Ademaro di Chabannes

Ademaro di Chabannes, oppure Adémar de Chabannes o Adémar (Limoges, 989 – Gerusalemme, 1034), è stato un monaco cristiano francese attivo tra il X e l'XI secolo come cronista, predicatore, compositore, maestro, illustratore e poeta.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini, vocazione e formazione
[modifica | modifica wikitesto]Nacque da un ramo cadetto di una nobile famiglia del Limosino di origine carolingia, nel ducato d'Aquitania. I genitori, Raimondo e Ildegarda, facevano parte della piccola nobiltà della regione. Gli zii della nonna paterna di Ademaro, Turpio d’Aubusson e Aimo, erano rispettivamente vescovo di Limoges e abate dell'abbazia di Saint-Martial. Da parte di madre, invece, lo zio Ainardo era prevosto della chiesa collegiale di San Pietro di Dorat.
Probabilmente per interessi familiari, fu inviato dai genitori, quando aveva circa sette anni, ad Angoulême, nel monastero benedettino di Saint-Cybard, dove fu introdotto alla vita monacale; proseguì i suoi studi a Limoges, nell'abbazia di Saint-Martial, tra il 1007 e il 1013, dove già vivevano due suoi zii paterni, Adalberto e Ruggero, anch’essi monaci nei ruoli di lettore e decano - con quest’ultimo si avvicinerà allo musica liturgica. Nel corso di questo soggiorno, intorno al 1010, avrebbe ricevuto una visione di Cristo crocifisso e piangente sulla città di Limoges[1]. Questa esperienza venne riportata nel Chronicon prima del resoconto della distruzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, avvenuta per mano del Califfo del Cairo al-Hakim. Ademaro presentò tale esperienza soprannaturale come presagio della catastrofe, nonostante questa fosse già avvenuta l’anno precedente.
La carriera monastica
[modifica | modifica wikitesto]Al suo ritorno a Saint-Cybard, fu ordinato sacerdote, divenendo uno dei personaggi più influenti del monastero. È qui che cominciò il primo lavoro di studio e raccolta dei materiali per la stesura delle sue cronache. In questo periodo si mise anche al servizio di autorità aquitane sia ecclesiastiche che laiche: su tutti, venne coinvolto in lavori di consulenza per il vescovo e il conte d’Angoulême, guadagnandosi la loro fiducia e acquistando popolarità e autorevolezza – curò anche, ad esempio, un’edizione del Liber Pontificalis per il vescovo di Rohon . Nel 1026, alla partenza dell’abate Riccardo per un viaggio in Terra Santa al seguito del conte Guglielmo IV Tagliaferro, assunse un ruolo direttivo all’interno del monastero, supervisionando lo scriptorium e le attività intellettuali della comunità. Tuttavia, nel luglio del 1027, al ritorno dalla spedizione, il conte decise di sostituire l’abate, che era morto durante il viaggio, col monaco Amalfredo, suo accompagnatore nel pellegrinaggio. Ademaro, deluso e amareggiato per la nomina mancata, si dedicò allo studio e all’ampliamento della prima stesura del Chronicon, abbracciando l’idea di spingersi nel racconto fino alle origini del popolo franco.
Nel 1028, morto il conte Guglielmo IV, le contese dinastiche per la successione precipitarono la città in una guerra civile e spinsero Ademaro, ormai privo di qualsiasi possibilità di carriera, a migrare nuovamente verso Limoges, dove poteva contare sulle forti relazioni familiari. Qui si dedicò completamente alla predicazione del culto apostolico di San Marziale. Del 1029 è probabilmente la stesura delle memorie del Santo e la terza redazione della sua opera storica.
Proprio riguardo la teoria sull’apostolato del santo, Ademaro fu uno dei protagonisti dei sinodi limosini del 1029 e del 1031.
Il pellegrinaggio e la morte
[modifica | modifica wikitesto]Ademaro partì per un pellegrinaggio in Terra Santa nel 1033 e morì a Gerusalemme l'anno successivo, probabilmente vittima del gravissimo terremoto che coinvolse la regione e che provocò la distruzione di chiese e monasteri della zona.
Una postilla anonima ad un codice di sua proprietà ci informa che, al momento della partenza, Ademaro lasciò al suo monastero molti volumi «in quibus sudaverat» («sui quali aveva sudato»)[2].
Controversie sull'apostolato di San Marziale e falsficazioni
[modifica | modifica wikitesto]La figura di San Marziale, evangelizzatore dell’Aquitania e vescovo di Limoges (probabilmente vissuto nel III secolo), venne interessata nel X secolo da una teoria largamente diffusa tra la popolazione aquitana e i pellegrini del tempo che lo identificava come uno dei Settantadue discepoli di Gesù. Moti di devozione nei suoi confronti si intensificarono spontaneamente intorno al 994 in occasione di un'epidemia miracolosamente curata per intercessione del santo.
Dopo il trasferimento a Limoges nell'abbazia di Saint-Martial nel 1028, Ademaro si impegnò attivamente nella dimostrazione di questa teoria, favorendone la diffusione attraverso la predicazione popolare e facendosi suo promotore nei sinodi di Limoges del 1029 e del 1031, a seguito dei quali riuscì ad ottenerne il riconoscimento.
La sua opera apologetica si articolò nella stesura di testi, sermoni e liturgie che miravano a dimostrare la veridicità dell’apostolato del Santo, identificato da Ademaro come come un ebreo del I secolo, molto vicino a Gesù di Nazareth – avrebbe addirittura partecipato all’ultima cena – e amico di San Pietro, da cui avrebbe, poi, ricevuto direttamente l’incarico di evangelizzare la Gallia. Tuttavia, Gregorio di Tours, le cui opere erano ben conosciute da Ademaro come dimostra il loro utilizzo in qualità di fonti per la stesura del Chronicon, lo definì un missionario romano del III secolo.
Si ricorda in particolare la la liturgia inaugurata il 3 agosto del 1029 - probabilmente con il sostegno del vescovo di Limoges Giordano - suddivisa in due momenti celebrativi distinti: il primo, tenuto in abbazia, era rappresentato dall’ufficio divino, in cui la modifica dei testi episcopali voleva presentare il santo come “apostolus Galliae”; il secondo, celebrato nella cattedrale, era una messa che si svolse con l’introduzione di nuove composizioni musicali rivolte tanto al clero locale, in particolare quello monastico conservatore meno incline a cambiamenti nella liturgia, quanto alla popolazione e ai pellegrini, per corroborare la tesi del suo apostolato.
La sua predicazione in favore di San Marziale conobbe resistenze già tra i contemporanei: Benedetto da Chiusa, monaco bendettino longobardo in visita a Limoges nel 1029, intervenne proprio durante questa celebrazione liturgica, opponendosi alla revisione agiografica (accusata di eresia e frode), riuscendo forse addirittura a fermare la cerimonia.
Ademaro scrisse numerose altre opere sulla vita del santo e a favore del suo presunto apostolato, tra cui si ricordano una Vita sancti Martialis e l’Epistola de apostolatu sancti Martialis.
La controversia si risolse soltanto nel maggio del 1854, quando Pio IX sfatò ogni leggenda a tale riguardo, riconoscendo Marziale come evangelizzatore dell'Aquitania e confutando definitivamente le teorie di Ademaro.
L’opera apologetica ebbe una complessa elaborazione, che non interessò soltanto San Marziale, ma anche figure a lui vicine - come San Austricliniano o Santa Valeria[3]. Ademaro si impegnò, infatti, nella produzione di testi scritti di suo pugno o falsamente attribuiti ad alte autorità religiose per rafforzare l’apostolicità di San Marziale.
Le opere
[modifica | modifica wikitesto]Introduzione alle opere
[modifica | modifica wikitesto]Come dimostra la sua vasta produzione, gli interessi di Ademaro spaziavano in ambiti molto diversi tra loro. Fu, innanzitutto, lo storico più rispettato del suo tempo in Aquitania, con un’ampia conoscenza delle fonti primarie dell’alto medioevo e un’approfondita conoscenza delle arti – tanto che il suo Chronicon è tuttora considerata una fonte storiografica importante per gli studi sulla regione. Fu il principale sostenitore dell’apostolato di San Marziale, argomento su cui scrisse numerosi sermoni e orazioni liturgiche. Si impegnò nell’edizione di una raccolta di favole di tradizione fedriana, con l’integrazione di un repertorio iconografico illustrato. Infine, fu un importante musicologo, termine che potrebbe apparire anacronistico[4], ma che si addice alla sua attività rinnovatrice, soprattutto nel monastero di Saint Martial a Limoges, dove si impegnò nell’adattamento di antichi canti e nella creazione di altri completamente nuovi.
Opere principali
[modifica | modifica wikitesto]Chronicon
[modifica | modifica wikitesto]L’opera principale di Ademaro è una storia intitolata Chronicon Aquitanicum et Francicum o Historia Francorum o, semplicemente, Chronicon, redatta integralmente tra il 1024 e il 1029. Composta da tre libri, ripercorre la storia franca dal regno del leggendario re Faramondo, fino al 1028, anno della morte di re Alfonso V.
I primi due libri sono poco più che una copia di precedenti storie di re franchi, come il Liber Historiae Francorum (VIII secolo), la Cronaca di Fredegario (VII secolo) e gli Annales Regni Francorum (VIII secolo). Il terzo libro, relativo al periodo dall'814 al 1028, è al contrario di notevole importanza storica per la novità delle informazioni riportate. La prima recensione del terzo libro è parzialmente conservata in un manoscritto autografo custodito presso la Biblioteca Nazionale di Francia.
La redazione del Chronicon avvenne in tre stesure;
- Stesura A: tra il 1025-1027 ci fu una prima stesura (A), che aveva delle note a indicare i punti da sviluppare ulteriormente; si trova in cinque foglietti autografi nel manoscritto Paris, BnF, lat. 6190[5].
- Stesura B: datata al 1028, scritta ad Angoulême, copre la storia a partire dalle origini della monarchia franca. È testimoniata in dieci manoscritti ed è l'unica redazione che circola al di fuori del territorio limosino. Il testimone più antico è il Paris, BnF, lat. 5927 (del 1050 circa); vi è poi il manoscritto Saint-Petersbourg, lat. F. v. IV. 3 (XIex-XIIin). Altri sei testimoni derivano da un esemplare che ha interrotto la copia quando la narrazione di Ademaro inizia a concentrarsi sulla storia particolare dell'Aquitania.
- Stesura C: scritta tra 1028-29, è conservata parzialmente da un manoscritto autografo (Città del Vaticano, BAV, Reg. lat. 263 + Paris, BnF, lat. 5943A) ed è integra solo nel manoscritto Paris, BnF, lat. 5926.[6]
La particolare attenzione alle questioni militari mette in luce non solo il tentativo di Ademaro di affermare la sua credibilità in quanto storico, ma anche la necessità di trovare l'approvazione del duca Guglielmo IV d’Aquitania - destinatario dell’opera - e dei suoi uomini. Mediante i puntuali riferimenti alle truppe del duca e alla contemporanea situazione politica aquitana, infatti, Ademaro intendeva guadagnare la fiducia di coloro che avrebbero potuto sostenere la causa dell'apostolicità di San Marziale.
Sermoni (Sermones)
[modifica | modifica wikitesto]Si sono conservati 46 sermoni attribuibili ad Ademaro e risalenti per lo più agli anni 1031-1033, scritti non tanto a fini predicatori (probabilmente non li pronunciò mai dal vivo), quanto per creare un solido patrimonio agiografico di San Marziale e degli altri santi del Limosino. Lo stile oratorio è carico di un impeto polemico che spesso raggiunge punte di incredibile violenza: con il termine pagani egli indica non solo coloro che nell'antichità rifiutarono la fede cristiana, ma addirittura i suoi rivali dottrinali contemporanei.
Ademaro di Chabannes riporta all'interno dei sermoni la più importante e dettagliata testimonianza dei due concili del movimento della Pace di Dio svolti nel 1031 a Limoges e a Bourges; il resoconto dei concili - impregnato di sensibilità escatologica e millenaristica - si intreccia con il tema di principale interesse per lo storico francese, ovvero l'apostolicità di San Marziale di Limoges. Il monaco intendeva evidenziare come il culto dei santi fosse di vitale importanza per la Pace di Dio: i concili di quest'ultima erano, per lui, momenti fondamentali per la preparazione dell'umanità al ritorno di Cristo e per iniziare una profonda riforma della chiesa.
L’immagine della croce, segno del trionfo della cristianità sugli infedeli, viene ripetutamente utilizzata contro gli ebrei, i musulmani e i movimenti ereticali sorti in Francia nell'XI secolo, primi fra tutti i catari. Inoltre, secondo l’autore, le fattezze e le azioni dei nemici della vera Fede sono comparabili a quelle dell’Anticristo.
L’invettiva è tuttavia una miniera di informazioni preziose sulla fisionomia delle religioni (soprattutto il sermone De Eucharestia) e una dimostrazione chiara della vasta cultura dello scrittore, grande conoscitore, fra gli altri, di Isidoro di Siviglia.
Per ciò che concerne l’aspetto dottrinale dell’Eucaristia, sulla scorta delle riflessioni di Pascasio (De corpore), Ademaro sostiene la reale presenza del corpo storico di Cristo nel pane e nel corpo consacrati, allineandosi perfettamente alla teologia carolingia.
Favole (Fabulae)
[modifica | modifica wikitesto]Le favole vergate dalla mano di Ademaro - parafrasi in prosa delle favole fedriane, originariamente in senari giambici - sono contenute autografe nel Codex Vossianus Latinus 8° 15 della Biblioteca dell’Università di Leida.
Pubblicate per la prima volta nel 1709, quando ancora non si conosceva la paternità del manoscritto, hanno poi conosciuto numerose edizioni nel corso del tempo.
Delle 67 favole di cui consta la raccolta, 19 sono tratte direttamente, in tutto o in parte, da Fedro. Ademaro utilizza, oltre che la raccolta del cosiddetto Romulus vulgaris, anche un manoscritto propriamente fedriano.
Per altre 19 favole fedriane il monaco si serve di un esemplare appartenente alla recensio Gallicana della raccolta del Romulus.
Per quanto riguarda le restanti 29 favole, di cui è impossibile rintracciare un originale nella raccolta fedriana pervenutaci, è molto probabile che alcune conservino favole di Fedro andate perdute nella loro tradizione diretta[7].
Sebbene Ademaro rispetti minuziosamente l’ordine delle favole così come si trovano nel Romulus e ne parafrasi il testo, non è infrequente trovare dei tagli, cosa che dimostra la tendenza di Ademaro ad eliminare quanto ci fosse di superfluo per venire incontro probabilmente alla funzione didattica che doveva avere la raccolta. La stessa intenzione sembra avvalorata dalla cospicua presenza di illustrazioni a scopo esemplificativo e con funzione narrativa che si trovano sul medesimo manoscritto. La precisione grafica dei disegni distingue in maniera chiara specie animali solo apparentemente confondibili, come il cane dallo sciacallo, il maiale dal cinghiale e l’avvoltoio dall’aquila.
Illustrazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Illustrazioni Nuovo Testamento
- Illustrazioni Psychomachia di Prudenzio
- Illustrazione De astronomia di Igino
- Illustrazioni De astronomia di Igino
- Illustrazioni favole
- Illustrazioni favole
- Illustrazioni favole (con tentativo di colorare la figura animale)
Ademaro illustra numerose opere, sia a scopo didattico/didascalico sia a scopo decorativo. Si ricordano le illustrazioni delle favole di Fedro, della Psychomachia di Prudenzio, del De astronomia di Igino e di alcuni episodi del Nuovo Testamento, tutte presenti nel già citato Codex Vossianus Latinus 8° 15 della Biblioteca dell’Università di Leida.
I disegni di Ademaro sono stati oggetto di studio per la loro importanza nella ricostruzione dei modelli estetici che lasciano trasparire, soprattutto per quanto riguarda lo stile romanico. Tra i modelli d’ispirazione per la realizzazione delle miniature si annoverano: la Naturalis historia di Plinio il Vecchio, le Etymologiae di Isidoro di Siviglia, il Physiologus latino, il Liber monstrorum, i commenti di Gerolamo alle Sacre Scritture, i Moralia in Iob di Gregorio Magno, i Sermones di Massimo di Torino, la Vita Desiderii episcopi Viennensis di Sisebuto, i manoscritti carolingi della scuola di Tours e Reims, il trattato astronomico di Igino e modelli d’arte bizantina (soprattutto per le scene di vita di Cristo). Altra importante fonte di ispirazione sono le tavolette d’avorio carolinge[8].
In alcune illustrazioni è possibile notare il tentativo di colorare la figura rappresentata.
Ademaro musicologo
[modifica | modifica wikitesto]
L’iniziazione di Ademaro alla musica avviene per certo all’abbazia di Saint Martial, dove venne educato alla disciplina dallo zio Ruggero, cantore dell’abbazia, durante il suo primo soggiorno di studio a Limoges tra il 1007 e il 1013. Ruggero - definito da Ademaro vir clarissimus et meus magister[2] - insegnò al nipote la liturgia, la musica e le tecniche di scrittura dei neumi.
Il suo interesse per la musica risulta evidente anche da un episodio raccontato nel secondo libro del Chronicon: in occasione della Pasqua del 787 alla curia di papa Adriano I avvenne una contesa tra i cantori pontifici e quelli franchi al seguito di Carlo Magno. Il confronto viene inserito da Ademaro all’interno del contesto della riforma franca delle tecniche di canto. La fonte principale di questo episodio è probabilmente la biografia di Gregorio Magno scritta nel 873 da Giovanni Diacono.
La produzione musicale di Ademaro - realizzata quasi interamente a San Marziale - è alquanto diversificata. Comprende:
- Inni (Hymni de Sancto Eparchio)
- Uffici (Officia de festo Marcialis; Officium sanctae Valeriae; Officium sancti Austricliniani)
- Ritmi (Rythmmi ad Martialem et socios)
- Sequenziali (Sequentiae)
- Tropi (Tropi Missae)
- Versi (Versus cuiusdam in laude eiusdem [Sancti Eparchii]; Versus de sancto Marciale septuaginta duo)
Egli non solo si impegna nella codificazione del repertorio musicale dell’abbazia – probabilmente insieme allo zio Ruggero – ma introduce anche una vera e propria tecnica innovativa nella trascrizione della musica. La notazione aquitana in uso nell’abbazia utilizzava assi verticali per indicare la direzione melodica, una prassi che prevedeva che le note scritte più in alto rispetto al testo avessero un’intonazione più alta rispetto a quelle segnate più in basso. Ademaro introduce il concetto chiave di “altezza accurata”, regolando l'altezza della nota in base alla distanza musicale dalle altre note vicine e ottenendo così una maggiore precisione nell’indicazione degli intervalli e nella definizione delle singole note. Questo permetteva la riproduzione della melodia anche per chi non ne aveva una conoscenza pregressa, un importante passo verso una notazione musicale svincolata dall'apprendimento mnemonico orale[9].
Ademaro è inoltre autore di un sequenziario per l’intero anno liturgico dell’abbazia – una complessa opera di raccolta in un solo volume dei canti della liturgia con le rispettive melodie. Durante l’allestimento di questo libellus - di cui Ademaro è l’unico autore - si impegna per renderlo aderente alle pratiche del monastero sia sulla scelta dei canti sia nella fabbricazione melodica vera e propria.
La musica fu un importante strumento che Ademaro sfruttò anche per sostenere la propria tesi riguardo l’apostolato di San Marziale. Nel 1029 scrisse due elaborate liturgie per i Santi Auricliniano e Valeria, legati alla figura di San Marziale: esse includevano testi preesistenti per mantenere una continuità con la liturgia precedente, l’adozione di testi nei quali si identificava Marziale come vescovo e la creazione di canti interamente nuovi, a dimostrazione delle abilità Ademaro come compositore e musico. Dello stesso anno è la composizione della Messa apostolica per San Marziale per la cerimonia del 3 agosto 1029, che rappresenta l’opera musicale autografa più antica del mondo occidentale; ritrovata recentemente, è stata registrata dal New York’s Ensamble for Early Music per Ex Cathedra Records sotto la direzione di Frederick Renz[10].
Opere legate al culto di San Marziale
[modifica | modifica wikitesto]Vita di San Marziale (Vita Sancti Martialis Lemovicensis episcopi)
[modifica | modifica wikitesto]Esistono tre principali tradizioni dell’agiografia di San Marziale:
- Vita antiquior/brevior (IX secolo); composta dai monaci dell’abbazia di Limoges, descrive san Marziale come l'evangelizzatore dell'Aquitania, inviato da san Pietro stesso, collocando così, per la prima volta, il santo nel I secolo. Il più antico manoscritto noto di questo testo è conservato a Karlsruhe e fu copiato entro il 846. Il testo rappresenta un insieme di residui di racconti agiografici orali.
- Vita prolixior I-II (X-XI secolo), dette anche pseudo-aureliane per il nome del presunto autore Aureliano (tradizionalmente compagno di San Marziale). Tale evoluzione della leggenda agiografica fu senza dubbio redatta dopo l'ostensione delle spoglie del santo patrono di Limoges organizzata nel 994 per scongiurare il Male degli Ardenti e rafforzare la propaganda per la Pace di Dio proclamata allora per la prima volta. Mai pubblicata, ci è giunta in una copia mutila, scritta in una mano databile tra il 980 ed il 1040; si tratta di uno scritto in latino rustico, con ortografia incerta e numerosi errori corretti secondariamente. Il testo venne quindi raffinato nella forma e nella lingua (Vita prolixior II): divenne del tutto simile alla versione ultima, ma san Marziale rimase tuttavia confessor. Si conoscono almeno quattro copie di questa seconda versione; furono eseguite nell' XI secolo e testimoniano una rapida diffusione del testo. Nemmeno questa versione è mai stata pubblicata.
- Vita prolixior III o Vita sancti Martialis episcopi Lemovicensis (XI secolo); rielaborazione leggendaria della Vita prolixior II scritta da Ademaro di Chabannes nel 1029. Si tratta della versione apostolica, nella quale san Marziale viene esplicitamente nominato come apostolus, amico di Cristo e collaboratore fedele di San Pietro. Tutto fa pensare che l’autore, nella creazione del suo falso agiografico, ebbe l'appoggio non solo dei monaci, ma anche del duca e del vescovo. Il tentativo di accreditare e far adottare la liturgia apostolica e la Vita prolixior III fu portato avanti durante la seconda ondata di concili per la Pace, che ebbe una intensità particolare a Limoges. Esistono ad oggi circa cento manoscritti - alcuni lussuosi - contenenti questa versione della Vita prolixior, i quali testimoniano un'attività dei copisti estesa per circa cinque secoli. La riscrittura della leggenda di Marziale - divenuto con Ademaro «principe della pace d’Aquitania» - determina anche una riattualizzazione della figura di taumaturgo. La sua abbazia diviene così un vero e proprio centro di potere ed il luogo di cerimonie cruciali riguardanti l'interesse collettivo del popolo della regione. Negli ultimi secoli del Medioevo essa è meta di pellegrinaggi reali, che rivelano la dimensione politica del suo culto e sanciscono l'ingresso di Marziale nel novero dei santi venerati dai re di Francia[11].
È importante sottolineare come Ademaro abbia messo insieme un imponente dossier, rimaneggiando e falsificando i testi presi a riferimento, a supporto dell'apostolicità di Marziale. Il suo lavoro, talvolta eccessivo e maldestro, ai allinea all'esigenza dei monaci di San Marziale di rilanciare il culto del santo di fronte alla concorrenza politica e religiosa esercitata da San Giovanni d'Angély, dove venivano venerate le reliquie di Giovanni Battista.
La Vita è stata adattata in francese da Wauchier de Denain all'inizio del XIII secolo.
Vita di Sant'Amanzio (Vita Sancti Amancii)
[modifica | modifica wikitesto]Ademaro scrisse la Vita intorno all'anno 1020, su richiesta di Guglielmo d'Angoulême, in occasione della traslazione a Montignac delle reliquie di Sant’Amando. La vita, letterariamente elaborata, fa di Amando un discepolo di Eparchio.
L'autografo di Ademaro è nel manoscritto Paris, BnF, lat. 3784. L’autore ricava elementi e informazioni da Gregorio di Tours e dalla Vita s. Eparchii (Sant'Eparchio).
Pur non avendo l’opera alcun valore storico, dal momento che non è certo se il santo sia mai esistito, è per diversi aspetti interessante. Essa, infatti, illustra l'idea che un giovane monaco colto poteva farsi, al principio dell'XI secolo, di un eremita della fine del VI e fornisce al contempo, attraverso la descrizione della formazione del santo, un dossier della cultura di Ademaro: una cultura nutrita di Marziano Capella, Severino Boezio, Cassiodoro, della Scrittura e di testi agiografici come le Vitae patrum. Viene altresì rilevato un forte interesse per la logica, per l'etica e soprattutto per le scienze, come la meccanica, la cui definizione è ripresa dalle Differentiae di Isidoro, mentre in alcuni luoghi si ravvisa l'influsso stilistico della Psychomachia di Prudenzio.
L'esame della Vita sancti Amantii condotta dallo studioso Georges Pon permette inoltre di inquadrare l'opera nel processo di rinnovamento religioso in atto nel X secolo nel nord della Francia, quando si assiste ad uno sviluppo dell'ideale eremitico: Amanzio annuncia gli eremiti della fine dell’XI secolo per la sua cultura, ma anche per la sua ricerca della povertà come essenza dell'imitatio Christi.
Vita e miracoli di San Giustiniano (Vita et miraculi Sancti Iustiniani)
[modifica | modifica wikitesto]Secondo la tradizione il piccolo Giustiniano, nato per volontà di San Marziale in seguito alla conversione dei genitori pagani, venne battezzato dallo stesso Marziale. L'agiografia del santo, composta da Ademaro poco prima del 1029 e tramandata nel manoscritto Paris, BnF, lat. 5240, è stata trascritta da un copista di Saint-Martial. In seguito la Vita non è più stata copiata. Si nota come in questo testo Ademaro non ha ancora abbracciato del tutto il progetto di fare di Marziale un apostolo.
Resoconto del concilio di Limoges (Acta synodi Limovicensis)
[modifica | modifica wikitesto]Presentato come documento ufficiale del Concilio di Limoges, il testo venne scritto da Ademaro per mostrare che il vescovo Gauzlin di Tours era a favore dell'apostolicità di Marziale; seguivano probabilmente i canoni del Concilio. Sono inglobati gli atti di un concilio svoltosi a Bourges nel novembre 1031. Il testo è abbondantemente interpolato se non totalmente falsificato. Il codex unicus è l'autografo Paris, BnF, lat. 2469, incompleto. L’autore arricchì lo scritto con affondi che esulano dal rendiconto delle decisioni prese durante il concilio, come le regole di sepoltura dei cristiani o le innovazioni in ambito musicale.
Epistole (Epistolae)
[modifica | modifica wikitesto]Ademaro, nei suoi numerosi sforzi per la difesa della teoria dell’apostolicità di san Marziale, scrisse anche numerose false lettere, riportanti la firma di autorità religiose, per dare maggior credito all'apostolicità di San Marziale.
Epistole di San Marziale (Epistolae Sancti Martialis)
[modifica | modifica wikitesto]Queste due lettere di Marziale agli abitanti di Bordeaux e Tolosa, scoperte alla fine dell’XI secolo, sono quasi certamente opera di Ademaro. Intorno all'anno 1100 sono state copiate nel Paris, BnF, lat. 5296A, pregiato e lussuoso manoscritto ricco di miniature e decorazioni.
Epistola sull'apostolato di San Marziale (Epistola de apostolatu Sancti Martialis)
[modifica | modifica wikitesto]Lunga lettera datata al 1029 in cui Ademaro difende, contro la teoria di Benedetto, priore di San Michele della Chiusa, la legittimità di san Marziale come discepolo diretto di Cristo. La lettera è ascritta falsamente da Ademaro a papa Giovanni XIX.
Tra le altre epistole si ricordano:
- Epistola di Papa Giovanni XIX al vescovo Giordano di Limoges (Epistula Iohannis papae XIX ad Iordanum Lemovicensem episcopum)
- Epistola di Giordano a Papa Benedetto IX (Epistola Iordani ad Benedictum papam)
- Epistola della congregazione del Monte dell’Uliveto al Papa Leone III (Epistola congregationis Montis Oliveti Leoni III papae)
Poesie in onore di Sant'Eparchio (Carmina in honorem Sancti Eparchii)
[modifica | modifica wikitesto]La raccolta di carmina nel (manoscritto Paris, BnF, lat. 3784) è in gran parte autografa. L’argomento è la lode di Sant'Eparchio (in latino Eparchius), corredata da una raffigurazione del santo che ha accanto un ritratto dell'autore con il suo nome. La silloge è introdotta dal passo dell'Historia Francorum in cui Gregorio di Tours racconta di Eparchio. Ademaro indica espressamente che sono poesie destinate al canto.
La raccolta è formata da due componimenti, uno in distici e l'altro in esametri, separati da quattro distici che formano un triplo acrostico, e da nove inni in metro lirico diverso (strofi saffiche) per gli uffici di Sant'Eparchio.Il secondo inno, rimaneggiato per un certo Hugues, si trova anche nel manoscritto Paris, BnF, lat. 5321.
Memorie degli Abati di Limoges della basilica di San Marziale Apostolo (Commemoratio abbatum Lemovicensium basilicae Sancti Martialis Apostoli)
[modifica | modifica wikitesto]Scritta negli anni 1028-29, è una storia dell'abbazia di San Marziale sotto forma di Gesta Abbatum (imprese degli abati). Fu composta da Ademaro come complemento del Chronicon, che era povero di aspetti spirituali; il testo insiste sull'apostolicità di Marziale, che era anticamente riconosciuta, ma che poi in Aquitania era stata dimenticata. La versione più antica dell'opera si trova nel manoscritto Città del Vaticano, BAV, Reg. lat. 984; in seguito il testo fu ampliato e nel manoscritto Paris, BnF, lat. 11019 è trasmesso con una continuazione fino al XIII secolo. Il resto della tradizione comprende alcune copie prodotte da eruditi nel XVII secolo.
Memorie dei concili sul primo pastore dell'Aquitania Marziale Apostolo (Commemoratio concilium de primo pastore Aquitanorum Martiale Apostolo)
[modifica | modifica wikitesto]Storia delle vicende legate all’apostolicità di San Marziale. La commemoratio è conservata autografa nel manoscritto Paris, BnF 2400. L'editio princeps compare nell'opera di Léopold-Viktor Delisle su Ademaro.
Inserzioni (Adiectiones)
[modifica | modifica wikitesto]Ademaro scrisse di suo pugno diverse integrazioni ad opere di altri autori volte a dimostrare l’apostolicità di San Marziale di Limoges attraverso una testimonianza autorevole.
- Adiectiones ad Amalarii Symphosii Librum officialem
- Adiectiones ad Bedae Venerabilis Expositionem Actuum Apostolorum
- Adiectiones ad Pseudo-Isidori Hispalensis episcopi decretalia
- Adiectiones ad Theodulphi Aurelianensis opera
Queste si aggiungono ad altri falsi, già noti, compiuti da Ademaro allo stesso scopo. In particolare, lo studioso Daniel Callehan si è occupato delle 14 principali inserzioni che Ademaro effettuò nell'Expositio Actuum Apostolorum di Beda il Venerabile.
Altre opere
[modifica | modifica wikitesto]Trattato di Astronomia (Tractatus de astronomia)
[modifica | modifica wikitesto]Breve trattato di astrologia attribuito ad Ademaro. L’opera è stata studiata da Bernhard Bischoff e, successivamente, da Colette Jeudy, autrice di un’opera dedicata agli inediti letterari e scientifici dal IV al VI secolo. Il trattato è in realtà attribuito a Igino. Copiato da Ademaro venne da lui corredato con un apparato illustrativo.
Descrizione della realizzazione di un crocifisso (Descriptio crucifixi)
[modifica | modifica wikitesto]Il medievista Adriano Peroni si è occupato di un foglio autografo (1027 circa) di Ademaro, in cui si illustra una minuziosa istruzione per l'esecuzione di un piccolo crocifisso. La vivezza espressiva della fisionomia del crocifisso richiede un'organica concettualizzazione dei fondamenti religiosi ed estetici posti alla base del processo figurativo.
Note interpretative nelle opere di Persio, Giovenale e Prudenzio (Glossae in Persii, Iuvenalis et Prudentii opera)
[modifica | modifica wikitesto]Note interpretative di vocaboli oscuri presenti nelle opere di Persio, Giovenale e Prudenzio. Tali integrazioni, allestite per facilitare l’apprendimento degli allievi, svelano il ruolo didattico dell’Ademaro insegnante. Spesso queste integrazioni sono accompagnate da illustrazioni.
Sulla grande ricorrenza della Pasqua (De ciclo Magnae Paschae)
[modifica | modifica wikitesto]Testo sulla festività cristiana della Pasqua scritto, ancora una volta, per avvalorare l’apostolicità di San Marziale.
Tra le altre opere si annoverano
[modifica | modifica wikitesto]- Acrosticon ad Rohonem Episcopum Ecolismensem
- Carmen «Perge, libelle, tuo te gnaro redde magistro»
- Symbolum orthodoxae fidei Leonis Papae
- Notae historicae de monasteriis Sancti Eparchii Engolismensis et Sancti Martialis Lemovicensis
- Dedicatio sancti Stephani cathedralis Lemovicensis
- De festo sancti Martialis
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
- 1 2 Ad van Els, 2020.
- ↑ I santi Austricliniano e Valeria sono due figure importanti nell'agiografia di San Marziale: sarebbero, infatti, uno suo compagno di viaggio nella traversata dalla Terra Santa fino alle Gallie, l'altra la prima convertita dal santo in Aquitania.
- ↑ James Grier, 2017.
- ↑ Ogni manoscritto citato che disponga di una versione digitalizzata è facilmente reperibile attraverso i link raggruppati nell'apposita sezione "Manoscritti citati" dopo la Biliografia.
- ↑ Mirabile, Digital Archive for Medieval Culture, su mirabileweb.it.
- ↑ Gatti, 1979.
- ↑ Enciclopedia Treccani dell'Arte Medievale, su treccani.it.
- ↑ James Grier, 2017.
- ↑ A lato è stato riportato uno stralcio di un tropo di Ademaro, parte della nuova liturgia apostoolica per San Marziale composta probabilmente intorno al 1029 ed eseguita originariamente il 3 agosto di quell'anno alla presenza del vescovo di Limoges e di tutta la popolazione. Si tratta del testo musicale autografo più antico del mondo occidentale ed è stato trascritto ed eseguito nel 1993 dal New York's Ensemble for Early Music sotto la direzione di Frederick Renz.
- ↑ San Marziale di Limoges, vescovo e confessore, su santiebeati.it.
Bibliografia edizioni di riferimento
[modifica | modifica wikitesto]- Jules Chavanon, Chronique d'Adémar de Chabannes, Paris, Picard, 1897.
- Ademaro di Chabannes, Ademari Cabannensis Chronicon, cura et studio di P. Bourgain, R. Landes, e G. Pon, Turnhout, Brepols, 2012.
- Ademaro di Chabannes, Ademari Cabannensis opera liturgica et poetica: musica cum textibus, cura et studio di James Grier, Turnhout, Brepols, 2012.
- Ademaro di Chabannes, Ademari Cabannensis opera liturgica et poetica: musica cum textibus, II, cura et studio di James Grier, Turnhout, Brepols, 2012.
Bibliografia studi critici
[modifica | modifica wikitesto]Biografia
[modifica | modifica wikitesto]- Daniel F. Callahan, Ademar of Chabannes, Charlemagne and the Pilgrimage to Jerusalem of 1033, in Medieval Monks and Their World: Ideas and Realities. Studies in Honor of Richard E. Sullivan, cur. Michael Frassetto, David R. Blanks, Amy Livingstone, Leiden-Boston, Brill, 2006 (Brill's Series in Church History, 25), pp. 71-80.
- Ademaro di Chabannes, in Enciclopedia Italiana Treccani, [online], https://www.treccani.it/enciclopedia/ademaro-di-chabannes_(Enciclopedia-Italiana)/, ultima consultazione 15/04/2026.
- Danielle Gaborit-Chopin, Ademaro di Chabannes, in Enciclopedia dell'Arte Medievale Treccani, [online], https://www.treccani.it/enciclopedia/ademaro-di-chabannes_(Enciclopedia-dell'-Arte-Medievale)/, ultima consultazione 15/04/2026.
- James Grier, An Urbane Fraud: Limoges and Adémar de Chabannes' Apostolic Liturgy for Saint-Martial, 3 August 1029, in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005, cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 455-467.
- Ad van Els, A Man and His Manuscript. The Notebooks of Ademar of Chabannes (989-1034), Turnhout, Brepols, 2020 (Bibliologia, 56).
- Pascale Bourgain (ed.), Ademarus Cabannensis Chronicon, adiuv. Georges Pon, Richard Landes, Turnhout, Brepols, 1999 (Corpus Christianorum. Continuatio Mediaevalis, 129).
Controversie sull'apostolato di San Marziale e falsificazioni
[modifica | modifica wikitesto]- James Grier, An Urbane Fraud: Limoges and Adémar de Chabannes' Apostolic Liturgy for Saint-Martial, 3 August 1029, in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles), cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, PULIM, 2006, pp. 455-467.
- James Grier, «Scriptio interrupta»: Adémar de Chabannes and the Production of Paris, Bibliothèque Nationale de France, Ms. Latin 909, in «Scriptorium», 51, 1997, pp. 234-250, tavv. 11.
- James Grier, The Musical Autographs of Adémar de Chabannes (989-1034), in «Early Music History», 24, 2005, pp. 125-168.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Chronicon
[modifica | modifica wikitesto]- Pascale Bourgain, Riflessioni sulla tradizione delle opere di Ademaro di Chabannes, «Filologia mediolatina. Studies in Medieval Latin Texts and their Transmission» 9, 2002, pp. 77-86.
- Richard Landes, Relics, Apocalypse, and the Deceits of History: Ademar of Chabannes, 989-1034, Cambridge MA/Londres, Harvard University Press, 1995.
- Paolo Gatti, Intorno al "Chronicon" di Ademaro di Chabannes, in «Studi medievali», ser. III, 21, 1980, pp. 347-365.
- Bernard S. Bachrach, Ademar of Chabannes as a Military Historian, in Where Heaven and Earth Meet. Essays on Medieval Europe in Honor of Daniel F. Callahan, cur. Michael Frassetto, Matthew Gabriele, John D. Hosler, Leiden-Boston, Brill, 2014 (Studies in the History of Christian Traditions, 174), pp. 42-62.
- Jules Chavanon, Chronique d'Adémar de Chabannes, Paris, Picard, 1897.
- Léopold Delisle, Notice sur les manuscrits originaux d'Adémar de Chabannes, in «Notices et extraits des manuscrits de la Bibliothèque nationale et autres bibliothèques», XXXV (1), Paris, Imprimerie Nationale, 1896, pp. 241-358.
- Annales Engolismenses (ms. Paris, BnF, lat. 2400), ed. G.H. Pertz, in MGH, Scriptores, IV, p. 5; XVI, pp. 485-487.
Sermoni
[modifica | modifica wikitesto]- Daniel F. Callahan, Jerusalem and the Cross in the Life and Writings of Ademar of Chabannes Leiden-Boston, MA, E.J. Brill, (Studies in the History of Christian Traditions 181), 2016, pp. 207.
- Daniel F. Callahan, The Sermons of Adémar of Chabannes and the Cult of St. Martial of Limoges, RB 86, 1976, pp.251-96.
- Daniel F. Callahan, Heresy and the Antichrist in the Writings of Ademar of Chabannes in Where Heaven and Earth Meet. Essays on Medieval Europe in Honor of Daniel F. Callahan cur. Michael Frassetto - Matthew Gabriele - John D. Hosler, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill (Studies in the History of Christian Traditions 174), 2014, pp. VI-238, 178-226.
- Michael Frassetto, Ademar of Chabannes and the Peace of God in Where Heaven and Earth Meet. Essays on Medieval Europe in Honor of Daniel F. Callahan cur. Michael Frassetto - Matthew Gabriele - John D. Hosler, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill (Studies in the History of Christian Traditions 174), 2014, pp. VI-238, 122-37.
- Michael Frassetto, Pagans, Heretics, Saracens, and Jews in the Sermons of Ademar of Chabannes in Heresy and the Persecuting Society in the Middle Ages. Essays on the Works of R.I. Moore cur. Michael Frassetto, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill (Studies in the History of Christian Traditions 129), 2006, pp. XI-338, 73-91.
- Michael Frassetto, Reaction and Reform: Reception of Heresy in Arras and Aquitaine in the Early Eleventh Century CHR 83, 1997, pp.385-400.
- Michael Frassetto, The Gentle Voices of Teachers: Carolingian Eucharistic Thought and the Sermons of Ademar of Chabannes in Medieval Monks and Their World: Ideas and Realities. Studies in Honor of Richard E. Sullivan, cur. Michael Frassetto - David R. Blanks - Amy Livingstone, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill (Brill's Series in Church History 25), 2006, pp. VI-213, 147-62.
- Michael Frassetto, The Sermons of Ademar of Chabannes and the Letter of Heribert. New Sources Concerning the Origins of Medieval Heresy RB 109, 1999, pp.324-40.
- Michael Frassetto, The Writings of Ademar of Chabannes, the Peace of 994, and the «Terrors of the Year 1000» JMH 27, 2001, pp.241-55.
Favole (Fabulae)
[modifica | modifica wikitesto]- Paolo Gatti, Le favole del monaco Ademaro e la tradizione manoscritta del corpus fedriano IN «Sandalion, Quaderni di cultura classica, cristiana e medievale», Estratto Gallizzi, Sassari, 1979.
- Serena Perrone, La donnola e l'uomo. Note alla favola XXIX di Ademaro di Chabannes in Favolisti latini medievali e umanistici XIII cur. Ferruccio Bertini, Genova, Università degli studi di Genova, D.AR.FI.CL.ET «F. Della Corte» (Pubblicazioni del D.AR.FI.CL.ET. N.S. 223), 2005, pp. 238, XIII 103-22 tavv. 2.
- Sara Margarino, Favola XXXII di Ademaro di Chabannes in Favolisti latini medievali e umanistici XIII cur. Ferruccio Bertini, Genova, Università degli studi di Genova, D.AR.FI.CL.ET «F. Della Corte» (Pubblicazioni del D.AR.FI.CL.ET. N.S. 223), 2005, pp. 238, XIII 169-87 tavv. 1.
- Paolo Gatti, Per fabulas, cur. Caterina Mordeglia e Antonella degli Innocenti, Firenze, SISMEL, 2022.
Illustrazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Beatrice Radden Keefe, Creative Borrowing in a Leiden Terence (UB, MS VLQ 38) in After the Carolingians. Re-defining Manuscript Illumination in the 10th and 11th Centuries cur. Joshua O'Driscoll - Beatrice Kitzinger, Berlin-Boston, MA, W. de Gruyter (Sense, Matter, and Medium 2), 2019, pp. VIII-482, 57-85 tavv. 12.
- Peter K. Klein, The Borders of the Bayeux Tapestry: Visual Gloss or Marginal Images? in Le plaisir de l'art du Moyen Age. Commande, production et réception de l'oeuvre d'art. Mélanges offerts à Xavier Barral i Altet cur. Pierre Toubert - Géraldine Mallet - Rosa Alcoy Pedrós - Maria Alessandra Bilotta - Vinni Lucherini - Lara Catalano - Manuela Gianandrea - Dominique Allios, Paris, Picard, 2012, pp. 1208, 626-42 tavv. 20.
- Caterina Mordeglia, Leoni «di carta»: ascendenze letterarie e scritturali delle raffigurazioni degli animali esotici delle favole di origine fedriana nel ms. Leiden, Bibliotheek der Rijksuniversiteit, Voss. lat. 8° 15 in Le immagini nel testo / Il testo nelle immagini. Rapporti fra parola e visualità nella tradizione greco-latina cur. Gabriella Moretti - Luigi Belloni - Giorgio Ieranò - Alice Bonandini, Trento, Università degli studi di Trento, Dipartimento di studi letterari, linguistici e filologici (Labirinti 128), 2010, pp. XVII-498, 453-87 tavv. 11.
Musica
[modifica | modifica wikitesto]- James Grier, The Musical Autographs of Adémar de Chabannes (989-1034), EMH 24, 2005, pp.125-68, mss Paris, BNF, lat. 1121.
- James Grier, Cecilia Aspesi, Alison I. Beach, et al., Adémar de Chabannes (989–1034) as Musicologist. in Bugyis KA-M, Fassler ME, Kraebel AB, eds. Medieval Cantors and Their Craft: Music, Liturgy and the Shaping of History, 800-1500. Writing History in the Middle Ages, Boydell & Brewer, 2017, pp.90-102.
- Claude Andrault-Schmitt cur., Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 545, 431-54.
- James Grier, An Urbane Fraud: Limoges and Adémar de Chabannes' Apostolic Liturgy for Saint-Martial, 3 August 1029 in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005 cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 545, 455-67.
- James Grier, Hoax, History, and Hagiography in Adémar de Chabannes's Texts for the Divine Office in Representing History, 900-1300: Art, Music, History cur. Robert A. Maxwell, University Park, PA, Pennsylvania State University Press, 2010, pp. X-278, 67-72.
- James Grier, Liturgy and Rhetoric in the Service of Fraud: Adémar de Chabannes and the Apostolicity of Saint Martial in Latin Culture in the Eleventh Century. Proceedings of the Third International Conference on Medieval Latin Studies. Cambridge, September 9-12 1998 cur. Michael W. Herren- Christopher James McDonough - Ross G. Arthur, Turnhout, Brepols (Publications of the Journal of Medieval Latin 5, 1-2), 2002, pp. XX-519, 1-520, I 384-97.
- James Grier, Ademarus Cabannensis monachus et musicus, Turnhout, Brepols, 2018 (Corpus Christianorum. Autographa Medii Aevi, 7).
- James Grier, The Liturgy, Its Music and Their Power to Persuade in Where Heaven and Earth Meet. Essays on Medieval Europe in Honor of Daniel F. Callahan cur. Michael Frassetto - Matthew Gabriele - John D. Hosler, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill (Studies in the History of Christian Traditions 174), 2014, pp. VI-238, 138-51.
- James Grier, The Musical Autographs of Adémar de Chabannes (989-1034) EMH 24, 2005, pp.125-68.
Vita di San Marziale (Vita Sancti Martialis Lemovicensis episcopi)
[modifica | modifica wikitesto]- Edina Bozóky, Les miracles de saint Martial et l'impact politique de son abbaye in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005 cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 545, 59-69.
- Alain Dierkens, Martial, Sernin, Trophime et les autres: à propos des évangélisateurs et des apôtres en Gaule in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005 cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 545, 25-37.
- Daniel F. Callahan, Jerusalem and the Cross in the Life and Writings of Ademar of Chabannes, Leiden-Boston, MA, E.J. Brill, (Studies in the History of Christian Traditions 181), 2016, pp. 207.
- Christopher Andrew Jones, Odo of Cluny and the Authenticity of the «Vita prolixior prima» of St. Gerald of Aurillac (BHL 3411) AB 139, 2021, pp. 289-338.
- Molly Lynde-Recchia (ed.) Wauchier de Denain, La Vie seint Marcel de Lymoges, Genève, Droz, 2005, pp. 131 tavv. 2 (Textes littéraires français 578).
- Catherine Paupert, (trad.) Richard Landes (comm.) Naissance d'apôtre. La Vie de Saint Martial de Limoges Turnhout, Brepols, 1991, p. 105 (Mémoires prèmieres).
Vita di Sant’Amanzio (Vita Sancti Amancii)
[modifica | modifica wikitesto]- Georges Pon, La culture d'Adémar de Chabannes à la lumière de sa «Vie de saint Amant de Boixe» in Saint-Martial de Limoges. Ambition politique et production culturelle (Xe-XIIIe siècles). Actes du Colloque tenu à Poitiers et Limoges du 26 au 28 mai 2005 cur. Claude Andrault-Schmitt, Limoges, Presses Universitaires de Limoges (PULIM), 2006, pp. 545, 391-410.
Vita e miracoli di San Giustiniano (Vita et miraculi sancti Iustiniani)
[modifica | modifica wikitesto]- Catalogus codicum hagiographicorum Bibliothecae Nationalis Parisiensis, I, Bruxelles, 1889, pp. 393-393 (praefatio), 394-399 (vita), 399-402 (miracula).
Resoconto del concilio di Limoges (Acta synodi Lemovicensis)
[modifica | modifica wikitesto]- Gunilla Iversen, A la recherche d'une poétique de la poésie liturgique. Aux alentours de Charles le Chauve in Poesía latina medieval (siglos V-XV). Actas del IV Congreso del «Internationales Mittellateinerkomitee» (Santiago de Compostela, 12-15 septiembre de 2002) cur. Manuel Cecilio Díaz y Díaz - José Manuel Díaz de Bustamante, Firenze, SISMEL. Edizioni del Galluzzo, 2005, (Millennio medievale 55. Atti di convegni 17) pp. X-1253, 891-903.
- Anna E. Trumbore Jones, Evêques, moines et chanoines en Aquitaine, Xe-XIe siècle: liens familiaux, politiques et spirituels in Evêques et communautés religieuses dans la France médiévale cur. Noëlle Deflou-Leca - Anne Massoni-Hubert, Paris, Ed. de la Sorbonne (Histoire ancienne et médiévale 185), 2022, pp. 415, 173-95.
- Mathieu Vivas, «Ni larmes ni sépulture». Privation de sépulture et inhumation infamante dans la province ecclésiastique de Bordeaux (fin XIe-XIVe s.) Bordeaux, Ausonius, 2023, pp. 170 tavv. (Scripta mediaevalia 47).
Epistole (Epistolae)
[modifica | modifica wikitesto]- Epistolae, in Maxima bibliotheca veterum patrum, ed. M. de la Bigne, Lyon, 1677, t. II, pp. 107-114.
- Germana Gandino, San Michele della Chiusa nel confronto con il potere in Germana Gandino Contemplare l'ordine. Intellettuali e potenti dell'alto medioevo Napoli, Liguori, (Nuovo medioevo 73), 2004, pp. 247, 211-34
Poesie in onore di Sant’Eparchio (Carmina in honorem Eparchii)
[modifica | modifica wikitesto]- James Grier, Ademari Cabannensis Opera liturgica et poetica. Musica cum textibus, II, Turnhout, Brepols, 2012 (Corpus Christianorum. Continuatio Mediaevalis, 245A).
Memorie degli abati di Limoges della basilica di San Marziale Apostolo (Commemoratio abbatum Lemovicensium basilicae sancti Martialis apostoli)
[modifica | modifica wikitesto]- Henri Duplès-Agier, in Chroniques de Saint-Martial de Limoges, Paris (Société de l'Histoire de France), 1874, pp. 1-8;
Memorie dei concili sul primo pastore dell’Aquitania Marziale Apostolo (Commemoratio conciliorum de primo pastore Aquitanorum Marciale apostolo)
[modifica | modifica wikitesto]- Léopold Delisle, Notice sur les manuscrits originaux d''Adémar de Chabannes, Paris, 1896, pp. 299-300.
Inserzioni
[modifica | modifica wikitesto]- Daniel F. Callahan, Ademar of Chabannes and His Insertions into Bede's «Expositio Actuum Apostolorum» AB 111, 1993, pp.385-400.
Trattato di Astronomia
[modifica | modifica wikitesto]- Colette Jeudy, Inédits littéraires et scientifiques du IVe au XVIe siècle Scriptorium 44, 1990, pp.313-318.
- Bernahard Bischoff, Anecdota novissima. Texten des vierten bis sechzehnten Jahrhunderts Stuttgart, 1984.
Descrizione della realizzazione di un crocifisso (Descriptio crucifixi)
[modifica | modifica wikitesto]- Adriano Peroni, L'«umbrositas» della pittura sacra medievale SM 44, 2003, 1565-98 tavv. 8
- Ittai Weinryb, The Bronze Object in the Middle Ages, Cambridge, Cambridge University Press, 2016, pp. XX-298.
Sulla grande ricorrenza della Pasqua (De ciclo magno Paschae)
[modifica | modifica wikitesto]- Richard Landes, A Libellus from St. Martial of Limoges Written in the Time of Ademar of Chabannes (989-1034). «Un faux à retardement» Scriptorium 37, 1983, pp.178-204.
Manoscritti citati
[modifica | modifica wikitesto]- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b100343757, Paris, BnF, lat.6190.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10542284t, Paris, BnF, lat.5927.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b9066112c, Paris, BnF, lat.3784.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10545281h, Paris, BnF, lat.5240.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b100386499, Paris, BnF, lat.2469.
- http://example.org/undefined/100, Paris, BnF, lat.5296A.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10541987g, Paris, BnF, lat.3784.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10035242m, Paris, BnF, lat.5321.
- https://digi.vatlib.it/view/MSS_Reg.lat.984/0002, Città del Vaticano, BAV, Reg. lat.984.
- https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b10074013z, Paris, BnF, lat.2400.
- Liber manualis or notebooks of Ademar of Chabannes, MS VLO 15, 1023-1025, Leiden University Librarie, Codex Vossianus Latinus 8° 15.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ademaro di Chabannes, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Luigi Foscolo Benedetto, ADEMARO di Chabannes, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
- (EN) Adhémar De Chabannes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Ademaro di Chabannes, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
- Opere di Ademaro di Chabannes / Ademaro di Chabannes (altra versione) / Ademaro di Chabannes (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Ademaro di Chabannes, su Open Library, Internet Archive.
- (FR) Bibliografia su Ademaro di Chabannes, su Les Archives de littérature du Moyen Âge.
- (EN) Ademaro di Chabannes, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Adémar de Chabannes, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (LA) Ademarus Engolismensis in Documenta Catholica Omnia
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 27196342 · ISNI (EN) 0000 0001 2320 1022 · SBN BVEV060892 · BAV 495/21055 · CERL cnp01356365 · ULAN (EN) 500054770 · LCCN (EN) nr88007528 · GND (DE) 118643835 · BNE (ES) XX1243125 (data) · BNF (FR) cb12917137h (data) · J9U (EN, HE) 987007257580805171 · CONOR.SI (SL) 227468643 |
|---|