Visuddhimagga

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Il Visuddhimagga (Cammino verso la purezza) è un commentario buddista scritto da Buddhaghosa nel 430 d.C. circa. È considerato tra i più importanti testi della scuola Theravāda tra quelli non appartenenti al canone pali (o Tipitaka)[1].


Contenuti e struttura[modifica | modifica wikitesto]

È diviso in tre parti, che corrispondono rispettivamente alle sezioni in cui è suddiviso tradizionalmente il Nobile ottuplice sentiero, ovvero:
1) Sīla (Disciplina o Virtù o Moralità);
2) Samādhi (Concentrazione meditativa)
3) Pañña (Saggezza o "saggezza trascendente" o "gnosi").

  • La prima parte (cap.I-II) espone le regole della Disciplina, i metodi per trovare un corretto luogo per praticare, nonché le numerose pratiche ascetiche (dhulanga).
  • La seconda parte (cap.III-XIII) inizia con un'introduzione alla pratica della concentrazione (samādhi o samatha) e ai suoi oggetti. Tra questi è preminente il kasina (cerchio) di terra, descritto nel cap.IV. Sempre nello stesso capitolo sono menzionati i quattro differenti stadi o gradi di concentrazione (jhāna). Questo capitolo è forse una delle parti più interessanti in quanto è una fonte preziosa per lo studio di antiche tecniche meditative, oggi in gran parte non più praticate. Il capitolo V descrive gli altri kasina. I capitoli VI, VII e VIII hanno per argomenti altri oggetti di concentrazione o meditazione. I capitoli IX e X sono dedicati alla descrizione degli stati di consapevolezza detti rispettivamente dimore divine (brahmavihāra) e stati senza forma (aruppa). Il cap. XI conclude e riassume la descrizione della concentrazione. La seconda parte si conclude con l'elencazione dei benefici della concentrazione (cap. XII-XIII), tra cui si elencano i vari poteri soprannaturali e il ricordo delle vite passate.
  • La terza parte (cap.XIV-XXIII) si apre con una descrizione dei cinque aggregati (khandha, sanscrito skandha) (cap.XIV), delle basi (Āyatana) e degli elementi (dhātu) (cap.XV), delle facoltà (indriya) e delle Quattro Nobili Verità (cap.XVI), nonché della teoria dell'originazione dipendente (paticcasamuppāda)(cap.XVII). Seguono cinque capitoli (XVIII-XXII) dedicati rispettivamente alla:
    • purificazione della visione (ditthi),
    • purificazione per mezzo del superamento del dubbio,
    • purificazione per mezzo della conoscenza e visione (discernimento) di ciò che è o che non è sul sentiero (magga)
    • purificazione per mezzo della conoscenza e visione della via (patipadā)
    • purificazione per mezzo della conoscenza e visione.

Vi è poi un capitolo conclusivo, il XXIII, dedicato ai benefici della Saggezza. Tutta la terza parte si segnala per l'approccio spiccatamente analitico caratteristico di molta parte della filosofia buddista.

I sette passi[modifica | modifica wikitesto]

La struttura dell'opera richiama in parte il Ratha-vinita Sutta (Majjhima Nikāya 24)[2], che descrive la progressione dalla perfezione della disciplina verso il nibbāna, in sette passi o stadi. Questi sono:

1) Purificazione per mezzo della virtù (cap. I e II)
2) Purificazione della coscienza per mezzo della concentrazione (cap.III-XI)
3)- 7) corrispondono ciascuna rispettivamente ai capitoli XVIII-XXII.

Vedere anche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Il Visuddhimagga è un'opera assai familiare in tutti i Paesi di tradizione theravada. Ogni studioso di Buddhismo Theravāda o Mahāyāna ha dimestichezza con esso", Upatissa et al, p. xliii, in Upatissa, Arahant, N.R.M. Ehara, Soma Thera e Kheminda Thera (trad.) The Path of Freedom (Vimuttimagga) Kandy, Sri Lanka: Buddhist Publication Society. ISBN 955-24-0054-6.(1995).
  2. ^ Ratha-vinita Sutta: Relay Chariots (traduzione di Thanissaro Bhikkhu)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni in lingua Pali[modifica | modifica wikitesto]

  • Hewavitarne Bequest, Colombo, Sri Lanka (alfabeto singalese)
  • Hanthawaddy Press, Rangoon, Myanmar (alfabeto birmano)
  • Edizione siamese, Bangkok, Thailand (alfabeto Thai)
  • Pali Text Society, London, England (alfabeto latino)
  • Harvard University Press edition, Harvard Oriental Studies, Vol. 41, Cambridge, Mass., 1950 (alfabeto latino)

Traduzioni inglesi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Path of Purity, Pe Maung (trad.), Pali Text Society, London, 3 vols., 1922-31
  • Bhadantacariya Buddhaghosa, Bhikkhu Nanamoli (trad.), The Path of Purification, BPS-Pariyatti Editions, Onalaska, WA (Buddhist Publication Society), 1999. ISBN 1-928706-01-0.
  • Buddhist Meditation, Edward Conze (trad.), NB: Traduzioni parziali, 2002, ISBN 81-215-0781-2

Altre traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • der Weg zur Reinheit, Nyanatiloka & Verlag Christiani (trans.), Konstanz, 1952 (Tedesco)
  • Sinhala Visuddhimargaya, Pandita Matara Sri Dharmavamsa Sthavira, Matara, Sri Lanka, 1953 (Singalese)
  • Le chemin de la pureté, Christian Maës, Fayard 2002 (Francese)
  • Il sentiero della purificazione, Antonella Serena Comba, Lulu.com 2010, seconda edizione (Italiano)

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]