Agricoltura sinergica

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L'agricoltura sinergica, elaborata dall'agricoltrice e permacultrice spagnola Emilia Hazelip [1], è un metodo di coltivazione che nasce dall'adattamento al clima mediterraneo dell'agricoltura naturale[2] ideata dal microbiologo e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka[3] e di Mark Bonfils e della permacultura di Bill Mollison e David Holmgren.[4]

Nei suoi scritti Emilia Hazelip evidenzia come siano stati fondamentali i contribuiti di autori, di ricerche e gli approcci di molti altri studiosi[4] come l'archeologa e linguista lituana Marija Gimbutas con la sua opera La Civiltà della Dea[quando mai la Gimbutas ha scritto di Agricoltutra sinergica? E' stata una stimatissima archeologa e le sue ricerche interessano vari aspetti delle civiltà protoindoeuropee e ugrofinniche e in quella monografia evidenzia come molte di queste civiltà fossero di tipo agricolo e matriarcale. E' possibile che la Hazelip abbia trovato interessanti i suoi studi archeologi sulle modalità di coltivazioni delle civiltà protostoriche, ma messa così è come affermare che Dante ha fornito fondamentali contribuiti nella teoria dell'origine aliena della Piramidi solo perchè citato dal Mago Otelma che ha intravisto in un passo della Divina Commedia la spiegazione sull'origine aliena. Oppure, esempio tristemente avvenuto, è come scrivere che sant'Agostino ha fornito fondamentali contributi alla tesi dell'origine aliena di Dio e degli angeli solo perchè Mauro Biglino ha supposto ciò leggendo sant'Agostino ignorando che l'esistenza del pluralis excellentiae in ebraico, plurale utilizzato nel termine Elohim :CHIARIMENTO: Marija Gimbutas non parlava di agricoltura sinergica, ma ha prodotto delle ricerche (consultabili nell'opera 'La civiltà della dea) che hanno ispirato Emilia Hazelip nel processo di codificazione dell'agricoltura sinergica. Marija Gimbutas identifica nelle civiltà dell'antica europa un assetto matrilineare e pacifico, andato quasi completamente perduto a seguito delle invasioni di quelli che lei definisce 'kurgan', patriarcali e bellicosi che hanno determinato l'assetto sociale che ancora oggi viviamo. Sinteticamente, Emilia Hazelip ha apprezzato il lavoro di Marija Gimbutas che esprime un punto di vista molto attinente all'agricoltura sinergica, poiché la sua base culturale e filosofica è appunto affine a quelle descritte dalla Gimbutas, attribuite alle civiltà dell'antica europa.]

Marija Gimbutas non parlava di agricoltura sinergica, ma ha prodotto delle ricerche (consultabili nell'opera 'La civiltà della dea) che hanno ispirato Emilia Hazelip nel processo di codificazione dell'agricoltura sinergica. Marija Gimbutas identifica nelle civiltà dell'antica europa un assetto matrilineare e pacifico, andato quasi completamente perduto a seguito delle invasioni di quelli che lei definisce 'kurgan', patriarcali e bellicosi che hanno determinato l'assetto sociale che ancora oggi viviamo. Sinteticamente, Emilia Hazelip ha apprezzato il lavoro di Marija Gimbutas che esprime un punto di vista molto attinente all'agricoltura sinergica, poiché la sua base culturale e filosofica è appunto affine a quelle descritte dalla Gimbutas, attribuite alle civiltà dell'antica europa.[chiarimento]

[4][5], dell'agronomo statunitense Edward Hubert Faulkner (1886-1964) e il suo libro Plowman's Folly (La follia dell'aratore)[4][6], l'orticultrice nord-americana Ruth Stout pioniera e sostenitrice dell'agricoltura ecologica senza lavorazione del terreno, lo scienziato australiano Alan Smith con il suo articolo sul ciclo ossigeno-etilene The living soil[4], lo scienziato statunitense William R. Jackson e il suo articolo Protecting your soil microorganisms[4][7] e la biologa del suolo statunitense Elaine Ingham, ricercatrice del Soil food web.[2]

Principi dell'agricoltura sinergica[modifica | modifica wikitesto]

I quattro principi dell'agricoltura sinergica sono:[4][2]

Sintesi della tecnica iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Il primo approccio alla terra è volto alla delimitazione delle aree destinate alla coltivazione, ben distinte dalle zone di passaggio dedicate al camminamento. Le porzioni di suolo che vengono coltivate assumono comunemente il nome di 'aiuole' o di 'bancali' realizzate entro dimensioni tali da permettere il facile raggiungimento della loro parte centrale.

Le aiuole possono essere realizzate sia al livello del suolo, sia a un livello rialzato (convesso) o ribassato (concavo) a seconda delle necessità determinate dal clima e dalla composizione del suolo:[4]

  • nei terreni pesanti (argillosi e/o limosi) è consigliabile realizzare aiuole a livello terra per limitare il fenomeno spontaneo di coesione (compattamento);
  • nei climi siccitosi è consigliabile la realizzazione di aiuole concave per favorire l'accumulo di umidità all'interno dell'aiuola;
  • nei climi molto piovosi è consigliabile la realizzazione di aiuole convesse per favorire il ruscellamento o il ristagno al di sotto dell'area coltivata.

Le aiuole vengono poi coperte da una pacciamatura biodegradabile e quindi si può scegliere tra molti materiali.[4][2]

Una volta preparate le aiuole rialzate l'orto va riempito di piante e semi, seguendo la stagione.

I risultati di un confronto sperimentale, sviluppato sull'arco di 4 anni, fra terreni coltivati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica e quella dell'agricoltura sinergica, ha mostrato un incremento della quantità di materia organica presente nel suolo che favorisce una miglior resistenza ai processi erosivi e riduzione dell'instabilità del suolo. [8]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche nei confronti dell'agricoltura sinergica si inquadrano nel contesto più generale dei dubbi espressi da alcuni nei confronti della permacultura, considerata più prossima a una psedo-scienza per il suo approccio di tipo olistico.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Beni, Silvia Socciarelli, Ulderico Neri, Claudia Fontana, Rodrigo Pelegrim Prado (2019)
  2. ^ a b c d Agricoltura Sinergica - Il Giardino di Emilia Hazelip. URL consultato il 3 dicembre 2019.
  3. ^ (EN) Masanobu Fukuoka, The one straw revolution, Hakujusha.
  4. ^ a b c d e f g h i Emilia Hazelip
  5. ^ (EN) Marija Gimbutas, The Civilization of the Goddess, Harper & Collins.
  6. ^ (EN) Faulkner E. H., Plowman's Folly, University of Oklahoma Press.
  7. ^ (EN) Jackson W. R., Protecting your soil microorganisms.
  8. ^ Silvia Socciarelli, Claudia Fontana, Rita Aromolo, Claudio Beni, A possible approach to control soil erosion:natural farming in FAO, Proceedings of the Global Symposium on Soil Erosion(2019)
  9. ^ (FR) Permaculture ; un exemple de pseudo-science en agriculture., su www.jardinprovence.com. URL consultato il 2 dicembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilia Hazelip, Agricoltura sinergica, le origini, l'esperienza, la pratica, Terra Nuova.
  • Claudio Beni, Silvia Socciarelli, Ulderico Neri, Claudia Fontana, Rodrigo Pelegrim Prado, Synergistic Agriculture Vs Organic Farming. First Results September 2018 Conference: Società Italiana di Agronomia, XLVII Convegno Nazionale: L'Agronomia nelle nuove Agriculturae. Proceedings ISBN 978-88-904387-4-5.At: Marsala, TP, Italy - 12-14 settembre 2018 online
  • Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), Proceedings of the Global Symposium on Soil Erosion, Food & Agriculture Org., Oct 15, 2019

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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