Abd al-Malik al-Muzaffar

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Abd al-Malik ibn Abi Amir al-Muzaffar (975Cordova, 1008) responsabile militare e politico del Califfato di Cordova dal 1002 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Almanzor, discendente dalla famiglia dei Banu Abi Amir, che aveva ricevuto dei territori, conosciuti come «Turrush» (e non a Torrox, Malaga, come erroneamente sostenuto da alcuni storici) nella zona di Algeciras da Ṭāriq ibn Ziyād, dopo la conquista degli anni 711 e 712.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1002, alla morte del padre, gli succedette sia come hajib (ciambellano) o primo ministro, sia come comandante dell'esercito, mentre il califfo Hishām II ibn al-Ḥakam, in pratica non aveva alcun potere.

Continuò la politica paterna, riportando numerose vittorie sui reami cristiani e mantenne su di essi l'egemonia, obbligando i loro sovrani a rispettare le tregue e ad accettarlo come arbitro nelle loro dispute.

In politica interna dovette affrontare alcune rivolte che represse rapidamente, con energia.

Morì nei pressi di Cordova, nel 1008, probabilmente avvelenato dal proprio fratellastro, Abd al-Rahman Sanchuelo, che gli succedette.

La sua morte fu la causa della caduta della dinastia degli Amiridi ed innescò la guerra civile in al-Andalus, che in due decenni portò alla caduta del califfato ed allo smembramento dello stato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in «Storia del mondo medievale» (trad. ital. della Cambridge Medieval History, Firenze, Garzanti), vol. II, 1999, pp. 477–515.

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