Venere di Brassempouy

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Venere di Brassempouy

La Venere di Brassempouy (in francese La dame à la capuche) è un frammento di una statuetta in avorio risalente al Paleolitico superiore scoperto vicino Brassempouy, Francia nel 1892. Con un'età stimata di 25.000 anni è la più antica rappresentazione realistica di un volto umano mai trovata.

Scoperta[modifica | modifica sorgente]

Brassempouy è un piccolo villaggio della Chalosse, una piccola regione nel dipartimento delle Landes, nella Francia sud-occidentale. Vicino al villaggio rimangono due grotte, distanti 100 metri l'una dall'altra, le quali sono state i primi siti paleolitici esplorati in Francia; sono note come Galerie des Hyènes e la Grotte du Pape in cui fu scoperta la testa scolpita insieme ad altre 8 figure umane, spesso ignorate perché lavori incompleti.

La Grotte du Pape fu inizialmente esplorata da P.E. Dubalen nel 1881 e successivamente da Laporterie e Édouard Piette dal 1894 in poi. Dal momento che le tecniche di scavo archeologico in quegli anni erano allo stato embrionale, non si fece molta attenzione alla stratigrafia del sito contenente i resti, che fu poi devastato da un campo base predisposto dai dilettanti dell'Association française pour l’avancement de la science nel 1892[1]. Tuttavia, Piette descrisse una stratigrafia appartenente al tardo e medio Solutreano; egli definì l'ultimo livello da lui raggiunto con il termine éburnéen in riferimento alla copiosa quantità di avorio in esso contenuto. Moderni studi del sito sono stati eseguiti sotto la direzione di Henri Delporte, 1981-2000.

Nel 1894, uno di questi strati, oggi riconosciuto come Gravettiano, ha restituito diversi frammenti di statuette femminili, tra cui la Venere di Brassempouy. Piette vedendo che le figure erano strettamente correlate con le rappresentazioni di animali del Magdaleniano, redasse una ipotetica cronologia che fu poi respinta da Henri Breuil.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La testina fu scolpita in avorio di mammut. È alta 3,65 cm, 2,2 cm profonda e 1,9 larga. Il suo viso è triangolare, e sembra tranquilla. Mentre fronte, naso e sopracciglia sono scolpite in rilievo, la bocca è assente. Una fessura verticale sul lato destro del volto è legata alla struttura interna dell'avorio. Sulla testa si vede una serie di incisioni a scacchiera formata da due serie di solchi superficiali ad angolo retto gli uni tra gli altri, è stata interpretata come una parrucca, un cappuccio, o semplicemente una rappresentazione dei capelli.

Randall White, in Journal of Archaeological Method and Theory (Dicembre 2006), osserva che "Le figurine emersero dal suolo in un contesto socio-politico e intellettuale coloniale e quasi ossessionato dalle questioni di razza".[2] White ha notato che anche se lo stile utilizzato è essenzialmente realistico, le proporzioni della testa non corrispondono a nessuna popolazione umana attuale o passata. Dalla metà del XX secolo le interpretazioni sono passate dalla questione razziale a quelle di femminilità e fertilità.

Datazione[modifica | modifica sorgente]

Anche se il reperto è stato scoperto agli albori della moderna archeologia tanto che il suo contesto non poteva essere studiato con tutta l'attenzione che avrebbe meritato, non vi è nessun dubbio che la "Venere di Brassempouy" appartenga alla cultura materiale del Paleolitico superiore, il Gravettiano o, più precisamente al Medio gravettiano e quindi ad un intervallo di tempo tra 26.000 e 24.000 anni fa. È più o meno contemporanea con le altre figure di veneri preistoriche come ad esempio quelle di Lespugue, Dolní Věstonice, Willendorf ecc., tuttavia, essa si distingue tra le altre per l'elevato realismo della rappresentazione.

Esposizione[modifica | modifica sorgente]

La "Venere di Brassempouy" è conservata presso il Musée d'Archéologie Nationale di Saint-Germain-en-Laye, vicino Parigi. Poiché l'avorio è molto sensibile ai fattori esterni quali la temperatura, l'umidità e la luce, il reperto non fa parte della mostra permanente del museo. Invece di tanto in tanto fa parte di mostre temporanee.

A Brassempouy, invece, sono conservati una varietà di oggetti scavati nella Grotte du Pape e sono in esposizione presso la Maison de la Dame. Questo spazio espositivo, dedicato principalmente alla archeologia della regione, contiene anche una bella serie di calchi di sculture paleolitiche, tra cui i nove esemplari provenienti da Brassempouy, ma anche le ben note veneri da Lespugue, Willendorf e Dolní Věstonice, così come la Venere di Mal'ta, e il Venere di Grimaldi.

Francobolli[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976, la Venere di Brassempouy è stata raffigurata su un francobollo da 2,00 Franchi. Anche la Repubblica del Mali le ha dedicato un francobollo da 15 Franchi CFA.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Descritto in dettaglio da White 2006:257ff.
  2. ^ White 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • H. Delporte, Brassempouy – la grotte du Pape, station préhistorique, Association culturelle de Contis, 1980
  • H. Delporte, L'image de la femme dans l'art préhistorique, éd. Picard, 1993 (ISBN 2-7084-0440-7)
  • C. Cohen, La femme des origines - images de la femme dans la préhistoire occidentale, Belin - Herscher, 2003 (ISBN 2-7335-0336-7)
  • P. Perrève, La dame à la capuche - roman historique - Ed. Olivier Orban, 1984, (ISBN 2-85565-244-8)

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