Ventimila hanno visto

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Ventimila hanno visto
Titolo originale The American Gun Mystery
Altri titoli Cinquemila hanno visto[1]
Autore Ellery Queen
1ª ed. originale 1933
1ª ed. italiana 1935[1]
Genere romanzo
Sottogenere poliziesco
Lingua originale inglese
Ambientazione New York
Protagonisti Ellery Queen
Serie Ellery Queen
Preceduto da Il mistero delle croci egizie
Seguito da Il caso dei fratelli siamesi

Ventimila hanno visto, pubblicato in Italia anche con il titolo Cinquemila hanno visto (The American Gun Mystery)[1] è un romanzo giallo di Ellery Queen, pubblicato nel 1933.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il celebre cowoby Buck Horne, in passato stella del rodeo e famoso divo dei western di Hollywood, ma da un pezzo sul viale del tramonto, sta progettando un clamoroso rientro sulle scene in grande stile, e per farlo ha scelto lo spettacolo itinerante del suo vecchio amico Wild Bill Grant, e la grandiosa cornice del Colosseum di New York. Ma durante la parata del gruppo che dà inizio allo show Horne si accascia sulla sella e rotola giù sotto gli zoccoli dei cavalli che lo seguono, sotto gli occhi inorriditi di ventimila spettatori, colpito al cuore da una pallottola di rivoltella. Caso vuole che fra il pubblico ci sia Ellery Queen in compagnia di suo padre, l'ispettore Richard Queen della Squadra Omicidi. L'arena viene immediatamente circondata dalla polizia e sigillata, ma le perquisizioni più accurate non riescono a far saltare fuori l'arma del delitto. Ellery dovrà spiegare gli elementi a prima vista impossibili dell'omicidio, indagando su persone sospette appartenenti ad ambienti apparentemente estranei tra loro, da quello dei cowboy del rodeo al magico mondo delle star hollywoodiane, passando per ricchi impresari, velenosi reporter e persino il campione mondiale dei pesi massimi di pugilato.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

"Ventimila hanno visto ha una soluzione che è molto azzardata persino secondo gli standard dell'età d'oro del giallo classico. [...] molti lettori penseranno che la soluzione sia scorretta e che violi le regole del "fair play" del poliziesco classico [...] Eppure i capitoli finali, per quanto goffi, hanno una loro grandiosità nella concezione. Per quanto "sleali", sono un esempio dell'immaginazione sfrenata al lavoro nei polizieschi dell'era classica. [...] Ci sono anche molta logica e deduzioni interessanti nel finale di Queen; l'intera storia regge, con una trama unificata e con una logica interna, per quanto poco plausibile. Il libro soffre anche del fatto che la narrazione, nella parte che precede il finale, è spesso rigida e poco ispirata. Questo è un problema comune per Ellery Queen; molti dei suoi primi lavori hanno soluzioni molto migliori rispetto alla narrazione fra il momento del crimine e la sua soluzione. La questione della sparizione della pistola è ben fatta, secondo qualsiasi metro di giudizio. Il libro è ambientato in un rodeo che fa tappa a New York City; un rodeo simile figura in Murder on the wheels (1932) di Stuart Palmer."[2]
"Una buona idea, ma troppo ingegnosa per il suo stesso bene. La premessa di base è difficile da digerire, e il metodo con il quale la pistola viena fatta sparire è davvero al limite della credibilità."[3]
Il libro venne pubblicato per la prima volta in Italia con il titolo di Cinquemila hanno visto.[4]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Catalogo SBN. URL consultato il 29-11-2011.
  2. ^ (EN) Michael E. Grost, A Guide to Classic Mystery and Detection. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  3. ^ (EN) Q.B.I. - "The American Gun Mystery". URL consultato il 21 ottobre 2011.
  4. ^ Vedi ad esempio: Ellery Queen, Cinquemila hanno visto, I Classici del Giallo Mondadori (n. 366), Milano, Mondadori, 1981.