A Est di Bucarest

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A Est di Bucarest
A est di Bucarest.jpg
Il talk-show
Titolo originaleA Fost sau n-a fost?
Paese di produzioneRomania
Anno2006
Durata89 min
Generedrammatico, commedia
RegiaCorneliu Porumboiu
SceneggiaturaCorneliu Porumboiu
FotografiaGeorge Dascalescu e Marius Panduru
MontaggioRoxana Szel
MusicheRotaria
ScenografiaDaniel Raduta
Interpreti e personaggi

A Est di Bucarest (A Fost sau n-a fost?) è un film del 2006 diretto da Corneliu Porumboiu.

Presentato al 59º Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, ha vinto la Caméra d'or[1]. È stato nominato in molti altri premi internazionali e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura al Copenhagen International Film Festival.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Vaslui, Romania: qualche anno dopo la caduta del regime comunista alcuni abitanti di una città discutono su come celebrare l'anniversario dell'avvenimento. Decidono quindi organizzare una trasmissione televisiva in un'emittente locale e fare un talk show celebrativo, facendo intervenire le persone telefonicamente.

Siamo a Vaslui, cittadina tranquilla nella Romania orientale; ricorre il 16º anniversario della Rivoluzione del Natale 1989. Virgil Jderescu, direttore della locale emittente televisiva, vuole organizzare un talk-show in diretta per rispondere ad una semplice domanda: c'è stata davvero una rivoluzione in questa città? La gente è scesa in piazza prima o dopo la fuga e quindi la caduta di Ceausescu? Perché se sono scesi in piazza dopo, allora non si tratta di Rivoluzione ma di semplici festeggiamenti.

Ma i due ospiti attesi declinano l'impegno, forse perché l'argomento si presenta più spinoso di quanto pensi Jderescu. Ma lui riesce ad ovviare a quelle assenze ed invita altre due persone. Il primo è Tiberiu Manescu, un professore beone e squattrinato che si è sempre vantato di essere stato il primo in città a sfidare gli uomini del dittatore. L'altro ospite è Emanoil Piscoci, un vecchietto rigoroso e paranoico che a quell'epoca usava travestirsi da Babbo Natale per i bambini.

Inizia la trasmissione e il Prof. Manescu espone, in modo borioso, la sua esperienza di rivoluzionario, ma subito due telespettatori chiamano in diretta smentendo la sua presenza in piazza quel giorno e accusandolo di parlare sotto l'effetto dell'alcool, senza tuttavia avere prove che Manescu menta davvero. Il dibattito comincia a diventare imbarazzante quando Manescu, innervosito, comincia a spiattellare le magagne di alcuni "notabili" del posto, compreso lo stesso editore/presentatore Virgil Jderescu che pare non sia un giornalista ma un ingegnere tessile prestato alle televisioni. Il talk-show, inizialmente pacato e formale, prende una piega grottesca e scurrile, visto che pure l'anziano Piscoci, fino a quel momento silenzioso, pretende di fare il "filosofo" della situazione e comincia a dire idiozie.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane regista riesce a focalizzare lo spirito riflessivo dello spettatore sull'anima dei popoli latini (sia pure Est Europei). La Rivoluzione Rumena del '89 in realtà ha avuto ben poco di rivoluzionario: Virgil Jderescu è sempre lo stesso ingegnere insoddisfatto e malpagato col pallino della televisione; Tiberiu Manescu è lo stesso fallito di prima della rivoluzione; Emanoil Piscoci si traveste ancora da Babbo Natale per sentirsi meno solo; la città ha lo stesso triste ed anonimo aspetto di 16 anni fa; i "notabili" del posto sono sempre gli stessi lestofanti di allora, adesso si fanno chiamare imprenditori e non "Securisti", ma comandano sempre loro. Se la rivoluzione ha la faccia di Tiberiu Manescu, allora è meglio chiamare in diretta e dire che è stato tutto un bluff.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2006, festival-cannes.fr. URL consultato il 10 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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