Wilhelm Schuppe

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Wilhelm Schuppe (Brieg, 5 maggio 1836Breslavia, 29 marzo 1913) è stato un filosofo tedesco.

È considerato il maggior rappresentante di quella corrente che fu detta filosofia dell'immanenza e che in Italia ebbe una certa eco, soprattutto attraverso il pensiero di Filippo Tommaso Marinetti.

Il pensiero[modifica | modifica sorgente]

Il pensiero di Schuppe fu influenzato dal positivismo e dall' empiriocriticismo e, pur sviluppandosi in una concezione originale, di questi mantenne sempre l'istanza dell'aderenza all'esperienza e del rifiuto di ogni metafisica. Al centro della sua filosofia fu il problema della conoscenza, che risolse negando una separazione tra soggetto e oggetto della conoscenza, anche se affermò poi che questa distinzione è essenziale alla conoscenza stessa nell'opera Logica della teoria della conoscenza, del 1878.

L'autore sostenne che sia il soggetto sia l'oggetto, nel caso si separassero e assumessero una indipendenza rispetto all'altro polo della conoscenza, diverrebbero irreali, pure astrazioni.

Schuppe elaborò la convinzione che il "mondo è raccolto nell'io", non in un senso idealistico, piuttosto con il significato di poter esistere solo in quanto oggetto di indagine e quindi di conoscenza.

L'oggetto del pensiero, secondo Schuppe, non deve essere confuso con l'essenza stessa del pensiero, però è pur sempre un contenuto della coscienza e, proprio per questo motivo, è definibile come immanente alla coscienza stessa.

Il soggetto non esiste indipendentemente dalla sua attività e la sua individualità si fonda nella diversità dell'esperienza. La base dell'attività del soggetto è però, secondo il filosofo tedesco, una coscienza generica, che è la condizione e il fondamento dell'attività singola della coscienza individuale, come ben descritto in Lineamenti di teoria della conoscenza e logica del 1894.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Goretti, La filosofia pratica - W. Schuppe, in "Rivista di filosofia", 1933, 124
  • Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, Torino, Utet, 1995.
  • A. Pelazza, G.Schuppe e la filosofia dell'immanenza, Milano, 1914.

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