Addominoplastica

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Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'addominoplastica consiste in un intervento di chirurgia plastica nella zona dell'addome e serve a ridare una forma armonica alla regione interessata dall'operazione.

Un medico esegue l'incisione iniziale sull'addome inferiore.
Un medico sutura l'incisione dopo aver completato l'addominoplastica.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli interventi di chirurgia plastica dell'addome erano difficili perché lasciavano cicatrici importanti e ben visibili e avevano indicazioni limitate perché c'erano molti casi di pazienti non operabili. Molto spesso i risultati erano deludenti sia per il paziente sia per il chirurgo. Nella maggior parte dei casi si trattava di interventi con un'incisione trasversale bassa eseguita insieme alla trasposizione dell'ombelico. Una delle possibili complicanze era una cicatrice evidente nella parte bassa dell'addome che, a causa della tensione della pelle, tendeva a risalire e a far ottenere un risultato non soddisfacente. In generale se le indicazioni chirurgiche erano buone e promettenti e quando la tecnica utilizzata era adeguata, si ottenevano dei risultati apprezzabili. Spesso, a causa dell'impossibilità di operare su accumuli di adipe, il risultato finale era poco estetico e bello.

Grazie ai progressi tecnici è stato possibile ottenere dei miglioramenti considerevoli dal punto di vista terapeutico. La più importante innovazione è sicuramente la liposuzione che riesce a correggere, in modo radicale e definitivo, gli eccessi adiposi localizzati a livello addominale e i cuscinetti laterali dei fianchi. Come conseguenza a questo tipo di novità si associano:

  • una riduzione dell'entità delle escissioni cutanee e degli scollamenti sottocutanei
  • una migliore ricostruzione del piano muscolo-aponeurotico
  • un miglioramento delle tecniche per la ricostruzione dell'ombelico e delle tecniche di sutura a fine intervento.

Le indicazioni e gli obiettivi di questa chirurgia si sono estesi. L'obiettivo non è solo una semplice riduzione del volume della parete addominale ma l'ottenimento di un profilo addominale armonico, più giovane e naturale, tendente al “bello”. I risultati, grazie alle nuove tecniche, sono diventati veramente estetici. Bisogna tenere conto però di due consigli molto utili:

  • si deve distinguere tra i candidati a questo tipo di chirurgia cioè gli obesi e gli altri pazienti. Storicamente, l'addominoplastica era utilizzata per migliorare le condizioni di salute degli obesi ma, con il passare del tempo, è stata utilizzata sempre di più a scopo estetico anche per altri tipi di pazienti. La plastica addominale non è una terapia per curare l'obesità ma permette di trattare il corpo a seguito di un importante dimagrimento
  • si raggruppano sotto il nome di addominoplastiche diversi tipi di interventi che hanno la particolarità e il difetto di lasciare cicatrici molto visibili ed evidenti. Nonostante tutti i progressi tecnici, questo tipo di interventi presentano delle difficoltà e dei rischi. Proprio per questo, dal punto di vista medico legale, il paziente, che deve essere informato in modo chiaro ed esaustivo sull'intervento che subirà, deve sottoscrivere un consenso che autorizzi il chirurgo a compiere su di lui un intervento chirurgico di ricostruzione addominale[1].

Aspetti morfologici e struttura della parete addominale[modifica | modifica wikitesto]

La parete addominale comprende un'area del corpo delimitata superiormente dal processo xifoideo (la regione più bassa dello sterno) e dall'arco costale (limite inferiore libero di forma arcuata del costato nelle pareti antero-laterali del torace), inferiormente dal legamento inguinale, dalle ossa pubiche e dalla cresta iliaca (la regione superiore dell'ala dell'ilio)[2].

La morfologia globale della parete addominale è definita su tre piani anatomici:

  • il piano muscolo-aponeurotico
  • il tessuto adiposo sotto-cutaneo
  • la cute.

Piano muscolo-aponeurotico[modifica | modifica wikitesto]

Il tono della parete addominale deve essere valutato per vedere se ci sono punti di debolezza. L'esame deve focalizzarsi sulla linea alba, alla ricerca di una diastasi dei muscoli retti, a livello dell'ombelico, delle regioni inguinali e cruciali alla ricerca di un'ernia. Il tono del piano muscolo-aponeurotico determina la qualità del risultato post-operatorio e quindi è necessario migliorare e riparare la zona nel caso in cui ce ne sia bisogno. Si parla di diastasi dei retti quando la distanza tra i margini interni dei muscoli retti è superiore a 4 cm. Anche nel caso in cui la distanza è inferiore a 4 cm, la lassità del piano muscolo-aponeurotico aumenta l'arco determinato dai muscoli retti e dalle loro aponeurosi, tra il processo xifoideo e il pube, causando e creando una protuberanza anteriore dell'addome. Quando è presente questo tipo di diastasi è necessario correggerla attraverso una plicatura dei muscoli retti che permette di diminuire la protuberanza addominale anteriore[3].

Piano adiposo[modifica | modifica wikitesto]

L'eccesso adiposo è molto variabile e determina vari quadri clinici diversi tra loro. La distribuzione della massa adiposa è varia perché può essere sotto-ombelicale, peri-ombelicale o diffusa:

  • nell'uomo, la distribuzione dello strato adiposo è omogenea o tende a concentrarsi a livello sotto-ombelicale e lateralmente a livello dei fianchi
  • nella donna, la distribuzione dell'adipe è di solito localizzata nella zona sotto-ombelicale e nella regione peri-ombelicale.

Diversi studi hanno permesso di distinguere un piano di grasso superficiale e un piano profondo, separati l'uno dall'altro dalla fascia superficiale e aventi ognuno le proprie caratteristiche:

  • il grasso superficiale, situato sopra la fascia superficiale, è disposto uniformemente su tutta la parete addominale. Il suo spessore è, di solito, di 1 cm
  • il tessuto adiposo profondo, localizzato sotto la fascia superficiale, determina un ammasso di grasso chiamato “steatoma” che occupa la regione sotto-ombelicale e le aree latero-ombelicali. Questo steatoma si estende dalla regione ombelicale alla regione pubica e da una spina iliaca antero-superiore a un'altra, prolungandosi inoltre lateralmente a livello delle anche. Si assottiglia e scompare 2-3 cm sopra l'ombelico[4].

Cute[modifica | modifica wikitesto]

L'esame della parete addominale è fondamentale per valutare lo stato dell'elasticità della cute, elemento molto importante da cui dipendono la maggior parte delle indicazioni e delle scelte operatorie. Il grado di elasticità cutanea è analizzato nel suo insieme ma il tono della pelle è studiato separatamente nelle zone sopra e sotto-ombelicali[5].

La pelle è attaccata al tessuto sottostante e mostra alcuni segni superficiali come l'ombelico, la linea alba, la linea semilunare, la fossa epigastrica e il punto di McBurney:

  • La regione ombelicale è localizzata intorno all'ombelico e la sua forma è variabile, il più delle volte è comunque circolare. Aderente al piano muscolare, l'ombelico è in fondo a un cratere la cui profondità dipende dalla quantità di grasso presente nella zona. Qualsiasi sia il grado di obesità, l'ombelico non si deforma mai e, durante l'intervento di addominoplastica, il chirurgo deve tenere di conto della particolare configurazione anatomica. La cicatrice ombelicale è, di solito, equidistante dall'apofisi xifoidea e dal pube. Prima dell'intervento il chirurgo deve studiare e valutare le regioni sopra e sotto-ombelicali e, in base alle caratteristiche di ciascuna zona, stabilisce la strategia operatoria migliore. In particolare la posizione esatta dell'ombelico deve essere essenziale nell'esame clinico pre-operatorio e la distanza ombelico-pubica deve essere studiata con attenzione
  • La linea alba (linea bianca) è formata dalla fusione della linea mediana delle aponeurosi dei muscoli addominali piatti e può essere visibile attraverso la pelle
  • La linea semilunare segna il bordo laterale del retto addominale, che si estende dall'arco costale vicino alla cartilagine della nona costola al tubercolo pubico. Questa linea segna i siti di ingresso dei nervi motori al retto addominale, rendendolo un sito chirurgicamente indesiderabile per le incisioni
  • La fossa epigastrica o epigastrio è la regione centrale superiore dell'addome situata tra l'ombelico e l'arcata costale
  • Il punto di McBurney segna l'incrocio del primo terzo laterale della linea che collega la spina iliaca anteriore superiore destra all'ombelico. Questa regione sul lato anteriore e posteriore corrisponde alla posizione comune dell'appendice[6].

La chirurgia plastica interviene sul piano muscolo-aponeurotico, sul piano adiposo e sul piano cutaneo. L'esame pre-operatorio determinerà un quadro clinico dettagliato delle eventuali lesioni che interessano ciascuno dei tre piani. In base a questo esame verranno decise le strategie terapeutiche migliori per ogni singolo caso. Per trattare l'insieme delle lesioni della parete addominale bisogna:

  • mettere nuovamente in tensione il piano muscolo-aponeurotico se è disteso
  • correggere un accumulo adiposo più o meno localizzato
  • eliminare le zone cutanee in eccesso.

A seconda del caso trattato la ricostruzione può interessare uno, due o anche tutti e tre i piani della parete. Le alterazioni dell'addome verranno trattate tutte durante lo stesso intervento chirurgico: la parete addominale è ricostruita piano per piano, partendo dal più profondo (il piano muscolo-aponeurotico) al più superficiale (la cute)[7].

Cenni di anatomia[modifica | modifica wikitesto]

Vascolarizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La parete addominale, come anche la pancia, riceve l'afflusso di sangue attraverso i rami delle arterie femorali, esterne iliache, succlavie e intercostali. Questi rami comprendono le arterie epigastriche superficiali, iliache circonflesse superficiali, iliache circonflesse profonde, pudende superficiali esterne, epigastrico superiore ed inferiore, intercostale posteriore, sotto-costale, muscolo-frenica e lombare[8].

Vascolarizzazione arteriosa[modifica | modifica wikitesto]

La vascolarizzazione della parete addominale è divisa in due regioni, l'una profonda e l'altra superficiale:

  • La vascolarizzazione profonda, che si riferisce al piano muscolo-aponeurotico, è formata dalle arterie epigastriche, le mammarie interne, le circonflesse iliache profonde, le intercostali e le lombari. Questi vasi sono collegati tra loro, creando una zona vascolare molto densa, organizzata secondo un asse verticale mediano (le mammarie interne e i vasi epigastrici), un asse supero-esterno (le arterie intercostali) e da un asse infero-interno (le circonflesse iliache profonde)
  • La vascolarizzazione superficiale (tessuto adiposo, tessuto cellulare sotto-cutaneo e piano cutaneo) ha l'affluenza di sangue grazie da una parte dalle arterie sotto-cutanee addominali e circonflesse iliache superficiali dirette alla regione inguino-crurale, dall'altra dalle arterie perforanti provenienti dal piano profondo.

L'analisi della vascolarizzazione della parete addominale serve per spiegare come si possa eseguire un ampio scollamento sottocutaneo in sicurezza vascolare[9].

Vascolarizzazione venosa[modifica | modifica wikitesto]

La vascolarizzazione venosa è divisa in una rete profonda sul piano muscolo-aponeurotico e in una rete superficiale cutaneo-adiposa:

  • Il sistema venoso profondo, riccamente collegato e a disposizione variabile, drena verso le vene epigastriche e le vene circonflesse iliache profonde
  • La rete superficiale venosa superficiale è a disposizione variabile e la sua disposizione non segue quella arteriosa. La ricchezza della vascolarizzazione ipodermica permette un buon drenaggio del lembo cutaneo-adiposo scollato durante l'addominoplastica[10].

Rete linfatica[modifica | modifica wikitesto]

I vasi linfatici della parete addominale sono organizzati secondo due regioni, l'una superficiale e l'altra profonda, che non hanno nessun tipo di collegamento tra loro:

  • Il sistema superficiale corrisponde alla regione sotto-ombelicale e drena nella catena dei linfonodi mammari esterni. Questa rete ha una disposizione differente e indipendente dal sistema artero-venoso
  • La rete profonda sono i satelliti dei vasi sanguigni e raggiungono i linfonodi mammari interni in alto e in basso i linfonodi retro-crurali. Questo sistema permette il drenaggio chirurgico delle strutture muscolo-aponeurotiche. È il sistema linfatico superficiale a essere interessato durante un intervento di addominoplastica, in particolare nelle regioni inguinali ed epigastriche.

Quindi si può capire come spesso c'è la possibilità che comparisca un versamento linfatico (sieroma) nei postumi di questo tipo di interventi ed è complicata e delicata da trattare. Allo stesso modo, una stasi linfatica può determinare un edema antiestetico persistente nella regione inferiore dell'addome, sopra la cicatrice[11].

Innervazione[modifica | modifica wikitesto]

La parete addominale è innervata dagli ultimi sei nervi intercostali e dai nervi addominogenitali cioè dai nervi spinali del nervo toracico (toracico-addominale) che continuano dagli spazi intercostali nella parete addominale. L'addome antero-laterale riceve anche fibre nervose dai nervi sotto-costali, ilio-ipogastrico e ilio-inguinale[12][13].

Terapie e tipi di addominoplastica[modifica | modifica wikitesto]

La chirurgia plastica dell'addome viene utilizzata per migliorare la funzionalità e l'aspetto estetico della zona addominale nel caso in cui sia stata danneggiata, alterata e distesa da una gravidanza, dal sovrappeso, dal semplice invecchiamento o da interventi chirurgici precedenti. Di solito l'operazione dura massimo 3-4 ore e il paziente è sottoposto ad anestesia generale. Il ricovero postoperatorio non è superiore ai 3 giorni.

Le tecniche chirurgiche possono trattare, a seconda dei casi:

  • Il piano cutaneo, rimesso nuovamente in tensione, dando all'addome un aspetto armonioso e naturale, al prezzo di una cicatrice il più corta e discreta possibile
  • Il piano adiposo su cui si agisce per eliminare e correggere gli eccessi
  • Il piano muscolo-aponeurotico che è sistemato e rimesso in tensione[14].

Nel caso del piano cutaneo, lo scopo della ricerca era quello di ottenere cicatrici il più discreto e nascosto possibile. Questi progressi negli studi hanno riguardato in particolar modo:

  • Le nuove tecniche di onfaloplastica
  • Gli interventi che determinano delle asportazioni cutanee più limitate e più adatte alle diverse esigenze
  • La tendenza a limitare gli scollamenti, in particolare quelli laterali
  • Il miglioramento delle tecniche di sutura.

Gli schemi di escissioni cutanee possibili sono legati alla localizzazione, alla diversa natura delle lesioni della parete addominale e della morfologia di ogni singolo paziente. Per questo motivo è necessario classificare le tecniche a livello cutaneo in due gruppi con indicazioni molto differenti tra loro:

  • Le plastiche addominali estese che riguardano l'intera parete addominale e determinano uno scollamento cutaneo esteso e un intervento chirurgico sull'ombelico
  • Le plastiche addominali localizzate che trattano una regione limitata dell'addome e richiedono uno scollamento molto ridotto della cute e spesso nessun intervento sull'ombelico[15].

Plastiche addominali estese[modifica | modifica wikitesto]

Le plastiche addominali estese si dividono in tre gruppi a seconda del tipo di incisioni da fare e della resezione cutanea:

  • Le plastiche addominali trasversali o orizzontali
  • Le plastiche addominali verticali o longitudinali
  • Le plastiche addominali miste.

Solitamente il tipo di intervento più usato e diffuso è il primo mentre il secondo e il terzo sono più rari e meno usati[16].

Plastiche addominali trasversali o orizzontali[modifica | modifica wikitesto]

In questo tipo di intervento vengono usate incisioni orizzontali, perpendicolari alla linea xifo-pubica, senza dividerli in base alla loro area rispetto all'ombelico. Questo tipo di incisioni tendono a protrarsi lateralmente per arrivare al massimo alla lipectomia circolare.

Questi interventi possono stirare:

  • Sia dall'alto verso il basso, provocando delle orecchie cutanee laterali, che avranno bisogno di una correzione successiva
  • Sia in basso e in regione mediana che ha come risultato un eccesso cutaneo trasversale e crea delle pieghe che scompariranno in un tempo più o meno lungo
  • Sia in basso e in regione laterale-esterna, cosa che permette di regolare meglio il drappeggio cutaneo ma prolunga la lunghezza delle cicatrici lateralmente.

In pratica, durante l'abbassamento della cute in regione addominale superiore, bisogna trovare il modo di riportare la cute verso il centro ma non troppo. Il chirurgo dovrà valutare la situazione caso per caso:

  • Se non raccoglierà la cute verso il centro, la cicatrice verrà troppo lunga
  • Se si tende ad allungare troppo per accorciare a qualunque costo la cicatrice, i lembi della pelle non combaceranno perfettamente e la sutura provocherà delle pieghe a raggiera, con il rischio che siano permanenti, esito che sarebbe poco estetico e vissuto male dal paziente.

L'evoluzione delle tecniche di chirurgia trasversale ha determinato il metodo più frequente di addominoplastica cioè la plastica addominale trasversale bassa con trasposizione dell'ombelico[17].

Plastica addominale trasversale bassa con trasposizione dell'ombelico[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo di questo intervento è quello di ottenere, partendo da un'incisione orizzontale sovra-pubica che va da una spina iliaca a un'altra, l'eliminazione di uno strato cutaneo adiposo sotto-ombelicale.

Questa foto mostra l'area addominale completamente suturata dopo una procedura combinata di addominoplastica e liposuzione. L'ombelico originale viene suturato in una nuova fessura creata dal chirurgo.

Questo intervento ha come conseguenza la separazione dell'ombelico dai suoi legami cutanei, uno scollamento esteso della regione superiore sovra-ombelicale fino al piano costale xifoideo e la trazione verso il basso di questo lembo di pelle che deve raggiungere il limite inferiore sovra-pubico dove viene effettuata la sutura. L'ombelico successivamente viene riposizionato aprendo una fessura nella regione addominale superiore tesa. Per svolgere questo intervento nelle migliori condizioni e per ottenere un risultato soddisfacente è necessario che il lembo superiore sovra-ombelicale possa essere abbassato quel tanto che basti per creare una cicatrice il più basso possibile. La trazione non deve essere esagerata per evitare di compromettere la vitalità del paziente o causare una risalita poco estetica della zona pubica. L'elemento essenziale nelle indicazioni di questo intervento è, quindi, la valutazione preparatoria delle possibilità di tendere o meno il lembo cutaneo superiore sovra-ombelicale.

La presenza dell'ombelico al centro della parete addominale e la necessità di ricostruirlo al termine dell'intervento rappresentano la principale difficoltà tecnica di questo intervento chirurgico. Per fare in modo che l'ombelico sia al centro di una depressione è quasi sempre necessario fare una sgrassatura del lembo addominale attorno all'ombelico. Questa tecnica ha un inconveniente: la presenza di una cicatrice circolare peri-ombelicale che spesso è visibile. Ci sono strategie che permettono di ottenere un ombelico più naturale e privo di cicatrici ad esempio la realizzazione di una trasposizione ombelicale secondo uno schema “a stella a tre punte” o secondo un lembo a U a base superiore. Grazie a queste tecniche la cicatrice non è più intorno all'ombelico ma è nascosta al suo interno[18].

Plastica addominale trasversale bassa con neo-ombelicoplastica[modifica | modifica wikitesto]

Questa tecnica non è recente ma è rimasta per lungo tempo riservata per casi particolari come la presenza di un'ernia ombelicale o l'assenza di ombelico a causa di un intervento precedente. I progressi tecnici ottenuti nell'exeresi cutanea e nelle tecniche di ricostruzione ombelicale, con il contributo della liposuzione, hanno migliorato l'efficacia di questa tecnica[19].

Plastica addominale circolare[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di intervento consiste nell'asportare un vasto cilindro cutaneo-adiposo che circoscrive l'addome. Il body-lifting ha migliorato questo tipo di tecnica specialmente nei casi di pazienti che presentano grandi eccessi cutanei dovuti a perdite di peso massicce. In questo tipo di interventi vengono trattati contemporaneamente tutti gli inestetismi della parte bassa del corpo, in particolare:

  • Fare risalire le natiche cadenti
  • Ridurre gli eccessi cutanei all'interno delle cosce e sui fianchi
  • Ridurre le dimensioni corporee[20].

Plastiche addominali verticali o longitudinali[modifica | modifica wikitesto]

In questo tipo di interventi vengono utilizzate tecniche basate su una resezione verticale xifo-pubica. Mentre l'addominoplastica a resezione trasversale è indicata per gli obesi, al contrario, l'addominoplastica verticale è indicata per le donne che, a seguito di una o più gravidanze, hanno un addome rilasciato e disteso, sede di un eccesso cutaneo importante. Questo intervento lascia una cicatrice verticale spesso molto evidente ed è poco soddisfacente, per questo è praticato quando non è possibile effettuare una plastica addominale con incisione trasversale bassa o se esiste già una cicatrice verticale mediana[21].

Plastiche addominali miste[modifica | modifica wikitesto]

Sono anche chiamate plastiche addominali con incisione ad “ancora” o a “T invertita”. Esse consentono una riduzione nei due sensi, verticale e orizzontale, che rimette in tensione il tessuto cutaneo eccedente. Questi interventi hanno due difetti:

  • La dimensione della cicatrice particolarmente poco estetica
  • Il rischio di necrosi nel punto d'incontro dei tremi della sutura.

Per questi motivi si preferisce fare delle incisioni trasversali associate a una piccola resezione verticale ottenendo delle incisioni miste mascherate[22].

Plastiche addominali ridotte[modifica | modifica wikitesto]

Questa foto mostra la rimozione di pelle e grasso durante un intervento di addominoplastica.

Le plastiche addominali ridotte sono utilizzate per ridurre gli eccessi cutanei di aree circoscritte. Il loro obiettivo è disegnare una plastica di riduzione cutanea che si adatti al meglio al difetto, riducendo anche l'entità dell'exeresi e ottenendo delle cicatrici più corte e più nascoste. A seconda dell'area addominale coinvolta e del tipo di incisioni fatte, si distinguono tre gruppi di interventi:

  • Le addominoplastiche sotto-ombelicale, con o senza intervento a livello ombelicale
  • Le plastiche del pino medio-addominale e della regione peri-ombelicale
  • Le plastiche dell'area sovra-ombelicale.

La liposuzione è stata fondamentale per perfezionare questo tipo di interventi[23].

Plastiche addominali del livello sotto-ombelicale senza intervento sull'ombelico[modifica | modifica wikitesto]

Questi interventi vengono eseguiti quando è presente un eccesso cutaneo limitato a livello sotto-ombelicale. In particolare, se la cute presenta lesioni (smagliature o cicatrici) e se la parete addominale è in buono stato, si può eseguire, una plastica addominale bassa localizzata. In questo tipo di interventi non si va a lavorare sull'ombelico né con una trasposizione né con un disinserimento. Queste tecniche si sono sviluppate grazie all'avvento della liposuzione, nel quadro di interventi combinati di addominoplastica e liposuzione[24].

Addominoplastiche trasversali basse con disinserimento dell'ombelico[modifica | modifica wikitesto]

Nella chirurgia plastica dell'addome, la difficoltà principale sta nella regione ombelicale e nell'ancoraggio al piano fasciale. In questo tipo di interventi, l'ombelico non viene considerato come un punto fisso e inamovibile della parete addominale e un ostacolo per la ricostruzione. Grazie alle nuove tecniche ci sono nuove indicazioni cliniche per quanto riguarda il distacco ombelicale:

  • Gli eccessi cutanei della regione sotto-ombelicale nell'ambito di un'addominoplastica trasversale bassa dove l'abbassamento del lembo superiore risulta difficile e deforma l'ombelico
  • Gli eccessi cutanei di media importanza delle regioni sopra e peri-ombelicali.

Il distacco dell'ombelico permette di mettere in tensione i piani sopra e sotto-ombelicali distesi, senza creare una cicatrice peri-ombelicale[25].

Addominoplastica del piano centro-addominale e della regione peri-ombelicale[modifica | modifica wikitesto]

Quando le lesioni limitate alla regione ombelicale e peri-ombelicale non possono essere corrette con un'incisione a distanza, esse rappresentano una delle maggiori difficoltà dell'addominoplastica. A questo punto ci sono due possibili scelte:

  • Nessun tipo di trattamento
  • Un accesso diretto alla lesione cutanea che lascia una cicatrice medio-addominale. In questo caso il paziente dovrà essere informato della localizzazione esatta della cicatrice, della sua lunghezza e delle possibili complicanze post-operatorie[26].

Addominoplastica trasversale alta: plastica del piano sovra-ombelicale[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di interventi è riservato a indicazioni particolari e molto rare cioè a lesioni estese al piano superiore dell'addome, senza lesioni del piano sotto-ombelicale. L'ombelico non viene spostato della sua sede originaria. L'inconveniente principale di questa tecnica sta nella creazione necessaria di una cicatrice trasversale mediana pre-sternale che passa nello spazio intra-mammario della scollatura. Questo tipo di intervento è indicato nelle donne che hanno un eccesso cutaneo-adiposo situato nella regione sovra-ombelicale e che “necessitino” di una mastoplastica[27].

Interventi associabili all'addominoplastica[modifica | modifica wikitesto]

Spesso vengono richiesti altri interventi strettamente legati all'addominoplastica ma bisogna distinguere vari casi, a seconda del tipo di intervento da svolgere (in funzione della necessità o meno di aprire il peritoneo)[28].

Associazione con un altro intervento di chirurgia plastica[modifica | modifica wikitesto]

Spesso, dopo un'addominoplastica, viene associato un intervento di plastica mammaria. Altre associazioni di interventi sono possibili, mantenendo il buon senso e non esagerando nella durata totale dell'intervento. È fondamentale non sottostimare l'incidenza delle conseguenze medico-legali di tali associazioni[29].

Associazione con il trattamento di un laparocele[modifica | modifica wikitesto]

Durante lo stesso intervento chirurgico è normale andare a trattare le lesioni del piano muscolo-aponeurotico e del tessuto cutaneo-adiposo, associando la terapia del laparocele all'addominoplastica. Tuttavia, nel caso di un laparocele considerevole che richieda l'apertura del peritoneo o il posizionamento di una rete protesica, sarà prudente, non eseguire uno scollamento troppo accentuato durante l'addominoplastica[30].

Associazione con chirurgia viscerale addominale[modifica | modifica wikitesto]

È il caso più delicato in assoluto. Il trattamento di una lesione viscerale intra-addominale e l'addominoplastica dovrebbero essere eseguite separatamente per sicurezza: si tratta di valutare le “proporzioni dell'intervento”. Sono casi particolari che devono essere trattati singolarmente in base al quadro clinico. Se le condizioni generali del paziente sono buone e l'intervento viene svolto da équipe specializzate, si può associare la ricostruzione parietale alla chirurgia intra-addominale.

In generale si può riassumere dicendo che:

  • Bisogna privilegiare al massimo l'utilizzo della liposuzione isolata se non c'è eccesso di cute e se non c'è una vera diastasi dei retti
  • Se è necessaria una plastica di riduzione cutanea, bisogna utilizzare al meglio la liposuzione all'inizio dell'intervento per ridurre l'entità dell'addominoplastica[31].

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

La chirurgia plastica dell'addome, nonostante tutti i progressi medici e tecnici, resta una chirurgia molto difficile da eseguire. A causa della sua difficoltà provoca diverse complicanze, di diversa gravità, che non possono essere trascurate. Nonostante vengano rispettate determinate regole e rigorose indicazioni e nonostante le innovazioni tecniche siano sempre più efficaci ed efficienti, l'addominoplastica rimane tra gli interventi di chirurgia estetica che provoca le complicanze post-operatorie più gravi e più numerose. È dovere del medico informare il paziente della possibilità di questo tipo di difetti e ottenere un consenso scritto in cui il paziente dichiari di essere stato informato in modo esaustivo.

Le complicanze più comuni sono legate a:

  • Addominoplastiche senza liposuzione
  • Lipoaspirazioni addominali isolate
  • Addominoplastiche associate a una liposuzione[32].

Addominoplastica senza liposuzione[modifica | modifica wikitesto]

Le complicanze dell'addominoplastica senza liposuzione sono:

  • Complicanze tromboemboliche
  • Ematomi a livello addominale
  • Infezioni
  • Necrosi cutanea
  • Versamento sieroematico o linfatico detto di “Morel-Lavallée”
  • Alterazioni della sensibilità parietale
  • Imprevisti e problemi delle cicatrici[33].

Lipoaspirazioni addominali isolate[modifica | modifica wikitesto]

Le complicanze di lipoaspirazioni addominali isolate sono:

  • Causate dall'uso della liposuzione
  • Risultati indesiderati o insufficienti come l'ipocorrezione armoniosa, l'asimmetria, l'irregolarità adiposa e l'eccesso cutaneo residuo[34].

Addominoplastiche associate a una liposuzione[modifica | modifica wikitesto]

Le complicanze delle addominoplastiche associate a una liposuzione sono le stesse precedentemente descritte e non aggiungono nuovi problemi o difetti. Solitamente la liposuzione riduce il numero e l'entità delle addominoplastiche. Lo scollamento cutaneo è ridotto grazie all'uso di una liposuzione iniziale, con effetti benefici sulla qualità e sulla sicurezza degli interventi chirurgici, sia dal punto di vista locale che generale[35].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Flageul, pp. 1-2
  2. ^ Shiffman-Mirrafati, p. 1
  3. ^ Flageul, p. 2
  4. ^ Flageul, pp. 2-3
  5. ^ Flageul, p. 2
  6. ^ Shiffman-Mirrafati, pp. 2-3
  7. ^ Flageul, p. 3
  8. ^ Shiffman-Mirrafati, p. 4
  9. ^ Flageul, pp. 3-4
  10. ^ Flageul, p. 4
  11. ^ Flageul, p. 4
  12. ^ Shiffman-Mirrafati, pp. 7-8
  13. ^ Flageul, p. 4
  14. ^ Flageul, p. 4
  15. ^ Flageul, p. 4
  16. ^ Flageul, pp. 4-10
  17. ^ Flageul, pp. 4-5
  18. ^ Flageul, pp. 5-8
  19. ^ Flageul, pp. 8-9
  20. ^ Flageul, p. 9
  21. ^ Flageul, p. 10
  22. ^ Flageul, p. 10
  23. ^ Flageul, pp. 10-14
  24. ^ Flageul, pp. 10-11
  25. ^ Flageul, pp. 11-12
  26. ^ Flageul, pp. 12-13
  27. ^ Flageul, pp. 13-14
  28. ^ Flageul, pp. 22-23
  29. ^ Flageul, p. 22
  30. ^ Flageul, pp. 22-23
  31. ^ Flageul, p. 23
  32. ^ Flageul, pp. 25-28
  33. ^ Flageul, pp. 25-27
  34. ^ Flageul, p. 27
  35. ^ Flageul, pp. 27-28

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Melvin A. Shiffman e Sid Mirrafati, Aesthetic Surgery of the Abdominal Wall, New York, Springer, 2005.
  • Gérard Flageul, Chirurgia plastica dell'addome. Tecniche Chirurgiche - Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, 45-675, 29 p., Parigi, Encycl Méd Chir (Editions Scientifiques et Médicales Elsevier SAS, tutti i diritti riservati), 2003.

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