pacciamatura per favorire il riscaldamento del terreno da parte del sole. La pacciamatura ha un'altra funzione essenziale nel metodo sinergico, la sua decomposizione costante infatti contribuisce alla formazione dell'humus, ovvero allo strato fertile del terreno.

Le aiuole rialzate (dette anche bancali), vanno preparate anche con impianti di irrigazione a goccia e con strutture di sostegno dei rampicanti (generalmente degli archi di ferro lunghi 6 metri conficcati nel terreno come archi incrociati che vanno da un lato all'altro delle aiuole).

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La semina ed i trapianti vengono effettuati spostando la pacciamatura quanto basta e poi risistemandola per bene; è importante che vengano assortite le piante in maniera da arricchirsi vicendevolmente. Così in ogni aiuola devono essere presenti piante della famiglia delle leguminose, ovvero delle azoto-fissatrici che arricchiscono il terreno di azoto in forma disponibile, delle piante della famiglia delle alliaceae, delle aromatiche e dei fiori che servono da repellenti nei confronti degli insetti dannosi e vanno inoltre alternate piante di altre famiglie in modo da colonizzare i bancali con radici a tutte le profondità e con capacità diverse. Il fatto stesso di alternare specie diverse rende più difficile da parte di parassiti la distruzione dell'intera coltura: se una specie è attaccata o soggetta a un certo tipo di parassita, le altre non lo sono. La diversificazione delle colture rende il raccolto più garantito[non chiaro] rispetto ad una monocoltura massiva. Alla fine del ciclo vitale le piante non vanno estirpate (a meno che non sia quella la parte commestibile come per le carote o le cipolle), ma vanno lasciate nel terreno affinché le radici si degradino in maniera naturale rilasciando nutrienti, formando humus e favorendo il passaggio delle radici di altre piante nelle semine successive.

Principi dell'Agricoltura sinergica[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura sinergica pone le sue fondamenta in tre semplici principi:

  1. Nessuna lavorazione del suolo
  2. Nessuna opera di diserbo
  3. Nessun composto chimico

Il suolo non va lavorato perché saranno le radici delle stesse piante a migliorarne le proprietà strutturali. I composti chimici (fertilizzanti o pesticidi) non servono perché chi si avvale della coltivazione sinergica sa bene quali consociazioni attuare per garantire la massima fertilità del suolo. I pesticidi sono superflui per lo stesso motivo: l'orto sinergico, infatti, non è mono-colturale, bensì promuove la diversità. I parassiti sono attratti dalle coltivazioni mono-colturali e la chimica altera gli equilibri naturali dell'orto. Non muovendo il terreno, non aggiungendo pesticidi o fertilizzanti, i lombrichi hanno modo di proliferare e aumentare la fertilità del suolo con quello che per molti è il migliore concime organico disponibile, l'humus di lombrico. Per quanto riguarda il diserbo, la crescita delle infestanti va controllata ma le erbacce non vanno eliminate, è per questo che la pacciamatura è una tecnica preziosa quando si parla di agricoltura sinergica.[2]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alan Smith, Perché Fukuoka aveva ragione da vendere, De Agostini, 2013.
  2. ^ Anna De Simone, Orto sinergico, tecniche e consigli.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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