Ademaro d'Angoulême

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Ademaro
Conte di Poitiers
In carica 892902
Predecessore Ebalus il Bastardo
Successore Ebalus il Bastardo
conte di Limoges
In carica 898 –
902
Predecessore era vacante
Successore Ebalus il Bastardo
conte d'Angouleme
In carica ca. 916 –
926
Predecessore Audoin I
Successore Guglielmo II Tagliaferro
Nascita tra l'860 e l'865[1]
Morte 2 aprile 926
Padre Emenone
Madre Sancha[2]

Ademaro (tra l'860 e l'865[1]2 aprile 926) fu conte di Poitiers dall'892 e conte di Limoges, dall'898, al 902. Dopo aver perso il Poitou ed il Limosino, di fatto, fu conte d'Angoulême, dal 918 sino alla morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Era il figlio del conte di Poitiers e poi conte d'Angouleme, Emenone e della moglie, che secondo alcune fonti era una robertingia, la figlia del conte di Blois, di Troyes e di Châteaudun, Oddone I di Troyes[3] e di sua moglie, Guandilmoda (o Guandilmode), che compare assieme al marito in una donazione del marzo 849[4], mentre secondo altri era la sorella del duca di Guascogna, Sancho II, di nome Sancha[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il monaco e storico, Ademaro di Chabannes, alla morte del padre, il conte d'Angoulême, Emenone, Ademaro era ancora molto piccolo (parvulum)[1]. Il fatto è confermato anche nel Chronicon Santi Maxentii Pictavinis[5].

Dopo la morte del padre, essendo ancora un bambino, fu accolto alla corte del nuovo conte d'Angoulême, Vulgrino I[6], suo futuro suocero.

Nell'890, tentò di impadronirsi della contea di Poitiers, per spodestare il giovane conte, Ebalus il Bastardo, che riuscì a rifugiarsi ad Aurillac, che fu assediata inutilmente da Ademaro[6].
L'impresa gli riuscì due anni dopo, quando il re dei Franchi Occidentali, Oddone, assegnò la contea di Poitiers a suo fratello, Roberto (futuro re dei Franchi Occidentali); Ademaro allora riuscì ad occupare la città e a proclamarsi conte[6].
Un documento dell'894 della storia della chiesa di Saint-Hilaire di Poitiers, certifica che la chiesa fu assegnata, dal re Oddone, al vescovo di Poitiers, su richiesta di Ademaro[6], che fu confermato dal re conte di Poitiers, nell'estate dell'895[6].

Nell'898, Ademaro fu insediato conte di Limoges[6] dal nuovo re dei Franchi Occidentali, Carlo il Semplice, che lo confermò anche conte di Poitiers.

Nel 902, però con l'aiuto del conte d'Alvernia, Guglielmo il Pio, Ebalus riuscì a riconquistare sia la contea di Poitiers che quella di Limoges e Ademaro fu costretto a rifugiarsi presso il cognato, il conte d'Angoulême, Alduino I[6].

Dopo la morte dei cognati, Alduino I (916) e Guglielmo I (918), Ademaro divenuto il tutore del nipote il conte d'Angoulême, Guglielmo II, governò di fatto la contea[6], sino alla sua morte.

La morte di Ademaro viene citata in varie cronache: il monaco e storico, Ademaro di Chabannes, che lo cita come conte di Poitiers, e dice che morì il 2 aprile e fu sepolto a Poitiers, nella chiesa di sant'Ilario[7], così come il Chronicon Santi Maxentii Pictavinis[8]; mentre il Chronicon Aquitanicum, cita la data di morte (2 aprile 926) ed il luogo di sepoltura del conte Ademaro, figlio di Emenone[9].

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La moglie di Ademaro era Sancha d'Angoulême (secondo il monaco e storico, Ademaro di Chabannes, morta il 4 aprile, senza precisare l'anno[10]), figlia di Vulgrino I, conte d'Angouleme, e di Reginilde di Settimania[6]. Del loro matrimonio vi sono testimonianze sia nelle cronache di Ademaro di Chabannes (Ademaro sposò Sancha, parente stretta di Alduino I e Guglielmo I[11] e consanguinea di Bernardo I, conte di Perigord[10][12]), che nel Chronicon Santi Maxentii Pictavinis, dove si dice che Ademaro sposò Sancha, parente stretta di Alduino I e Guglielmo I, nel corso dell'893[13].
Di Ademaro e Sancha non si conosce alcuna discendenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 583–635
  • Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1979, pp. 636–661
  • Christian Settipani, La Préhistoire des Capétiens (Nouvelle histoire généalogique de l'auguste maison de France, vol. 1), éd. Patrick van Kerrebrouck, 1993

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]