Crocuta crocuta spelaea

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Iena delle caverne
Cave hyena.JPG
Crocuta crocuta spelaea
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto [1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Hyaenidae
Genere Crocuta
Specie C. crocuta
Sottospecie C. c. spelaea
Nomenclatura binomiale
Crocuta crocuta
Erxleben, 1777
Nomenclatura trinomiale
Crocuta crocuta spelaea
Goldfuss, 1823

La iena delle caverne (Crocuta crocuta spelaea) è una sottospecie estinta di iena maculata (Crocuta crocuta) originaria dell'Eurasia, diffusa in passato dalla Cina settentrionale alla Spagna e nelle isole britanniche. Sebbene fosse stata descritta originariamente come una specie separata dalla iena maculata a causa delle grosse differenze negli arti anteriori e posteriori, le analisi genetiche non indicano alcuna differenza sostanziale nel DNA di questi due animali[2]. È nota grazie ad una vasta gamma di resti fossili e dai dipinti preistorici. Si estinse in tutto il suo areale verso la fine dell'ultima era glaciale (tra 20.000 e 10.000 anni fa).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La differenza principale tra la iena maculata e la iena delle caverne sta nella diversa lunghezza delle ossa degli arti posteriori ed anteriori. Nella iena delle caverne l'omero ed il femore sono più lunghi, indicando un adattamento ad ambienti diversi da quelli della iena maculata. Non sappiamo se presentava lo stesso dimorfismo sessuale della iena maculata[2].

Conosciamo poco riguardo alle sue abitudini sociali. È ipotesi largamente accettata che vivesse nelle caverne. Non vi è nessuna indicazione a confermare se le iene delle caverne vivessero in grandi clan o se fossero più solitarie, sebbene il loro ambiente pleistocenico non dovrebbe essere stato molto favorevole a clan numerosi[2].

Biologia alimentari[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di un dipinto preistorico di iena delle caverne nella Grotta Chauvet.

Come le iene moderne, le iene delle caverne accumulavano le ossa e le corna delle loro vittime nelle tane, per consumarle successivamente o per giocarci, sebbene non sappiamo se i resti scoperti dai paleontologi siano quelli di carogne o di animali uccisi. Gli studi sui resti animali ritrovati nelle tane di queste iene nelle zone carsiche boeme mostrano che la loro preda più comune fosse apparentemente il cavallo di Przewalski, che costituiva il 16-51% delle sue prede. Le loro prede più grosse erano i rinoceronti lanosi, le cui ossa e crani sono stati ritrovati in molte tane di iena. In alcune regioni, i resti di rinoceronte possono costituire il 25-30% del materiale osseo totale delle tane. Un'altra importante fonte di cibo era costituito dalle renne, il 7-15% delle prede delle iene delle caverne. Il bisonte delle steppe costituiva solamente l'1-6% delle prede di questi animali. Il cervo rosso ne costituiva solamente il 3% e i resti di alce irlandese sono ancora più rari. I resti di fauna alpina, come camosci e stambecchi, costituiscono meno del 3% dei resti e in alcuni luoghi sono perfino assenti, forse a causa della loro maggiore fragilità[3].

Si ritiene che le iene delle caverne siano state le responsabili della disarticolazione e della frantumazione di alcuni scheletri di orso delle caverne. Alcune grosse carcasse erano una fonte di cibo ottimale per queste iene, soprattutto alla fine dell'inverno, quando il cibo era scarso. Nelle tane sono stati trovati anche resti di leoni delle caverne, lupi e ghiottoni. Esistono inoltre prove che indicano che le iene delle caverne praticassero occasionalmente il cannibalismo[3].

Interazioni con gli ominidi[modifica | modifica wikitesto]

Prede parzialmente trattate dai Neanderthal e ritrovate nelle tane di queste iene indicano che questi animali derubassero occasionalmente questi ominidi e che fossero in competizione con essi per le caverne. Numerose ossa di ominidi, inclusi i Neanderthal, sono state parzialmente divorate dalla iena delle caverne. Anche gli uomini moderni hanno convissuto a lungo con questo animale e potrebbero aver avuto con esso un'interazione simile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Crocuta crocuta spelaea in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c Comparison of Crocuta crocutacrocuta and Crocuta crocutaspelaea through computertomography in Dockner, Martin, Department of Paleontology, University of Vienna. URL consultato il 20 gennaio 2008.
  3. ^ a b Prey deposits and den sites of the Upper Pleistocene hyena Crocuta crocuta spelaea (Goldfuss, 1823)in horizontal and vertical caves of the Bohemian Karst in CAJUSG. DIEDRICH & KARELŽÁK. URL consultato il 20 gennaio 2008.

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