5 e 5

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Il 5 e 5 è un tipico panino livornese farcito con torta di ceci[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 e 5 nasce dalla farcitura di un pane detto francesino o pan francese e la torta di ceci, a Livorno detta semplicemente torta. La torta di ceci è in realtà un'invenzione dei genovesi, a Livorno è nata solo l'idea di usarla come farcitura di un panino[2][3].

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Si narra che durante la Battaglia della Meloria, che vide protagoniste Genova e Pisa nel 1284, un'imbarcazione genovese che trasportava prigionieri pisani si imbatté in una tempesta proprio nei pressi delle coste livornesi. La nave subì qualche danno e la stiva, che conteneva le scorte di cibo dell'equipaggio, imbarcò moltissima acqua.

Tra i prodotti si trovavano grandi quantità di ceci, che si mischiarono con l'acqua salata imbarcata e con l'olio fuoriuscito da un barile rovesciatosi durante la tempesta. Si venne così a formare una poltiglia ben poco appetitosa.

Passavano i giorni e le altre provviste iniziavano a scarseggiare. Quando queste furono completamente esaurite, i marinai non poterono che cibarsi di quella pappetta di ceci, acqua e olio. Successivamente il miscuglio venne esposto al sole perché si potesse seccare e divenire più appetitoso. L'esperimento riuscì perfettamente, e quella che prima era una disgustosa poltiglia diventò una croccante e succulenta pietanza.

I genovesi sfruttarono questa scoperta sostituendo all'essiccamento al sole, la cottura in forno, e dandole il nome di "oro di Pisa", nome poi sostituito da "farinata".

Il prodotto prese poi il nome di torta di ceci e si diffuse in molte zone costiere a sud di Genova. Una di queste zone era proprio Livorno, che personalizzò la ricetta, suggerendo di accompagnarla con del pane francese o della focaccia.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

L'accostamento piacque notevolmente ai livornesi e si stabilizzò negli anni trenta del Novecento, quando sia il prezzo del pane che quello della torta di ceci erano di 5 centesimi di lira, per cui la frase tipica del cliente che voleva acquistare entrambe era:"Vorrei 5 di torta e 5 di pane". Fu così che la torta di ceci iniziò ad essere chiamata semplicemente torta e venne utilizzata come farcitura del panino che prese appunto il nome di "5 e 5".

Successivamente è stato possibile aggiungere, a piacimento del cliente, il pepe e da 15/20 anni le melanzane sotto il pesto (cioè marinate).[4]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il "5 e 5" è entrato a far parte dei prodotti tipici livornesi. Viene venduto sia da specializzati "tortai" che in alcune pizzerie a taglio ed è apprezzato soprattutto dai giovani, che usano accompagnarlo con un bicchiere di spuma bionda. Questo semplice panino è diventato talmente importante per la città di Livorno, che gli è stato dedicato un "cammino gastronomico" denominato "Dammi 5 e 5!". L'evento ha incluso la distribuzione di un pieghevole che informava sui punti vendita, sul loro orario di apertura e sui costi, così da rendere il "5 e 5" una vera e propria attrazione turistica.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La torta di ceci, che a Livorno viene chiamata torta, a Genova e Torino viene chiamata "farinata", a Carrara "caldacalda" e a Pisa "cecìna". Dati i rapporti campanilistici tra pisani e livornesi, viene spesso sconsigliato al turista che si trovi a Livorno di chiamare la torta di ceci, "cecìna"![5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 5 e 5, una specialità livornese, melamario.wordpress.com. URL consultato il 28/03/2014.
  2. ^ Il 5 e 5, storia della tipica torta di ceci Livornese, piratiesirene.it. URL consultato il 28/03/2014.
  3. ^ Dammi il 5 e 5!, Nuovoconsumo.it. URL consultato il 28/03/2014.
  4. ^ 5e5 il cibo di strada di Livorno, taccuinistorici.it. URL consultato il 28/03/2014.
  5. ^ Il 5 e 5 a Livorno