Abbazia di Santa Maria della Vittoria

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Abbazia di Santa Maria della Vittoria
Scurcola Marsicana AQ - Abbazia di Santa Maria della Vittoria 28.JPG
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàScurcola Marsicana
Religionecattolica
Diocesi Avezzano
Stile architettonicoarte cistercense
Inizio costruzione1274
CompletamentoXIII secolo
Demolizione1525

Coordinate: 42°04′20.36″N 13°21′25.85″E / 42.072323°N 13.357181°E42.072323; 13.357181

L'abbazia di Santa Maria della Vittoria, costruita nel 1274 a Scurcola Marsicana in provincia dell'Aquila, è stata l'ultima delle cinque abbazie cistercensi in Abruzzo, dopo l'abbazia di Santa Maria di Casanova, l'abbazia di Santa Maria Arabona, il Monastero di Santo Spirito d'Ocre e l'abbazia dei Santi Vito e Salvo.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Portale dell'abbazia nell'attuale chiesa di Santa Maria della Vittoria

La costruzione dell'abbazia di S. Maria della Vittoria si fa risalire alla Battaglia di Tagliacozzo del 23 agosto del 1268 presso Scurcola Marsicana dove le truppe angioine di Carlo I d'Angiò sconfissero quelle sveve di Corradino di Svevia conquistando il possesso del Regno di Sicilia.

In memoria di questa vittoria Carlo d'Angiò commissionò la costruzione della chiesa, intitolandola a Santa Maria della Vittoria, e di un monastero cistercense come filiazione dell'abbazia di Louroux a Vernantes, nel ducato d'Angiò, regione di provenienza dei soldati impegnati nella campagna militare in Italia. La costruzione ebbe inizio nel 1274 e nel 1277 ospitò i primi monaci cistercensi. La chiesa venne consacrata il 12 maggio del 1278, per essere definitivamente ultimata solo nel 1282. Il potere dell'abbazia fu notevole sin dall'inizio, potendo contare su una vasta dotazione di terre.

Con l'avvento degli Aragonesi nel XV secolo, i cistercensi abbandonarono l'abbazia, che passò ai benedettini.

L'abbazia fu pesantemente danneggiata dal terremoto del 1456 per essere progressivamente abbandonata nel XVI secolo a seguito di altre calamità naturali e lotte di potere tra le famiglie locali.

Nel 1525 nella parte alta del paese fu costruita la nuova chiesa di Santa Maria della Vittoria, essendo l'abbazia già in grave stato di conservazione, che accolse parte delle opere d'arte della precedente abbazia, come la statua lignea di Madonna con Bambino detta Madonna della Vittoria, opera francese della fine del XIII secolo che si pensa fosse stata donata da Carlo d'Angiò alla vecchia abbazia.[2]

Una leggenda vuole che una contadina in un campo prossimo all'abitato di Scurcola rinvenne la cassa con la statua. Nel XX secolo dell'abbazia non rimanevano che pochi resti, studiati da Ignazio Carlo Gavini e Mario Moretti per le loro monografie sull'architettura abruzzese.

Già nell'Ottocento i portali superstiti furono prelevati e spostati nelle chiese principali di Scurcola, per permetterne la conservazione.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Portale dell'abbazia nell'attuale chiesa di Sant'Antonio

Dell'abbazia non rimangono che pochi ruderi, ma è possibile risalire alla sua struttura attraverso l'analisi delle rovine fatta agli inizi del XX secolo. La pianta originaria della chiesa era a croce latina, con un transetto poco sporgente ed un'abside piatta con cappelle quadrate sui lati. Il corpo longitudinale era a tre navate con pilastri rettangolari che la dividevano in sei campate.

Due portali dell'antica abbazia sono stati riutilizzati presso altre due chiese di Scurcola Marsicana, uno al lato della nuova chiesa cinquecentesca di Santa Maria della Vittoria e l'altro per la facciata della chiesa di Sant'Antonio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Mammarella, Abbazie e monasteri cistercensi in Abruzzo, Cerchio (AQ), Adelmo Polla Editore, 1995, p. 148, ISBN 88-7407-027-6.
  2. ^ Madonna con il Bambino. Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Regione Abruzzo. URL consultato l'11 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Egidi, Carlo I D'Angio e l'abbazia di S. Maria Della Vittoria presso Scurcola, Napoli, Pierro, 1910.
  • Adele Buratti, Gianni Mezzanotte e Mauro Civita, Comunità cistercensi in Abruzzo, XIX Congresso internazionale di Storia dell’architettura, 15-22 settembre 1975, L'Aquila, Marcello Ferri Editore, Città e società, n. 1, gennaio - marzo 1980, pp. 46-65.

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