Via Roma (Torino)
Via Roma è la via più imponente e una delle vie principali del centro storico di Torino. Unisce la centralissima Piazza Castello alla storica stazione di Porta Nuova e comprende lungo il suo percorso Piazza C.L.N. e la celebre Piazza San Carlo, terminando in Piazza Carlo Felice. Orientata sull'asse nord-sud, essa percorre parallelamente il reticolo di impostazione romana dell'antica Julia Augusta Taurinorum.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] La creazione
La Via Nuova o Contrada Nuova come venne battezzata alla sua apertura, sul finire del XVI secolo, venne realizzata dall'architetto umbro Ascanio Vittozzi, per volontà del duca Carlo Emanuele I di Savoia: misurava, allora, dieci metri di larghezza. La via divenne ben presto uno dei principali assi della città. Viene menzionata in un curioso provvedimento di Carlo Emanuele II di Savoia, il 29 ottobre 1672, che vietava le elevazioni della contrada oltre il cornicione:
| « Intendiamo che alcuni particolari habbino dato principio ad una nuova elevazione di stanze della Contrada Nuova, et che l'alzamento si faccia sovra del cornicione per formare il quinto piano e sovra eso il solar morto, il che disdice all'architettura, disegno et abbellimento di detta contrada; e perché non vogliamo tollerare in avvenire simil'alzamenti, v'ordiniamo dunque di far rimettere il novamente fatto nel pristino stato » | |
|
(Carlo Emanuele II[1])
|
Fino ai primi decenni del XIX secolo, la strada terminava presso le vie Andrea Doria e Antonio Gramsci: Fu Carlo Felice di Savoia a ordinarne l'espansione negli ultimi due isolati attuali. Questo il decreto che autorizzò i lavori:
| « S.M. approva la fabbricazione di due nuove isole verso mezzogiorno, formanti un più maestoso e regolare ingresso alla Via Nuova e per agevolarne l'esecuzione accorda il seguente privilegio: le due isole che si fabbricheranno, secondo il piano e relazione dell'ingegner Lombardi, andranno esenti per lo spazio di trent'anni da ogni imposta, a partire dal 1 gennaio 1823 » | |
|
(Carlo Felice)
|
[modifica] La grande ristrutturazione
La via, dedicata a Roma il 29 marzo 1871[2], agli inizi del novecento manteneva ancora le sue caratteristiche forme barocche. Tuttavia si presentava molto caotica e trafficata: la percorrevano due linee tramviarie, una in direzione del Ponte Isabella, l'altra verso corso Orbassano; vi erano addirittura sei cinematografi e il grande salone della Galleria Nazionale che fu anch'esso per anni il cinematografo più popolare. Ai lati, la strada era animata da numerose bancarelle, antesignane degli attuali negozi. Si andava creando quindi una necessità di rendere la via più ordinata, fruibile al traffico e uniforme. Il progetto si rivelò ambizioso fin dal principio, prevedendo una radicale ristrutturazione non della sola via ma di gran parte del quartiere centrale circostante. Vennero presentate numerose proposte, molte delle quali condiserate troppo "futuristiche", e si optò per una soluzione che ben si accordasse agli stilemi barocchi esistenti.
La prima fase dell'intervento risale al 1931 e riguarda la sezione che collega Piazza San Carlo a piazza Castello. La via venne modificata dotandola di edifici in stile eclettico con portici, caratterizzati da motivi a serliane, completamente pavimentati da marmi policromi di esclusiva provenienza italiana. Questa prima tratta venne aperta al pubblico il 28 ottobre del 1933. Insolita, ma di grande effetto, fu la scelta di pavimentare il fondo stradale di questo primo tratto con una sorta di pavé di cubetti in legno[3], conferendo ulteriore pregio alla via. Nel dopoguerra, a seguito dei danni causati dai bombardamenti del 1944, tale pavimentazione venne rimossa e sostituita da un'uniforme lastricatura in pietra.
Parallelamente a questo primo intervento fu conclusa, a tempo di record, la costruzione dell'imponente Torre Littoria, sita nell'isolato di Sant'Emanuele.
| Per approfondire, vedi la voce Torre Littoria. |
La realizzazione della seconda sezione che collega Piazza San Carlo a Piazza Carlo Felice (e quindi alla Stazione di Porta Nuova) venne coordinata dell'architetto Marcello Piacentini ed è caratterizzata dai dettami dell'architettura razionalista. Numerosi furono gli edifici preesistenti abbattuti per la realizzazione del progetto nell'area del quadrilatero composto da Via XX Settembre, via Lagrange, via Giolitti e via Gramsci. Qui vennero realizzati nuovi isolati ad impianto reticolare, con austeri edifici in chiaro stile razionalista, come l'imponente Albergo Principi di Piemonte e l'ex Hotel Nazionale in Piazza C.L.N.. I portici presentano una trabeazione continua e sono scanditi dall'impostazione a colonne binate in accordo con quelli su piazza San Carlo. Questa seconda parte della ristrutturazione fu completata il 28 ottobre 1937.
La planimetria complessiva dei due interventi è tutt'oggi visibile sulle fronti cieche delle due chiese di San Carlo e Santa Cristina (chiesa di San Carlo chiesa di Santa Cristina).
A sottolineare la vocazione di importante asse di scorrimento del cuore della città, nella realizzazione della nuova Via Roma, fu prevista anche una galleria sotterranea che avrebbe dovuto ospitare una prima linea di metropolitana, che però non fu mai realizzata. Gli spazi sotterranei furono utilizzati per vari scopi fino a quando il Comune decise di adibirli a parcheggio. Attualmente un vasto sistema di parcheggi sotterranei comunicanti si estende lungo tutto l'asse della via, da Piazza Castello sino a Piazza Carlo Felice.
Tra il 1931 e il 1937 fu realizzato anche il completo rinnovo degli impianti di illuminazione della nuova via Roma, su progetto dell'Ing. Guido Peri.[4] Nel tratto compreso tra piazza San Carlo e piazza Castello fu introdotta l'armatura illuminante oggi conosciuta come Settecento Grande, su modello delle lanterne a gas dell'Ottocento, mentre l'impostazione razionalista della Via Roma piacentiniana portò all'adozione di lanterne tronco-piramidali, dette Novecento.[5]
[modifica] Via Roma oggi
La marcata vocazione commerciale della via è riscontrabile dall'assenza pressoché totale di accessi pedonali o carrabili degli edifici (realizzati sulle vie laterali), al fine di conferire più spazio possibile alle attività commerciali.
Fin dal suo rinnovamento, la via è infatti diventata uno dei principali percorsi dello shopping cittadino, svolto sotto i caratteristici portici, nei quali trovano posto eleganti caffè, librerie (storica quella del quotidiano La Stampa), svariati negozi, esclusive boutiques ma anche molte catene commerciali di negozi di abbigliamento.
La lunghezza totale è di 607 metri, con 14,80 metri di larghezza, portici esclusi, contando anche i quali si raggiungono quasi i 27 metri[6]
[modifica] Progetti futuri
Secondo il progetto recentemente approvato dalla Regione Piemonte, via Roma sarà interessata dai lavori della Linea 2 di metropolitana, il cui primo lotto prevede la realizzazione delle fermate C.L.N. e Castello [7] [8][9].
[modifica] Collegamenti
- M1 È raggiungibile dalla fermata Porta Nuova FS della Metropolitana di Torino.
[modifica] Note
- ^ da Provvedimenti edilizi dal 1566 al 1892, Municipio di Torino, Tipografia Botta
- ^ Rossotti, Renzo (2003). La grande guida delle strade di Torino.
- ^ Il mistero di Torino, Vittorio Messori e Aldo Cazzullo, Mondadori (pag. 47)
- ^ Chiarelli, Lidia (11 marzo 2011). Le Luci di Torino. La Stampa - Inserto TORINOSETTE: 50.
- ^ Chiara Aghemo, Luigi Bistagnino, Chiara Ronchetta, Illuminare la città. Sviluppo dell'illuminazione pubblica a Torino, Torino, Celid, 1994.
- ^ i portici hanno diversa larghezza, ovvero 5,80 metri nella prima tratta e 6,40 nella seconda
- ^ Metro Torino, ok della Regione alla Linea 2
- ^ Città di Torino - Linea 2 della metropolitana
- ^ Torino, linea 2 del metrò sotto via Roma | Però Torino
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Carlo Merlini, Ambienti e figure di Torino vecchia, Torino, Stamperia Rattero.